Becca Fitzpatrick.
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L'ultimo angelo.
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Parte 2.
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Titolo originale: Finale. 2012.
Traduzione di: Valentina Ricci.
2012. EDIZIONI PIEMME, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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19.
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Uscii dalla villetta di Patch con l'intenzione di prendere la macchina e tornare a casa, ma combattevo con terribili spasimi allo stomaco, in parte dovuti ai sensi di colpa, e in parte perch stavo male sul serio. Non ricordavo di essermi mai vergognata cos tanto in tutta la mia vita.
E nemmeno mi ero mai sentita pi affamata.
Il mio stomaco si contrasse: la fame mi causava fitte lancinanti. Erano cos forti che rimasi piegata in due con la fronte appoggiata al volante. Mi sembrava di avere ingoiato dei chiodi e che mi stessero martoriando le viscere. Avevo la sensazione indescrivibile che i miei organi interni si stessero prosciugando. Quello spasimo fu seguito da una domanda che mi terrorizz: cosa sarebbe accaduto se il mio corpo avesse cominciato a divorare se stesso?
No, sapevo che quella fame feroce non era bisogno di cibo.
Accostai al marciapiedi e chiamai Scott. Mi serve l'indirizzo di Dante.
Non sei mai stata a casa sua? Ma non sei la sua ragazza?
Quella frase mi irrit perch mi faceva perdere tempo. Volevo l'indirizzo di Dante, e subito: non avevo tempo per delle stupide chiacchiere. Ce l'hai o no?
Ti mando un SMS. Ma stai bene? Sembri agitata. Da qualche giorno ti comporti in modo strano.
Sto benissimo risposi e poi riagganciai, abbandonandomi sul sedile. Avevo il labbro superiore madido di sudore. Mi aggrappai al volante per cercare di vincere i crampi e contemporaneamente dominare la nuova sensazione che qualcuno mi afferrasse per la gola e mi scuotesse selvaggiamente. Tutti i miei pensieri erano incollati a due parole: arte diabolica. Cercai di combattere la tentazione: avevo bevuto poche ore prima una bottiglia intera. Potevo farcela. Ero io a decidere quando bere di nuovo. Ero io a decidere quando, e quanto.
Il sudore scivol lungo la schiena. Sentivo i rivoli scorrermi sulla pelle, sotto la maglietta. Le cosce bollenti e madide si erano incollate al sedile. Anche se era ottobre, misi al massimo l'aria condizionata.
Tentai di immettermi sulla carreggiata ma il grido lacerante di un clacson mi costrinse a inchiodare. Un furgone bianco mi super rombando, il conducente mi fece un gesto osceno dal finestrino.
Controllati, ordinai a me stessa. Sta attenta.
Dopo qualche respiro profondo per schiarirmi le idee caricai sul cellulare le indicazioni per arrivare a casa di Dante. Studiai la piantina, scoppiai in una risatina ironica e feci un'inversione a U. Assurdo! Dante viveva a meno di otto chilometri dalla villetta di Patch.
Dopo dieci minuti avevo percorso una strada ombreggiata da alberi rigogliosi i cui rami si intrecciavano a formare una specie di tunnel, avevo attraversato un ponte pavimentato a ciottoli e parcheggiato la Volkswagen in una graziosa stradina, piena di curve e fiancheggiata da alberi. Quasi tutte le case erano bianche, in stile vittoriano, con tetti spioventi e decorazioni che sembravano di marzapane. Erano costruzioni vistose, al limite del cattivo gusto. Identificai la casa di Dante - un edificio in stile Regina Anna al 12 di Shore Drive - che era un tripudio di colonnine, torrette e t'impani. Sulla porta dipinta di rosso troneggiava un battente di ottone. Lo ignorai e mi buttai sul campanello, premendolo pi volte. Se non risponde nel giro di due secondi...
Dante socchiuse la porta e parve sorpreso. Come hai fatto a sapere dove abito?
Me lo ha detto Scott.
Si accigli. Non mi piacciono le visite a sorpresa. Troppi visitatori danno adito a sospetti: i miei vicini sono dei ficcanaso.
 importante.
Fece un cenno del mento verso la strada. Quel catorcio che ti ostini a guidare  un pugno nell'occhio.
Non ero dell'umore giusto per gli scambi di battute maligne. Se presto non avessi ingerito un po di arte diabolica - sarebbero bastate poche gocce - il cuore mi sarebbe uscito dal petto. Anche in quel momento mi batteva all'impazzata e facevo fatica a respirare. Era come se avessi appena passato un'ora a inerpicarmi su una montagna: non avevo pi fiato.
Andai subito al dunque: Ho cambiato idea. Voglio l'arte diabolica, ma soltanto come riserva aggiunsi in fretta. Nel caso in cui mi trovassi a dover affrontare troppi nemici e mi servisse. Non riuscii a concentrarmi abbastanza a lungo da capire se il mio discorso fosse convincente o no. Vedevo mille puntini rossi danzarmi davanti agli occhi. Avevo un disperato bisogno di asciugarmi la fronte, ma non volevo attirare l'attenzione sul sudore che mi bagnava il viso.
Dante mi fiss con uno sguardo interrogativo che non seppi interpretare, poi mi fece entrare. Rimasi in piedi nel vestibolo; il mio sguardo rimbalzava inquieto dalle pareti bianche e nude ai sontuosi tappeti orientali. C'era un corridoio che conduceva verso la cucina, sul retro della casa. Salotto a sinistra e sala da pranzo a destra: le pareti di entrambe le stanze erano dipinte dello stesso rosso sangue dei puntini che mi ballavano sotto le palpebre. Tutti i mobili sembravano antichi. Sopra la mia testa pendeva un lampadario con cascate di gocce di cristallo.
Che bella casa riuscii a mormorare con voce strozzata, nonostante il cuore impazzito e i brividi che mi percorrevano gambe e braccia.
Apparteneva a dei miei amici; me l'hanno lasciata nel testamento.
Mi dispiace che siano morti.
Entr in sala da pranzo, spost un grande dipinto che raffigurava un pagliaio rivelando una cassaforte. Inser il codice e l'apr.
Eccotela:  un prototipo nuovo, concentratissimo: bevine molto poco mi ammon. Te ne do due bottiglie: se cominci a berlo subito dovrebbe bastarti per una settimana.
Annuii, cercando di nascondere l'acquolina in bocca mentre prendevo le due bottiglie che splendevano di un alone azzurrognolo. C' una cosa che voglio dirti, Dante. Ho deciso di guidare i Nephilim in guerra. Quindi se puoi darmi qualche bottiglia in pi, potrebbe essermi utile. Avevo intenzione di parlare a Dante della mia decisione di combattere, ma non avevo pensato di dirglielo per farmi dare qualche bottiglia in pi di arte diabolica. S, sembrava una manovra un po subdola, ma la fame che mi divorava mi imped di provare anche il pi piccolo accenno di rimorso.
Guerra? ripet Dante, sorpreso. Sei sicura?
Puoi dire ai tuoi superiori che sto progettando un piano per attaccare gli angeli caduti.
... be, una splendida notizia mormor lui con l'aria sconvolta, mentre mi consegnava una terza bottiglia. Cosa ti ha fatto cambiare idea?
Il mio cuore si  convertito alla causa risposi. Mi sembrava una frase a effetto. Non sono solo il capo dei Nephilim: sono una di loro.
Dante mi accompagn alla porta e mi ci volle ogni milligrammo dell'autocontrollo che mi era rimasto in corpo per tornare con i alina alla Volkswagen. Lo salutai in fretta, misi in moto e svoltai all'angolo. Parcheggiai immediatamente e aprii una bottiglia.
Stavo per bere quando il trillo del cellulare che annunciava una chiamata di Patch mi fece sobbalzare e qualche goccia di liquido azzurro mi cadde in grembo.
Evapor all'istante, sollevandosi nell'aria come il fumo di un fiammifero appena spento. Imprecai sottovoce, furiosa all'idea di aver perso quelle poche preziosissime gocce.
Pronto? risposi. I puntini rossi continuavano a impedirmi di vedere bene.
Non mi piace scoprire che vai a fare visita a un altro uomo, angelo.
Mi guardai intorno e contemporaneamente schiaffai la bottiglia sotto il sedile.
Dove sei?
Tre automobili dietro di te.
Guardai nello specchietto retrovisore. Patch scese dalla moto e si avvi verso di me, con il cellulare ancora all'orecchio. Mi asciugai il viso con il colletto della maglia.
Tirai gi il finestrino. Mi stai seguendo?
Merito della microspia.
Cominciavo davvero a odiare quel maledetto aggeggio.
Patch appoggi l'avambraccio sul tetto della Volkswagen e si chin verso di me. Chi abita a Shore Drive?
Accidenti, la microspia  precisissima.
Compro solo il meglio.
Dante. Non aveva senso mentire, tanto era ovvio che lo sapeva gi.
Non mi piace l'idea che vedi un altro uomo in generale, ma trovarti in casa sua mi manda veramente in bestia. La sua espressione si mantenne calma, ma capii che pretendeva una spiegazione.
Volevo chiedergli a che ora ci alleneremo domattina. Ero da queste parti e ho pensato di passare da lui. La menzogna mi scivol fuori dalle labbra con grande facilit. Riuscivo solo a pensare che dovevo liberarmi di Patch per poter sentire in gola il sapore dell'arte diabolica. Deglutii, sempre pi impaziente.
Con estrema delicatezza Patch mi sollev gli occhiali da sole, poi si infil un po dentro il finestrino e mi baci. Sto andando a verificare qualche altra pista. Voglio scoprire chi  il ricattatore di Pepper. Ti serve qualcosa, prima che me ne vada?
Scossi la testa.
Se hai bisogno di parlare sai che sono sempre a tua disposizione aggiunse teneramente.
Parlare di cosa? chiesi sulla difensiva. Che sapesse dell'arte diabolica? No, no, impossibile.
Mi scrut per un attimo. Di qualsiasi cosa.
Attesi che Patch si allontanasse prima di bere, un sorso alla volta, avidamente, fino a quando fui del tutto soddisfatta.

20
Arriv il gioved sera. La fattoria si era completamente trasformata. Ghirlande di foglie autunnali color porpora, oro e marrone sulle grondaie; la porta era incorniciata da mazzetti di pannocchie secche. Marcie doveva aver comprato tutte le zucche del Maine per allinearle sul marciapiedi, il vialetto d'ingresso e lungo ogni centimetro della veranda. Qualcuna era stata intagliata per ricavarne una lanterna e all'interno dei sorrisi sdentati brillava la luce tremolante di una candela. La parte pi maligna di me voleva sibilarle all'orecchio che un negozio di decorazioni sembrava ci avesse vomitato sul prato, ma a essere sincera aveva fatto un ottimo lavoro.
Dentro casa lo stereo diffondeva le colonne sonore dei pi famosi film horror. Teschi, pipistrelli, ragnatele e fantasmi erano in agguato sui mobili. Marcie aveva anche affittato una macchina che produceva ghiaccio secco, come se non le bastasse la nebbia che avvolgeva il giardino.
Con le braccia cariche di sacchetti piombai in cucina.
Sono tornata! urlai. Bicchieri di plastica, anelli a forma di ragno, altro ghiaccio e altri coriandoli a forma di scheletro: tutto quello che mi avevi chiesto. Le bibite sono ancora nel bagagliaio: qualcuno mi aiuta a portarle dentro?
Marcie entr ancheggiando lasciandomi a bocca aperta. Indossava un reggiseno nero in latex e leggings dello stesso materiale.
Nient'altro. Le si vedevano le costole e le cosce sembravano stecchi. Metti le bibite in frigo, il ghiaccio nel freezer e cospargi i coriandoli sulla tavola in sala da pranzo. Sta attenta a non farli cadere sulla roba da mangiare. Per il momento  tutto. Non allontanarti troppo: potrei ancora avere bisogno di te. Devo finire di vestirmi.
Questo s che  un sollievo. Per un attimo ho pensato che volessi conciarti cos commentai.
Marcie si guard. Certo che vengo cos: sono Catwoman, scema. Devo solo incollare le orecchie di feltro al cerchietto.
Vieni alla festa in reggiseno? Solo con un reggiseno?
 una gupire, veramente.
Sarebbe stata davvero una scena fantastica. Non vedevo l'ora di sentire i commenti di Vee. E chi sarebbe Batman?
Robert Boxler.
Significa che Scott ti ha scaricata? Era solo una domanda retorica, naturalmente. Tanto per rigirare un po il coltello nella piaga.
Marcie alz le spalle con un piccolo gesto altero. Scott chi? rispose avviandosi lungo le scale.
Ha preferito Vee! le urlai dietro trionfante.
Non me ne frega niente ribatt Marcie. Scommetto che l'hai costretto tu a farlo. Non  un segreto, fa tutto quello che gli dici. Metti le bibite in frigo prima della fine del secolo.
Le feci una linguaccia, anche se non poteva vedermi. Ehi, devo prepararmi anch'io, cosa credi?
Alle sette cominciarono ad arrivare i primi ospiti: Romeo e Giulietta, Antonio e Cleopatra, Elvis e Priscilla. Si present perfino una bottiglia di ketchup accompagnata da quella di senape. Lasciai Marcie a darsi le arie da padrona di casa e feci una capanna in cucina. Mi riempii il piatto di uova mimosa, miniwurstel e caramelle. Ero stata troppo occupata a fare la schiava a Marcie per cenare. Quel piatto, insieme alla nuova dose di arte diabolica fornita da Dante, plac finalmente la mia fame.
Ero riuscita a razionare le bottiglie con un certo successo quindi mi sarebbero durate ancora qualche giorno. I sudori notturni, il mal di testa e i brividi che si impadronivano del mio corpo nei momenti pi strani erano scomparsi da quando avevo cominciato a bere la nuova formula. Significava che i pericoli dell'assuefazione erano finiti, ne ero certa, e che avevo imparato a gestire l'arte diabolica in tutta sicurezza. La cosa pi importante era la moderazione. Forse Blakely aveva cercato di creare in me una dipendenza, ma io ero abbastanza forte da stabilire i limiti che non volevo superare.
Gli effetti della bevanda stregata erano semplicemente sbalorditivi. Non mi ero mai sentita cos superiore a livello mentale e fisico. Sapevo che prima o poi avrei dovuto smettere, ma tra lo stress e i pericoli di Cheshvan e la guerra incombente, ero contenta di aver preso quella precauzione. Se un altro dei miei soldati Nephilim avesse nutrito dei dubbi sul mio conto e avesse deciso di aggredirmi, non mi avrebbe colta impreparata.
Dopo essermi rimpinzata di antipasti e di Sprite mi feci strada a gomitate verso il salotto per vedere se Vee e Scott erano arrivati. Le luci erano state abbassate, tutti erano travestiti, e non era facile distinguere i visi in mezzo alla folla. Avevo anche dato un'occhiata alla lista degli invitati, composta principalmente dagli amici di Marcie.
Bellissimo costume, Nora, ma tu sei tutto tranne un diavolo.
Lanciai uno sguardo in tralice a Morticia Addams. Strizzai le palpebre, confusa, poi sorrisi. Oh, ciao, Bailey. Quasi non ti riconoscevo con i capelli neri. Bailey si sedeva sempre accanto a me alle lezioni di matematica ed eravamo amiche dalle medie. Raccolsi la mia coda a punta per salvarla dal tizio dietro di me, che continuava a pestarla involontariamente e aggiunsi: Grazie per essere venuta.
Hai finito il compito di matematica? Io non ho capito niente di quello che il professor Huron ha spiegato oggi- Tutte le volte che cominciava un problema alla lavagna si fermava a met, cancellava tutto e ricominciava. Credo che non conosca la soluzione nemmeno lui.
Gi, domani mi toccher impazzirci sopra.
Si illumin. Potremmo trovarci in biblioteca e studiare insieme.
Ho promesso a mia madre di pulire la cantina dopo la scuola dissi. A dire la verit, ultimamente i compiti erano scivolati di qualche gradino nell'hit parade delle mie priorit. Era difficile stressarsi per la scuola quando temevo che da un giorno all'altro il misterioso cessate il fuoco tra angeli caduti e Nephilim finisse di colpo. Gli angeli tramavano qualcosa, e io avrei dato tutto per scoprire quali fossero le loro intenzioni.
Oh... magari un'altra volta rispose educatamente Bailey, delusa.
Hai visto Vee?
Non ancora. Da cosa si  travestita?
Da baby-sitter; il ragazzo che l'accompagna ha un costume da Michael Myers, quello del film Halloween spiegai. Se la vedi dille che la sto cercando.
Riuscii ad attraversare il salotto e quasi andai a sbattere contro Marcie e il suo cavaliere, Robert Boxler.
Come stiamo a rinfreschi? si inform Marcie con piglio dittatoriale.
Se ne sta occupando mia madre.
E la musica?
Il DJ  Derrick Coleman.
Stai salutando tutti quanti? Si stanno divertendo?
Ho appena finito un giro di saluti. Pi o meno.
Lo sguardo critico di Marcie si piant su di me. Dov' il tuo cavaliere?
Ha importanza?
Ho sentito che hai un nuovo ragazzo, e che non viene a scuola. Chi ?
Chi te l'ha detto? Evidentemente le voci su me e Dante cominciavano a girare.
Ha importanza? Marcie arricci il naso in segno di disapprovazione e aggiunse: Da cosa sei vestita?.
 un diavolo, non vedi? intervenne Robert. Forcone, corna, vestito rosso da vamp.
E non dimenticare gli anfibi neri puntualizzai mostrandoli con orgoglio. Dovevo ringraziare Vee per quel tocco di classe, completato da lacci rossi luccicanti.
S, lo vedo ribatt Marcie. Ma il tema della festa sono le coppie famose. Un diavolo non fa coppia con nessuno.
Proprio in quell'istante Patch entr dalla porta d'ingresso con il suo tipico passo rilassato. Dovetti guardare due volte per essere sicura che fosse davvero lui. Non credevo che sarebbe venuto. Non avevamo fatto pace dopo la nostra ultima lite. Mi rifiutavo di fare il primo passo, costringendomi a chiudere a chiave il cellulare in un cassetto tutte le volte che mi veniva la tentazione di chiamarlo per chiedere scusa, anche se ero terrorizzata dall'idea che nemmeno lui mi avrebbe chiamato. Quando lo vidi il mio orgoglio si trasform istantaneamente in sollievo. Odiavo litigare. Odiavo non averlo accanto a me. Se lui era pronto a fare pace, ero pronta anch'io.
Sorrisi per un attimo vedendo il costume che aveva scelto: jeans neri e T-shirt nera, con una maschera nera sul viso. La maschera celava tutto di lui, tranne lo sguardo tranquillo e attento.
Ecco il mio cavaliere annunciai. In ritardo, come si usa alle feste eleganti.
Marcie e Robert si voltarono. Patch mi fece un cenno di saluto e consegn il giubbotto di pelle a una disgraziata del primo anno che Marcie aveva costretto a fare la guardarobiera. Il prezzo che alcune ragazzine sono disposte a pagare per partecipare a una festa dei grandi  quasi patetico.
Non vale fece Robert togliendosi la maschera da Batman. Il tuo tizio non si  travestito.
Pensala un po come vuoi ma per favore non chiamarlo tizio lo apostrofai sorridendo a Patch che stava venendo verso di noi.
Lo conosco? chiese Marcie. Da cosa si  vestito?
 un angelo spiegai. Un angelo caduto.
Ma gli angeli caduti non vanno in giro conciati cos! protest Marcie.
Oh Marcie, quante cose non sai, pensai proprio mentre Patch mi passava un braccio intorno alle spalle e mi attirava a s per un lieve bacio.
Mi sei mancata, mi disse telepaticamente.
Anche tu. Non litighiamo mai pi. Possiamo dimenticare tutto?
Gi fatto. Come va la festa?
Be, diciamo che per il momento non mi  ancora venuta voglia di buttarmi gi dal tetto.
Ne sono felice.
Ehi, ciao! lo salut Marcie flirtando in un modo che mi sorprese, visto che il suo cavaliere era a pochi centimetri da noi.
Ciao rispose Patch.
Ti conosco? part all'attacco inclinando la testa di lato. Frequenti il liceo di Coldwater?
No.
Come fai a conoscere Nora, allora?
Chi non conosce Nora? fu la pacata risposta.
Ti presento il mio cavaliere, Robert Boxler aggiunse Marcie, altera.  il quarterback della nostra squadra di football.
Interessante disse Patch con una gentilezza appena sufficiente a passare per interesse. Come va la stagione, Robert?
Abbiamo avuto qualche partita tosta, ma possiamo riprenderci.
Marcie gli si accost posandogli il braccio sulle spalle a mo di consolazione.
Quale palestra frequenti? chiese Robert a Patch, dopo aver osservato il suo corpo muscoloso con sincera ammirazione. E una punta di invidia.
Ultimamente non ho avuto molto tempo per andare in palestra.
Be, hai comunque un aspetto fantastico, amico. Se ti va di fare un po di pesi insieme chiamami.
Buona fortuna per il resto della stagione gli augur Patch, stringendogli la mano.
Patch e io andammo a cercare un angolino tranquillo. Alla fine mi trascin nella toilette, chiuse la porta con un calcio e diede due giri di chiave. Mi appoggi alla parete e accarezz una delle mie orecchie rosse da diavolo, gli occhi neri accesi di desiderio.
Complimenti per il costume mormor.
Anche a te. Si vede che ti sei lambiccato il cervello per trovare qualcosa di veramente originale.
Sorrise divertito. Se non ti piace posso sempre toglierlo.
Mi accarezzai il mento con aria meditabonda. Credo sia la proposta migliore di tutta la serata.
Le mie offerte sono sempre le migliori, angelo.
Prima dell'inizio della festa Marcie mi ha chiesto di allacciarle il costume. Difficile stabilire quale sia la proposta pi allettante.
Patch si tolse la maschera e soffoc una risata contro il mio collo, scostandomi i capelli dalle spalle. Aveva un profumo meraviglioso. Era caldo, forte, e incredibilmente vicino. Il mio cuore acceler, traboccante di sensi di colpa. Avevo mentito a Patch e non riuscivo a non pensarci. Chiusi gli occhi lasciando che la sua bocca esplorasse la mia, cercando di farmi rapire da quel momento magico. Intanto per le menzogne che gli avevo raccontato mi martellavano il cervello. Avevo bevuto ancora l'arte diabolica e lo avevo ingannato con un trucco telepatico. E continuavo a bere
il liquido azzurro.
Il problema del tuo costume  che non vale granch come travestimento dissi sottraendomi ai baci. E non dobbiamo farci vedere insieme in pubblico, ricordi?
Sono solo passato per un saluto veloce. Non potevo perdermi la festa della mia ragazza mormor. Si abbass per baciarmi ancora.
Vee non  ancora arrivata esitai. L'ho cercata sul cellulare, e ho chiamato anche Scott. Hanno messo tutti e due la segreteria telefonica. Dovrei preoccuparmi?
Forse non vogliono essere disturbati mi sussurr all'orecchio con la sua voce profonda e roca. Mi sollev il vestito sulle cosce, accarezzandomi con il pollice la pelle nuda. Il calore di quelle carezze ebbe il sopravvento sulla mia coscienza sporca. Rabbrividii di piacere. Chiusi ancora gli occhi, questa volta senza volere. La tensione dentro di me si sciolse, il mio respiro divent affannoso. Patch sapeva esattamente come toccarmi.
Mi mise a sedere sul lavandino tenendomi le mani sui fianchi. Mi sentivo ribollire, svenire, e quando appoggi la sua bocca sulla mia avrei potuto giurare di aver visto le scintille. Ogni volta che mi toccava una passione selvaggia esplodeva dentro di me. Il calore liquido, inebriante e ardente della sua vicinanza non mi stancava mai, per quanto potessimo toccarci, eccitarci, baciarci. Anzi: quelle scosse elettriche che mi trapassavano diventavano sempre pi forti. Volevo Patch, e non mi fidavo di me quando ero in preda a quel desiderio.
Non seppi mai per quanto tempo la porta del bagno rimase aperta senza che me ne accorgessi. Mi allontanai da Patch ansimando. In piedi sulla soglia buia c'era mia madre. Borbottava, arrabbiata perch la serratura non funzionava bene, dicendo tra s che voleva farla aggiustare da mesi. Poi i suoi occhi si abituarono al buio, e si Interruppe a met della frase.
Chiuse la bocca di scatto, impallid... poi le sue guance avvamparono. Non l'avevo mai vista cos infuriata. Fuori! grid puntando il dito verso il corridoio. Esci subito da casa mia e non pensare di tornare o di toccare un'altra volta mia figlia! sibil a Patch, fuori di s per la rabbia.
Balzai gi dal lavandino. Mamma...
Si gir verso di me come una furia. Tu non dire nemmeno una parola! ringhi. Mi avevi detto di averlo lasciato. Avevi detto che... questa cosa tra te e lui... che era finita. Mi hai mentito!
Posso spiegarti tutto cercai di calmarla, ma mamma si era gi voltata di nuovo verso Patch.
 questo il tuo modo di comportarti? Seduci le ragazzine in casa loro, con la madre a un metro di distanza? Dovresti vergognarti!
Patch intrecci le sue dita alle mie e mi strinse la mano con forza. Al contrario, Blythe. Tua figlia  tutto per me. Tutto, capisci? La amo: non c' altro da aggiungere. Parl con calma, con sicurezza, ma aveva la mascella rigida come se fosse scolpita nel marmo.
Le hai distrutto la vita! Dal momento in cui ti ha incontrato  andato tutto a rotoli. Puoi negarlo quanto vuoi, ma so che eri coinvolto nel suo rapimento. Esci da casa mia rugg.
Mi aggrappai con tutta la mia forza alla mano di Patch mormorando Mi dispiace, mi dispiace con il linguaggio della mente. Avevo passato l'estate prigioniera in un capanno di legno isolata dal mondo: la mia famiglia e i miei amici avevano creduto che fossi stata rapita. La mia prigionia era stata orchestrata da Hank Millar, ma mia madre non lo sapeva. La sua mente aveva eretto una fortezza intorno al ricordo che conservava di quell'uomo, vi aveva rinchiuso tutte le cose positive ignorando il resto. Invece la colpa era di Hank e dell'arte diabolica. Mamma aveva elaborato la sua personale teoria, per cui il colpevole di tutto era Patch. Per lei era una verit inoppugnabile come il fatto che il sole sorge ogni mattina.
Adesso  meglio che vada, Nora disse Patch stringendomi la mano per rassicurarmi. Ti chiamo pi tardi, mi sussurr in privato, nella mente.
Direi proprio di s! sibil mia madre, talmente arrabbiata da respirare a fatica.
Si fece da parte per permettere a Patch di uscire, ma chiuse la porta prima che potessi sgattaiolare fuori anch'io.
Da questo momento sei in punizione mi ringhi addosso con una voce dura come l'acciaio. Goditi questa festa perch sar l'ultima cosa divertente per molto, molto tempo.
Ti interessa sentire la mia versione dei fatti? ribattei con altrettanta durezza. Il modo in cui aveva trattato Patch mi aveva fatto infuriare.
Ho bisogno di un po di tempo per calmarmi. Lasciami sola per un po,  meglio. Guarda che lo dico per il tuo bene: forse per allora sar dell'umore giusto per parlarne. Domani, magari. In questo momento, per,  l'ultima cosa che voglio. Mi hai mentito. Hai agito alle mie spalle. E la cosa peggiore  che ti ho trovato mezza nuda con lui nel bagno di casa nostra! Nel nostro bagno! Quel mostro vuole una cosa sola da te, Nora, e far di tutto per ottenerla. Perdere la verginit in un gabinetto non  il massimo.
Non ero... non stavamo... La mia verginit? Scossi la testa e feci un gesto carico di disgusto. Lasciamo perdere. Hai ragione: non mi stai nemmeno ascoltando. Non mi hai ascoltata mai, non quando si tratta di Patch.
Va tutto bene?
Mamma e io ci voltammo di scatto e ci ritrovammo di fronte Marcie, in piedi fuori dalla porta. Aveva in mano un pentolone vuoto e alz le spalle come per scusarsi. Mi dispiace interrompervi, ma abbiamo finito gli occhi strappati ai mostri... insomma, l'uva sbucciata.
Mamma si scost dal viso qualche ciocca di capelli e cerc di riprendere il controllo di s. Nora e io eravamo impegnate in una piccola discussione. Posso fare un salto al supermercato per comprare dell'uva. Ti serve qualcos'altro?
S, la salsa al formaggio per le tortillas rispose Marcie con una vocina da topolino timido, come se le costasse moltissimo approfittare della gentilezza di mia madre. Ma non  indispensabile. Insomma,  solo della salsa. Non c' nient'altro da mangiare con le tortillas, e a dire la verit  la mia passione, ma davvero... non c' problema. Si lasci sfuggire un impercettibile sospiro.
Benissimo, uva e salsa al formaggio. Serve ancora qualcosa? chiese mia madre.
Marcie abbracci il pentolone con un sorriso radioso. No, grazie.
Mamma si frug in tasca per prendere le chiavi e se ne and, tesa e sconvolta. Marcie, invece, non si mosse.
Puoi sempre usare un trucco mentale per farle dimenticare che Patch  stato qui.
La guardai con occhi di ghiaccio. Quanto hai sentito della nostra discussione?
Abbastanza da sapere che sei nella merda fino al collo.
Non ho nessuna intenzione di usare trucchetti su mia madre.
Se vuoi posso parlarle io.
Risi a denti stretti. Tu? A mia madre non importa niente di quello che pensi, Marcie. Ti ha permesso di vivere con noi solo per un senso esagerato e sbagliato dell'ospitalit. E forse anche per provare qualcosa a tua madre. L'unica ragione per cui vivi sotto il nostro tetto  che cos mia madre ha qualcosa da rinfacciare alla tua: era meglio come amante e adesso anche come madre. Era una cosa tremenda da dire, ma quando l'avevo pensata non mi era sembrata cos atroce. Marcie per non mi diede il tempo di correggere il tiro.
Stai cercando di ferirmi, ma non funzioner. Non riuscirai a rovinarmi la festa. Per vidi che le tremavano le labbra. Fece un bel respiro e, come se non fosse successo niente, disse con una voce stranamente allegra: Penso sia ora di giocare a Pesca l'appuntamento.
Pesca che cosa?
S, devi afferrare con i denti una delle mele nella bacinella piena d'acqua; ogni mela contiene il nome di un ragazzo presente alla festa. E poi devi uscire con la persona che ti  capitata: un appuntamento al buio, capisci? Ci giochiamo tutti gli anni alla mia festa di Halloween.
Mi accigliai. Di questo gioco non avevamo parlato durante i preparativi. Mi sembra di cattivo gusto.
 solo un appuntamento al buio, Nora. E visto che sarai in punizione per l'eternit cos'hai da perdere? Mi spinse in cucina, verso un mastello gigante riempito d'acqua in cui galleggiavano mele rosse e verdi. Ehi, ragazzi, attenzione! grid Marcie a voce alta per sovrastare la musica.  ora di giocare a Pesca l'appuntamento. Ed  il turno di Nora Grey.
Tutti si misero ad applaudire, qualcuno fischi, altri urlarono per incoraggiarmi. Rimasi in piedi con le labbra che si muovevano senza emettere alcun suono: stavo silenziosamente coprendo di insulti quella vipera di Marcie.
Non credo di essere la persona pi adatta urlai per farmi sentire. Posso rinunciare?
Neanche per sogno. Marcie mi diede una spintarella che parve scherzosa, e invece era abbastanza forte da farmi cadere in ginocchio di fronte al mastello.
La fissai, indignata. Questa me la paghi, le sibilai.
Tirati indietro i capelli. Non vogliamo capelli che galleggiano nell'acqua ordin Marcie.
Tutti i presenti si misero a urlare in segno di approvazione.
Mele rosse, nome di un ragazzo aggiunse Marcie. Mele verdi, nome di una ragazza.
Va bene! D'accordo! Basta che la finiamo presto con questa pagliacciata, dissi a me stessa. Era vero, non avevo niente da perdere. A partire da domani ero in punizione. Gioco scemo o no, non ci sarebbero stati appuntamenti nell'immediato futuro.
Immersi il viso nell'acqua gelida. Il mio naso and a sbattere contro una mela dopo l'altra, ma non riuscii ad addentarne nessuna. Riemersi per respirare e fui assordata da una valanga di Buu e di fischi.
Datemi un attimo! protestai. Non faccio questo gioco da quando avevo cinque anni... vi dice niente che ci giochino solo i bambini dell'asilo? aggiunsi.
Nora ha avuto il suo ultimo appuntamento al buio a cinque anni comment Marcie.
Folgorai Marcie con lo sguardo, ma lei and avanti imperterrita. Chiss se avremo il tempo di far provare qualcun altro. Mi pare che tu abbia intenzione di tenerci qui tutta la notte.
Immersi di nuovo il viso nell'acqua cercando di afferrare le mele. L'acqua debordava, bagnando il mio abito rosso. Ci manc poco che prendessi una mela con la mano e me la cacciassi in bocca, ma pensai che Marcie non me l'avrebbe data per buona. Comunque non avevo nessuna voglia di riprovarci ancora. E poi, un attimo prima di sollevare la testa per respirare, riuscii ad affondare gli incisivi nella polpa di una mela rossa come il sangue.
Emersi scuotendo la testa per liberarmi i capelli dall'acqua, mentre tutti applaudivano e ridevano. Consegnai la mela a Marcie e presi una salvietta per asciugarmi il viso.
Il fortunato che vince un appuntamento al buio con il qui presente cane bagnato ... Marcie estrasse un tubicino sigillato dal centro della mela. Srotol il foglietto contenuto dentro e arricci il naso. Baruch? Baruch e basta? Che razza di nome ?
Nessuno si fece avanti; la folla cominci a diradarsi perch il divertimento era finito. Fui felice che il misterioso Baruch non esistesse. O forse, se esisteva, era troppo umiliato per farsi avanti.
Marcie mi guard dall'alto in basso, come se si aspettasse che ammettessi di conoscere il ragazzo.
Non  un tuo amico? le chiesi mentre mi strizzavo i capelli nella salvietta.
No. Credevo fosse amico tuo.
Stavo per cominciare a credere che fosse un altro dei suoi giochetti quando le luci iniziarono a tremolare. Una volta, due, poi si spensero del tutto. La musica si trasform in un silenzio innaturale. Segu un momento di confusione, di stupore, poi qualcuno inizi a gridare. Prima grida stupefatte e confuse, poi terrorizzate. Divent chiaro che dei corpi venivano scaraventati contro le pareti del salotto.
Nora url Marcie. Che succede?
Non ebbi il tempo di rispondere. Una forza invisibile mi scagli indietro. Un'energia fredda e improvvisa mi avvolse il corpo. L'aria crepitava e fremeva del potere emanato da diversi angeli caduti. La loro comparsa nella fattoria era palpabile come una folata di vento proveniente dal Polo Nord. Non sapevo quanti erano n cosa volessero, ma sentivo che entravano in casa, sparpagliandosi per raggiungere ogni stanza.
Nora, Nora, vieni a giocare con noi canticchi in falsetto una voce maschile.
Almeno adesso sapevo chi erano venuti a cercare.
Ti trover, dolcezza, mio tesoro continu a cantilenare quella terrificante voce sconosciuta.
Era vicino, vicinissimo. Strisciai dietro il divano del soggiorno, ma qualcuno mi aveva preceduto.
Nora? Sei tu? Cosa cavolo sta succedendo? sussurr Andy Smith. Si sedeva due file dietro di me alle lezioni di matematica ed era il ragazzo di Addyson, un'amica di Marcie.
Zitto! bisbigliai.
Se non vieni da me, verr io da le disse l'angelo caduto.
Il suo potere mi affett come un coltello incandescente. Boccheggiai quando mi penetr nella mente, frugando ogni angolo, analizzando i miei pensieri per capire dove fossi nascosta. Gli scagliai contro un muro dopo l'altro per fermarlo, ma li sfondava come se fossero costruiti con la polvere. Cercai di ricordare tutti i meccanismi di autodifesa mentale che Dante mi aveva insegnato, ma l'angelo caduto si muoveva troppo in fretta. Mi precedeva sempre di due pericolosissime lunghezze. Nessun altro angelo caduto aveva mai avuto quell'effetto su di me. C'era un solo modo di descriverlo: dirigeva contro di me tutta la sua energia mentale e sembrava stesse usando una lente di ingrandimento per ingigantirla a dismisura.
All'improvviso, un bagliore arancione si accese nella mia mente. Un'enorme fornace di energia mi bruci la pelle. Mi parve che quel calore insopportabile mi sciogliesse i vestiti. Le fiamme divoravano il tessuto straziandomi la carne. Mi rannicchiai, incapace di sopportare il dolore atroce. Nascosi la testa tra le ginocchia e strinsi i denti per non urlare. Il fuoco non era reale, doveva essere un trucco. Per non ne ero davvero convinta. Il calore era cos infernale da farmi credere che mi avesse davvero dato fuoco.
Basta! urlai quando non ce la feci pi, balzando fuori dal mio nascondiglio. Avrei fatto qualunque cosa per spegnere le fiamme che mi divoravano la carne.
Come per incanto il calore svan, anche se non avevo sentito addosso l'acqua che doveva averlo spento. Ero stesa sulla schiena, con il viso madido di sudore. Provavo dolore perfino a respirare.
Fuori tutti ordin l'angelo caduto.
Avevo quasi dimenticato che c'erano anche altre persone nella stanza. Non avrebbero mai potuto dimenticare quello che avevano visto. Impossibile. Si rendevano conto di ci che stava accadendo? Sapevano che non era una messinscena organizzata per movimentare la festa? Pregai che qualcuno andasse a chiedere aiuto. Ma la fattoria era molto isolata. Ci sarebbe voluto un sacco di tempo prima che arrivasse qualcuno.
L'unica persona in grado di fare qualcosa era Patch, ma non avevo modo di raggiungerlo.
Tutti corsero verso l'uscita in una baraonda di piedi e di gambe. Andy Smith emerse da dietro il divano e si butt verso la porta in preda al panico.
Sollevai la testa quel tanto che bastava per guardare il mio assalitore. Nonostante fosse buio notai una sagoma altissima, scheletrica, seminuda. E due occhi selvaggi e fiammeggianti.
L'angelo caduto a petto nudo che avevo gi visto alla Sacca del Diavolo e nel bosco mi fissava. Mi parve che i geroglifici disegnati sulla pelle fremessero e si muovessero, quasi fossero collegati a dei fili invisibili. Non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla ferita che aveva sul petto. Strane, inspiegabili immagini di sagome vestite di nero si risvegliarono in fondo alla mia memoria.
Sono Baruch.
Mi rifugiai in un angolo della stanza, stringendo i denti per il dolore.
Cheshvan  cominciato e non ho un vassallo Nephilim annunci. Il tono era tranquillo, come se stesse conversando, ma non c'era luce nei suoi occhi. N calore.
Le mie gambe erano pesanti e percorse da spasmi per l'eccesso di adrenalina che avevo in corpo. Non avevo molta scelta. Non ero abbastanza forte per scappare. Non potevo lottare con lui: se ci avessi provato gli sarebbe bastato chiamare i suoi compari, i quali mi avrebbero sopraffatta in meno di due secondi. Imprecai contro mia madre, che aveva cacciato Patch. Avevo bisogno di lui, da sola non ce l'avrei mai fatta. Patch invece avrebbe saputo cosa fare.
Baruch si pass la lingua sulle labbra. Ho di fronte a me il capo dell'esercito Nephilim. Cosa ne far?
Si tuff di nuovo nella mia mente: lo sentii, ma non riuscii a fermarlo. Ero troppo esausta per combattere. Dopo pochi secondi, senza nemmeno rendermene conto, ero andata da lui a gattoni e mi ero accucciata ai suoi piedi. Mi rovesci sulla schiena con un calcio, fissandomi con occhi rapaci. Avrei voluto trattare con lui, ma non riuscii ad aprire la bocca: tenevo i denti serrati come se mi avessero cucito le mascelle.
Non sei in grado di discutere con me, mi disse nella mente con un sussurro ipnotico. Non mi puoi rifiutare. Devi obbedire a tutti i miei ordini.
Cercai di mettere a tacere quella voce. Se gli avessi fatto perdere il controllo sarei riuscita a reagire. Era la mia unica possibilit.
Come ci si sente a essere un Nephilim nuovo di zecca? mormor, gelido e sprezzante. Non c' posto al mondo per un Nephilim senza padrone. Ti protegger dagli altri angeli caduti, Nora. Da questo momento appartieni a me.
Non appartengo a nessuno ringhiai, pronunciando ogni parola con uno sforzo terribile.
Espir con calma. Il fiato gli usc dai denti come un sibilo di ammonizione. Spezzer le tue resistenze, tesoro mio. Vedrai mormor.
Lo guardai dritto negli occhi. Stanotte hai commesso un grave errore, Baruch.
Sorrise, un lampo bianco di denti aguzzi. Mi divertir moltissimo. Si avvicin di un passo, emanando una forza irresistibile. Era quasi forte quanto Patch, ma in lui c'era una sete di sangue che in Patch non avevo mai avvertito. Non sapevo da quanto tempo Baruch fosse stato cacciato dal paradiso, ma seppi senza ombra di dubbio che si era votato al male con tutto il cuore.
Giurami fedelt, Nora Grey mi ordin.

21
Non avrei giurato. Non gli avrei permesso di farmi uscire di bocca quelle parole. Nonostante le sofferenze che mi avrebbe inflitto dovevo resistere. Ma limitarmi a una difesa, per quanto ostinata, non sarebbe bastato a farmi sopportare ci che mi aspettava. Dovevo attaccare, e in fretta.
Reagisci ai suoi trucchi mentali ripagandolo con la stessa moneta, ordinai a me stessa. Dante aveva detto che erano la mia arma migliore. Mi aveva assicurato che ero pi brava di quasi tutti i Nephilim di sua conoscenza. Ero riuscita a ingannare Patch. Ce l'avrei fatta anche con Baruch. Avrei creato una mia versione della realt e gliel'avrei scaraventata nella mente con una forza tale che non avrebbe nemmeno capito cosa fosse successo.
Strizzando le palpebre per bloccare il canto insidioso di Baruch che mi invitava a prestare il giuramento, mi catapultai dentro la sua testa. Mi sentivo sicura, soprattutto perch avevo bevuto l'arte diabolica poche ore prima. Non mi fidavo della mia forza, ma quella bevanda infernale mi trasformava in una versione pi potente di me. Acuiva i miei talenti naturali, trucchi mentali inclusi.
Fuggii tra i cunicoli oscuri e tortuosi della mente di Baruch, piazzandovi un'esplosione dopo l'altra. Lavorai pi velocemente che potevo, sapendo che se commettevo anche solo un errore, se gli davo motivo di pensare che stavo modificando i suoi pensieri, se lasciavo una minima traccia della mia presenza...
Scelsi l'unica cosa che, lo sapevo, avrebbe allarmato Baruch. I Nephilim.
L'esercito della Mano Nera! Fu l'idea che feci esplodere nella sua mente. Aggredii i suoi pensieri con l'immagine di Dante che si precipitava alla fattoria accompagnato da venti, trenta... no: quaranta Nephilim. Disseminai nel suo inconscio i loro occhi che sprizzavano rabbia e i loro pugni forti come l'acciaio. Per rendere la visione pi convincente feci credere a Baruch di vedere che i suoi venivano fatti prigionieri e portati via dai Nephilim.
Nonostante tutto avvertii la sua resistenza. Non si spostava di un passo, non reagiva come avrebbe dovuto se fosse stato circondato dai nemici. Temetti che avesse capito che lo stavo ingannando e partii di nuovo all'assalto.
Se attacchi il nostro capo attacchi noi, tutti noi. Scaraventai la terribile minaccia di Dante nel cervello di Baruch. Nora non prester il giuramento, n adesso n mai. Creai un'immagine di Dante che raccoglieva l'attizzatoio dal caminetto e lo ficcava nelle cicatrici di Baruch, quelle lasciate dalle ali, e scagliai quell'immagine nel profondo della sua mente.
Sentii che Baruch cadeva in ginocchio prima di riaprire gli occhi. Era carponi, piegato e con un'espressione sconvolta sul viso. Aveva lo sguardo fisso e saliva agli angoli della bocca. Si tocc la schiena ansimando: cercava di strapparsi l'attizzatoio dalle cicatrici.
Espirai, esausta ma sollevata: aveva creduto al mio trucco mentale.
Poi vidi una sagoma muoversi accanto alla porta.
Scattai in piedi e corsi a prendere l'attizzatoio, quello vero. Lo sollevai sopra la spalla pronta a scagliarlo, quando vidi Dabria. Nella penombra i suoi capelli rilucevano di un bianco glaciale. La bocca era ridotta a una fessura. L'hai ingannato con un trucco mentale? indovin. Bella mossa. Ma dobbiamo andarcene di qui, subito.
Scoppiai in una gelida risata, incredula. E tu cosa ci fai qui?
Scavalc il corpo immobile di Baruch. Patch mi ha chiesto di portarti al sicuro.
Scossi la testa.  una bugia. Non ti ha mandata Patch. Sa che sei l'ultima persona di cui mi fiderei. Strinsi l'attizzatoio con pi forza. Se si fosse avvicinata ancora gliel'avrei immerso con gioia nelle sue, di cicatrici. E se l'avessi fatto sarebbe rimasta in uno stato di semicoscienza come Baruch fino a quando fosse riuscita a strapparselo via.
Patch non aveva altra scelta. Tra dare la caccia agli altri angeli caduti che sono piombati alla tua festa e cancellare la mente dei tuoi amichetti terrorizzati, che in questo momento stanno scappando in strada, direi che  abbastanza occupato. Ma non avete una parola in codice da usare in situazioni come questa? chiese Dabria senza battere ciglio. Patch e io ne avevamo una quando stavamo insieme. Mi sarei fidata di chiunque l'avesse pronunciata, perch di sicuro l'aveva avuta da Patch.
Non le staccai gli occhi di dosso. Una parola in codice? Be, era davvero brava a farmi infuriare.
S, in effetti una frase in codice ce l'abbiamo sibilai. Questa: Dabria  una patetica sanguisuga che non capisce quando  arrivato il momento di sparire. Mi coprii la bocca con la mano. Oh! Ho appena capito perch Patch ha deciso di non rivelarti il nostro codice segreto.
Dabria strinse con forza le labbra.
O mi dici cosa sei venuta a fare qui o immerger questo pezzo di ferro cos in profondit nella tua cicatrice che potrai usarlo come coda ringhiai.
Non devo per forza rimanere qui a farmi insultare da te mormor Dabria girandosi.
la seguii mentre attraversava le stanze della fattoria ormai deserte fino al vialetto d'ingresso. So che stai ricattando Pepper Friberg le urlai dietro. Se la presi alla sprovvista non lo diede a vedere. Continu a camminare, altera e glaciale. Pensa che sia Patch a ricattarlo, e sta facendo di tutto per spedirlo dritto all'inferno. Tutto merito tuo, Dabria. Dici di amare ancora Patch, ma hai uno strano modo di dimostrarlo. Rischia l'esilio per colpa tua.  questo il tuo piano? Se non puoi averlo tu, non l'avr nessuno?
Dabria premette il pulsante di una chiave e per un attimo s'accesero le luci di posizione della macchina sportiva pi strana che avessi mai visto.
E quella cos'? chiesi sbalordita.
Mi guard come se le facessi pena. La mia Bugatti.
Una Bugatti. Vistosa, raffinatissima, una fuoriclasse. Proprio come lei. Si mise al volante. Forse  meglio che tu sposti quell'angelo caduto dal salotto di casa tua prima che tua madre rientri. Fece una pausa. E dovresti anche controllare se le accuse che mi hai rivolto sono fondate.
Fece per chiudere la portiera, ma io la spalancai. Vuoi forse negare che sei tu a ricattare Pepper? chiesi, schiumante di rabbia. Vi ho visti litigare nel vicoletto dietro la Sacca del Diavolo.
Dabria si avvolse una sciarpa di seta sui capelli, drappeggiando le estremit sulle spalle. Sarebbe meglio se tu non origliassi, Nora, lo dico per il tuo bene. E Pepper  un arcangelo: stai alla larga da lui,  un consiglio da amica. Pepper gioca pesante.
Anch'io.
Mi piant negli occhi uno sguardo glaciale. Non sono affari tuoi, sia ben chiaro, ma quella sera Pepper  venuto a cercarmi perch sa che ho dei legami con Patch.  lui che cerca. Pepper ha pensato che l'avrei aiutato a trovarlo, ma si sbagliava. Mise in moto e diede gas per non sentire la mia replica.
La fulminai con lo sguardo: non ero sicura che il suo scambio di battute con Pepper fosse tanto innocente. Dabria era una bugiarda patentata. E oltretutto non ci potevamo soffrire. Ai miei occhi rappresentava il ricordo costante - e in carne e ossa! - che Patch aveva avuto un'altra ragazza prima di me. Non sarebbe stato sconvolgente se fosse rimasta nel passato a cui apparteneva. Invece continuava a saltare fuori dappertutto come il cattivo nei film dell'orrore di serie B.
Non sei brava a giudicare il carattere delle persone concluse, ingranando la marcia.
Schizzai davanti al parafango anteriore e sbattei le mani sul cofano. Non avevo ancora finito con lei. Su di te non mi sbaglio urlai per sovrastare il rombo del motore. Sei una maledetta narcisista traditrice, egoista e subdola.
Dabria contrasse la mascella. Si scost dal viso una ciocca ribelle, balz fuori dall'auto e mi si avvent contro. Con i tacchi era alta come me. Anch'io voglio dimostrare l'innocenza di Patch, lo sai dichiar con la sua fredda voce da strega.
Questa s che  una battuta da Oscar!
Mi fiss. Ho detto a Patch che sei immatura e impulsiva e non riesci a superare la tua gelosia: per questo non possiamo collaborare.
Arrossii e le afferrai il braccio prima che riuscisse a sfuggirmi. Non parlare mai pi di me a Patch. Anzi, non parlargli mai pi.
Patch si fida di me. Dovrebbe bastarti.
Patch non si fida di te: ti sta usando,  diverso. Per il momento gli servi, ma non gli sei indispensabile. Quando non avr pi bisogno di te ti scaricher.
La bocca le si contrasse in una smorfia orribile. Visto che siamo in vena di scambiarci dei consigli, eccoti il mio: sta alla larga da lui. Mi squadr con uno sguardo molto eloquente. Mi stava minacciando.
Aveva qualcosa da nascondere.
Ma io avrei scoperto il suo segreto e per lei sarebbe stata la fine.

22
Girai le spalle ai mulinelli di polvere sollevati dagli pneumatici della Bugatti e rientrai di corsa in casa. Mamma sarebbe tornata da un momento all'altro e avevo parecchie cose da fare: cercare una spiegazione molto convincente per l'interruzione della festa e decidere che farne del corpo di Baruch. Se credeva davvero che gli avessi conficcato un attizzatoio nella schiena, sarebbe rimasto semisvenuto ancora per ore, facilitandomi il compito. Finalmente un colpo di fortuna.
In salotto trovai Patch, chino sul corpo di Baruch. Mi sentii inondare dal sollievo. Patch! esclamai precipitandomi da lui.
Angelo. Aveva il viso contratto per la preoccupazione. Si alz in piedi e spalanc le braccia. Mi strinse a s con forza.
Annuii per fargli capire che andava tutto bene e ingoiai il groppo che avevo in gola. Sto bene, non sono ferita. Ho usato un trucco mentale per fargli credere che fosse in corso un attacco dei Nephilim. E anche di avergli conficcato un attizzatoio nella cicatrice, tanto per farlo stare a cuccia gli raccontai tutto d'un fiato, accorgendomi solo in quel momento che stavo tremando. Come hai scoperto che gli angeli caduti ci avevano aggredito?
Anche se tua madre mi ha cacciato, io non volevo lasciarti senza protezione. Mi sono appostato in fondo alla strada. C'erano molte persone che andavano e venivano da casa tua, ma ho pensato che fossero gli invitati. Quando ho visto un sacco di gente uscire di corsa dall'ingresso con l'espressione terrorizzata di chi ha visto un mostro, mi sono precipitato qui. C'era un angelo caduto di guardia fuori dalla porta; ha pensato che fossi venuto a rubargli il bottino di guerra. Ho dovuto colpirlo alle cicatrici naturalmente, lui e qualche altro. Spero che tua madre non si accorga che ho strappato qualche ramo dall'albero qui fuori. Sono andati benissimo come paletti. Per un attimo sulle labbra gli affior un sorrisetto.
Torner a casa da un momento all'altro.
Patch annu. Mi occuper io di Baruch. Tu rimetti in funzione l'elettricit, la centralina  in garage. Controlla se ci sono interruttori bloccati. Se hanno tagliato i fili che alimentano casa tua avremo molto pi lavoro da fare.
Ci penso io. Mi avviai verso il garage, ma mi fermai a met strada.  venuta Dabria. Mi ha raccontato una storia assurda: ha detto che le avevi chiesto di portarmi in salvo. Credi che fosse con loro?
Con mia grande sorpresa Patch rispose: L'ho contattata io. Era da queste parti e le ho chiesto di portarti fuori di qui mentre inseguivo gli angeli caduti.
Rimasi senza parole per lo shock: ero sbalordita e arrabbiata. Non sapevo cosa mi facesse infuriare di pi: che Dabria avesse detto la verit o scoprire che quella strega seguiva Patch come un'ombra. Era difficile credere alla storiella che si trovava da queste parti, considerando che la mia strada  lunga un chilometro e mezzo,finisce in un bosco e la fattoria  l'unica abitazione della zona. Forse Dabria gli aveva nascosto addosso una microspia e quando lui l'aveva chiamata lei era parcheggiata poco distante, con un binocolo in mano.
Non dubitavo della fedelt di Patch. Per ero anche strasicura che Dabria avrebbe fatto di tutto per farlo crollare. Quello, per, non era il momento adatto per litigare, cos mi limitai a chiedere: Cosa diciamo a mia madre?.
Mi... me ne occupo io.
Patch e io ci voltammo verso lo squittio che proveniva dalla porta. Vedemmo Marcie in piedi che si torceva le mani. Come se avesse capito all'istante che quel gesto rivelava tutta la sua debolezza abbandon le braccia lungo i fianchi. Si scost i capelli dal viso, sollev il mento e disse: La festa  stata una mia idea, quindi anch'io sono responsabile di quello che  successo. Dir a tua madre che un gruppo di sfigati si  autoinvitato e ha cominciato a distruggere i mobili. Abbiamo fatto l'unica cosa possibile, cio mandare tutti a casa. Ebbi l'impressione che Marcie facesse di tutto per non posare lo sguardo sul corpo di Baruch, riverso a faccia in gi sul tappeto. Se non lo vedeva, poteva sempre pensare di averlo immaginato.
Grazie, Marcie risposi, e dicevo sul serio.
Non dovresti essere tanto sorpresa. Anch'io sono coinvolta in questo pasticcio. Non sono... cio, sono... Prese un respiro profondo e aggiunse: Sono una... di voi. Apr la bocca per aggiungere qualcos'altro, poi la richiuse di colpo. Non potevo certo biasimarla: era difficile anche solo pensare di non essere umani, figuriamoci dirlo.
Qualcuno buss alla porta, facendo sobbalzare Marcie e me. Ci scambiammo un breve sguardo incerto prima che Patch parlasse.
Voi non ci avete visto disse issandosi il corpo di Baruch sulla spalla e trascinandolo verso la porta sul retro. E, angelo, aggiunse parlandomi nella mente, cancella in Marcie il ricordo di avermi visto davvero, qui stasera. Dobbiamo mantenere il nostro segreto.
Ci penso io, risposi.
Marcie e io andammo ad aprire la porta. Non feci in tempo a girare il pomello che Vee entr ancheggiando e trascinandosi dietro Scott, che la teneva per mano.
Scusate il ritardo esord Vee. Abbiamo avuto un piccolo, ehm, contrattempo e ci siamo... Scambi con Scott un'occhiata misteriosa e significativa, poi scoppiarono tutti e due a ridere.
Distratti fin la frase Scott con un sorriso.
Vee si fece vento con la mano. Puoi ben dirlo!
Quando Marcie e io ci limitammo a fissarli in silenzio, cupe, senza parole, Vee si guard intorno rendendosi conto che non c'era nessuno e che le stanze erano nel caos pi totale. Un momento... dove sono finiti tutti gli altri?  impossibile che la festa sia gi finita.
Sono venuti dei teppisti a rovinare tutto mormor Marcie.
Portavano delle maschere di Halloween spiegai. Non abbiamo capito chi fossero.
E hanno distrutto i mobili.
Cos abbiamo rispedito tutti a casa conclusi.
Vee osserv il disastro, sconvolta, senza una parola.
Teppisti? Mi chiese Scott nella mente: ovviamente la recita non l'aveva convinto, e sentiva che qualcosa non andava.
Angeli caduti, risposi. Uno in particolare ha fatto di tutto per costringermi a prestare il giuramento.  tutto a posto, aggiunsi in fretta quando vidi la sua espressione angosciata. Non ci  riuscito. Ti dice niente il nome Baruch?
No, ma far le mie indagini: puoi contarci.
Devi portare Vee via di qui. Se resta comincer a fare un sacco di domande a cui non posso rispondere. E devo ripulire tutto prima che torni mia madre.
Cosa le racconterai?
Strizzai le palpebre: la domanda di Scott andava dritta al punto e mi colse di sorpresa. Non posso raccontare a Vee cosa  successo davvero. Non posso, la metterei in pericolo. Nemmeno tu devi dirle niente.  la mia migliore amica, Scott. Non deve succederle nulla di male.
Si merita la verit.
Si. merita molto di pi, ma in questo momento la cosa pi importante per me  saperla al sicuro.
Non pensi a cosa sia pi importante per lei.7Mi chiese Scott. Ti vuole bene, si fida di te. Mostrale che la rispetti.
Non avevo tempo per discutere. Scott, ti prego, lo supplicai.
Mi squadr a lungo. Capii che non approvava la mia decisione, ma anche che me l'avrebbe data vinta; almeno per questa volta.
Senti propose a Vee. Ti offro un premio di consolazione: andiamo al cinema. A vedere il film che vuoi. Non lo dico per influenzarti, ma ne  appena uscito uno fantastico sui supereroi. Tutti i critici lo hanno stroncato, e questo fa ben sperare.
Dovremmo aiutare Nora a ripulire questo macello protest Vee. Scoprir chi  stato e gli insegner un po di educazione. Forse un bel pesce marcio riuscir a trovare il modo di entrare nel loro armadietto a scuola. E dovrebbero stare attenti anche alle ruote dell'automobile: ho un coltello che non vede l'ora di fare un tuffo nella gomma.
Ma no, questa sera pensa solo a divertirti risposi a Vee. Mi aiuter Marcie a ripulire tutto, vero, Marcie? Le passai un braccio intorno alle spalle e pronunciai quelle parole in tono abbastanza gentile, anche se non riuscii a evitare una punta di arroganza.
Vee colse il mio sguardo e ci capimmo al volo.
Ma  meraviglioso da parte tua cinguett Vee a Marcie. La paletta per la spazzatura  sotto il lavello della cucina. Ci trovi anche i sacchi dell'immondizia. Le diede un colpetto sulla spalla. Divertiti, Marcie, e occhio a non spezzarti le unghie.
Quando la porta si chiuse alle loro spalle Marcie e io ci lasciammo scivolare lungo la parete, finendo a sedere sul pavimento con un sospiro di sollievo.
La prima a sorridere fu Marcie. Jettatrice.
Mi schiarii la gola. Grazie per il tuo aiuto mormorai, e lo dicevo con tutto il cuore. Per una volta in vita sua Marcie mi aveva...
Aiutato, mi resi conto con un sussulto. E stavo per ringraziarla cancellandole la memoria.
Si rialz pulendosi le mani. La serata non  ancora finita. Allora, la paletta per la spazzatura  sotto il lavello?

23
Il mattino seguente arriv molto in fretta. I colpetti contro la finestra della mia camera da letto mi fecero da sveglia. Mi girai e vidi Dante dietro il vetro, accoccolato sul ramo di un albero: mi faceva cenno di uscire. A gesti gli feci capire che sarei scesa entro cinque minuti.
Tecnicamente ero in punizione e non potevo uscire. Ma non pensavo che quella scusa avrebbe funzionato con Dante.
Era ancora buio, e l'aria fredda portava il profumo pungente dell'autunno. Mi strofinai le mani per scaldarle. Nel cielo pendeva ancora una falce di luna; in lontananza una civetta emise il suo richiamo lamentoso.
Un'automobile munita di radar  passata diverse volte sotto casa tua stamattina annunci Dante soffiandosi sulle mani. Era una volante della polizia, sono pronto a scommetterci. L'uomo alla guida aveva i capelli scuri e qualche anno pi di me, da quello che sono riuscito a vedere. Sai cosa  venuto a fare?
Il detective Basso. Cos'avevo combinato questa volta per attirare la sua attenzione?
No risposi, pensando che non era il momento adatto per rivelare la storia deprimente dei miei contatti con la polizia locale, Forse era a fine turno e cercava qualcosa da fare. Non riuscir a dare molte multe per eccesso di velocit qui in giro, poco ma sicuro. Sulle labbra di Dante comparve un sorriso ironico. Forse non
agli automobilisti, ma potrebbe imbattersi in un asso della corsa. Sei pronta?
No. Conta qualcosa?
Si chin ad allacciarmi una scarpa; me n'ero dimenticata. Per prima cosa facciamo un po di riscaldamento. Sai cosa ti aspetta.
Lo sapevo benissimo. Dante per ignorava che per me il riscaldamento significava anche fantasticare sul lancio di coltelli, frecce e altre armi nella sua schiena mentre scattavo sul terreno impervio, seguendolo quando si addentrava nel bosco per raggiungere la zona isolata in cui ci allenavamo. L'importante  il risultato, no?
Quando fui in un bagno di sudore Dante mi fece fare una serie di esercizi di stretching per sciogliere i muscoli. Avevo visto Marcie fare esercizi molto simili in camera sua. Non era pi una cheer- leader, ma evidentemente ci teneva a rimanere in forma.
Qual  il men di oggi? chiesi mettendomi a sedere per terra con le gambe aperte. Mi piegai in avanti e appoggiai la fronte alle ginocchia avvertendo una fitta ai muscoli.
Il possesso.
Il possesso? ripetei, colta alla sprovvista.
Visto che gli angeli caduti possiedono il nostro corpo  quantomeno equo che noi impariamo a possedere il loro. Non c' strategia di combattimento migliore che riuscire a controllare la mente e il corpo del nemico.
Non sapevo che potessimo possedere gli angeli caduti.
 possibile adesso, grazie all'arte diabolica. Prima non eravamo abbastanza forti. Da mesi ormai sto allenando in segreto un piccolo gruppo di Nephilim selezionati, me incluso, per imparare come si fa. Apprendere le tecniche del possesso sar il punto di svolta nella guerra, Nora. Se riusciamo a farlo significa che possiamo vincere.
Ti sei allenato? Ma come? Possedere i corpi era possibile solo a Cheshvan. Come aveva fatto a studiare quella tecnica nei mesi scorsi?
Ci alleniamo con gli angeli caduti rispose e nei suoi occhi pass un lampo crudele. Te l'ho detto: non siamo mai stati cos forti. Un angelo caduto in giro da solo non pu difendersi da un gruppo dei nostri. Li catturiamo in strada, di notte, e li portiamo al campo di addestramento creato da Hank.
Hank era coinvolto anche in questi esperimenti? Sembrava proprio che non mi sarei liberata di lui tanto facilmente, nemmeno dopo la sua morte.
Scegliamo i solitari, gli introversi, quelli di cui non si sentir la mancanza, almeno secondo i nostri calcoli. Diamo loro da mangiare un prototipo speciale dell'arte diabolica che ci consente di possederne i corpi per brevi periodi, anche se non siamo a Cheshvan. Poi ci alleniamo con loro.
Dove si trovano adesso?
Sono prigionieri al campo. Quando non li usiamo li immobilizziamo conficcando loro una sbarra di metallo stregata nelle cicatrici delle ali. Sono come cavie da laboratorio.
Ero certa che Patch non sapesse nulla di questa storia, altrimenti me ne avrebbe parlato. Quanti sono gli angeli caduti prigionieri? I)ove si trova il campo di addestramento?
Non posso dirtelo. Quando abbiamo costruito il campo Hank, Blakely e io abbiamo deciso che fosse pi prudente tenere segreta la localit. Hank  morto, ormai, e Blakely e io siamo gli unici due Nephilim a sapere dove si trova.  meglio cos. Le regole devono essere ferree perch se si ammorbidiscono c' sempre qualcuno che se ne approfitta. C' gente disposta a fare qualsiasi cosa per denaro, anche a tradire la propria razza. In questo la natura dei Nephilim assomiglia molto a quella degli umani. Vogliamo eliminare la tentazione.
Mi porterai al campo per addestrarmi? Probabilmente per poterlo fare avrei dovuto obbedire a determinate regole. Forse mi avrebbero bendata, o cancellato la memoria. Per, magari, in qualche modo sarei riuscita a destreggiarmi nonostante le misure di sicurezza dei Nephilim. Chiss, Patch e io saremmo riusciti ad arrivare insieme al campo di addestramento e...
Non  necessario che tu venga da nessuna parte: ho portato qua una dei nostri topi da laboratorio.
Il mio sguardo frug gli alberi intorno a noi. Dov'?
Non preoccuparti. L'effetto combinato di arte diabolica e del palo conficcato nella cicatrice la rende innocua e collaborativa. Dante scomparve dietro un masso, dal quale riemerse trascinandosi dietro un angelo caduto femmina che non dimostrava pi di tredici anni umani. Le gambe, due stecchi che sbucavano dai pantaloncini da ginnastica bianchi, erano appena pi grosse delle mie braccia.
Dante la deposit a terra; il corpo senza forze di lei si afflosci come un sacco d'immondizia. Mi girai per non vedere l'asta che sporgeva dalla schiena. Sapevo che non poteva provare dolore, ma quella vista mi fece rizzare i capelli.
Dovetti ricordare a me stessa che quella ragazzina era il nemico e che ormai la guerra mi riguardava da vicino. Avevo rifiutato di giurare fedelt a un angelo caduto. Erano tutti pericolosi e andavano fermati, uno per uno.
Quando estrarr l'asta avrai solo un paio di secondi prima che lei cominci a opporre resistenza. Questo tipo particolare di arte diabolica non ha effetti duraturi. In altre parole, non abbassare la guardia.
Capir che sto possedendo il suo corpo?
S, lo capir. Ci  gi passata centinaia di volte. Voglio che tu ti impadronisca del suo corpo e le ordini per qualche minuto cosa fare: servir ad abituarti alla sensazione che si prova usando il corpo di qualcun altro. Avvertimi quando stai per uscire da lei, sar pronto con il paletto.
Ma come faccio a entrare dentro di lei? chiesi, mentre sentivo la pelle d'oca strisciarmi sulle braccia. Avevo i brividi, ma la mattinata fredda non c'entrava niente. Non volevo farlo ma, al tempo stesso, dovevo dare a Patch il maggior numero di informazioni possibili su come funzionava la possessione di un angelo caduto. Non avremmo mai potuto risolvere un problema che non capivamo.
L'arte diabolica la indebolisce, per fortuna. E ormai siamo a Cheshvan, il che significa che le vie della possessione sono aperte. Devi solo usare un trucco mentale con lei. Assumi il controllo dei suoi pensieri, falle credere di volere che tu possegga il suo corpo. Appena lei abbassa la guardia diventer tutto facilissimo. Ti sentirai trasportata verso di lei in modo del tutto naturale. Verrai risucchiata il entro il suo corpo a una velocit tale che nemmeno te ne accorgerai: in una frazione di secondo avrai assunto il controllo totale.
 cos giovane...
Non farti ingannare dal suo aspetto.  furba e pericolosa, come tutti quelli della sua razza. Prendi questa: ti ho portato una dose speciale di arte diabolica che ti faciliter il primo tentativo.
Non tesi immediatamente la mano verso la fiala. Le mie dita fremevano di desiderio, ma lasciai le braccia abbandonate lungo i fianchi. Avevo gi bevuto molta arte diabolica, anche troppa: mi ero ripromessa di smettere e di raccontare tutto a Patch. Ma finora non avevo fatto n una cosa n l'altra.
Rivolsi un'occhiata alla fialetta, colma dell'invitante liquido azzurro, e la fame mi morse lo stomaco. Non volevo berla, eppure ne avevo un bisogno disperato. Se non la prendevo venivo assalita dalle vertigini. Un sorso in pi non mi avrebbe fatto male. Non troppo, almeno. Stesi la mano e afferrai la fialetta. Avevo gi l'acquolina in bocca. Devo berla tutta?
S.
Mandai gi (ino all'ultima goccia, sentendo il liquido bruciarmi la gola come un veleno. Tossii, sputai, desiderando che Blakely trovasse il modo di darle un sapore pi accettabile. Sarebbe stato anche utile che riuscisse a ridurre gli effetti collaterali. Subito dopo aver inghiottito il liquido arriv un mal di testa atroce. E per esperienza, sapevo gi che sarebbe peggiorato nel corso della giornata.
Sei pronta? chiese Dante.
Non annuii subito. Non avevo nessunissima voglia di farlo. Ero stata posseduta a quel modo una volta, da Patch, in un tentativo disperato di salvarmi dalla morte quando Chauncey Langeais aveva cercato di uccidermi. Era un lontano parente che non nutriva alcun affetto per me. Ero felice che Patch avesse cercato di proteggermi, ma il senso di violazione che avevo provato era stato insopportabile. Non volevo subirlo mai pi, n farlo subire ad altri.
Osservai la ragazza. Aveva sopportato quell'orrore centinaia di volte. E io, proprio io, stavo per infliggerle di nuovo quella tortura.
Sono pronta mormorai infine, oppressa dall'angoscia.
Dante estrasse il paletto dalla cicatrice della ragazzina, facendo attenzione a non toccarne l'estremit che le era penetrata nella schiena e mandava bagliori azzurri. Si riprender da un momento all'altro, attenzione mormor. Tienti pronta. Appena percepisci un'attivit mentale, non sprecare tempo, convincila che vuole essere posseduta da te.
Il silenzio che era calato sul bosco era quasi palpabile. Feci un passo verso di lei, cercando di percepire un segno di attivit cerebrale. Dante aveva piegato le ginocchia, come se si preparasse a scattare in qualsiasi momento. Il gracchiare di un corvo echeggi sopra di noi. Captai un'energia debolissima, e fu l'unico avvertimento prima che la ragazza si scagliasse contro di me digrignando i denti e tentando di graffiarmi come un animale selvatico.
Rotolammo insieme per terra. I miei riflessi erano pi pronti e riuscii a mettermi a cavalcioni sopra di lei. Cercai di bloccarle i polsi, ma lei fu brava a evitarlo. Scivolai nella polvere, sentendo che lei atterrava con grande agilit a poca distanza da me. Sollevai lo sguardo appena in tempo per vederla balzare in aria, pronta a scagliarsi su di me.
Mi rannicchiai e rotolai via dalla sua traiettoria.
Ora! url Dante. Con la coda dell'occhio vidi che sollevava l'asta, preparandosi ad aggredire la ragazza se non fossi riuscita ad avere la meglio.
Chiusi gli occhi puntando ai suoi pensieri. Li sentii schizzare come insetti in trappola. Mi tuffai nella sua testa, facendo a brandelli tutto ci che trovavo sul mio cammino. Aggrovigliai i suoi pensieri in una caotica, gigantesca matassa e sussurrai un ipnotico: Fammi entrare, fammi entrare adesso.
Molto pi in fretta di quanto pensassi le difese della ragazzina si abbassarono. Proprio come Dante aveva preannunciato mi sentii Unire verso di lei, come se la mia anima fosse attratta da un potente campo magnetico. Non oppose resistenza. Fu una sensazione simile a un sogno, stordente, sfuggente, confusa. Non ci fu un momento esatto in cui avvertii il cambiamento. Sbattei le palpebre e mi ritrovai a vedere il mondo da un'angolatura diversa.
Ero dentro di lei: mi ero impossessata di corpo, mente e anima.
Nora? chiese Dante rivolgendomi un'occhiata scettica.
Sono dentro di lei. Sobbalzai al suono della mia voce; avevo risposto io, ma con la voce dell'angelo. Pi alta e pi dolce di quella che mi sarei aspettata da un angelo caduto. Ma cos giovane...
Avverti resistenze? Qualche reazione in lei? chiese Dante.
Questa volta scossi la testa: no, nessuna. Non ero pronta a risentirmi parlare con una voce che non era la mia. Dante voleva che mi esercitassi a usare il suo corpo, mentre io non vedevo l'ora di uscirne.
Completai in fretta un breve elenco di esercizi, ordinando al corpo dell'angelo di fare qualche passo di corsa, di saltare un ramo caduto a terra e di allacciarsi e riallacciarsi le scarpe. Dante aveva ragione: il mio controllo su di lei era totale. E sapevo, nel profondo del mio cuore, che la costringevo a compiere gesti contro la sua volont. Le avrei potuto ordinare di pugnalarsi la cicatrice delle ali e sarebbe stata costretta a obbedirmi.
Basta cos, annunciai nella mente di Dante. Ora esco.
Rimani un altro po ribatt. Continua a esercitarti. Voglio che per te diventi un processo naturale. Ripeti gli esercizi.
Ignorai la sua richiesta e ordinai al corpo dell'angelo caduto di espellere il mio; ancora una volta il passaggio fu facilissimo e veloce.
Imprecando a bassa voce Dante conficc di nuovo l'asta nella cicatrice dell'angelo caduto. Il suo corpo croll scomposto a terra come se fosse morta. Volevo distogliere lo sguardo, ma non ci riuscii. Continuavo a pensare a com'era stata la sua esistenza sulla Terra prima dell'essere catturata. Se mancava a qualcuno. Se sarebbe mai tornata libera. E alla sua disperazione.
Ci sei stata troppo poco, non basta mi rimprover Dante infuriato. Non mi hai sentito quando ti ho detto di ripetere tutti gli esercizi daccapo? So che  spiacevole la prima volta...
Come funziona? chiesi. Due oggetti non possono coesistere nello stesso momento e nello stesso luogo. Quali sono i meccanismi che ti permettono di possedere un corpo?
Si basa tutto sulla teoria dei Quanti, sulle funzioni d'onda e sul dualismo onda-particelle.
Ehi, a scuola non l'ho ancora studiata! precisai con una punta di rancore. Non puoi cercare di spiegarti?
Avviene tutto a livello subatomico. Due oggetti possono coesistere nello stesso momento e nello stesso luogo. Non sono sicuro che qualcuno capisca esattamente come sia possibile, ma funziona.
Nient'altro?
Un po di fede non guasterebbe, Grey.
Okay, se vuoi che abbia fede l'avr. Ma pretendo qualcosa in cambio aggiunsi scoccando un'occhiata complice a Dante. Sei bravo a pedinare, giusto?
So fare anche di peggio.
 arrivato in citt un arcangelo che si chiama Pepper Friberg. Sostiene che un angelo caduto lo sta ricattando, e credo di sapere di chi si tratta. Voglio che tu mi procuri le prove necessarie a smascherarla.
 una lei?
Anche le donne sanno essere disoneste.
Cosa c'entra con il tuo ruolo di capo dei Nephilim?
 una faccenda personale.
D'accordo mormor Dante. Dimmi ci che devo sapere.
Patch mi ha detto che c' un lungo elenco di angeli caduti che potrebbero ricattare Pepper Friberg per una serie di motivi: ottenere pagine del Libro di Enoch o previsioni sul futuro, farsi perdonare un crimine commesso o ricevere informazioni non solo segrete ma sacre, o anche per diventare angeli custodi. La lista dei favori che potrebbero ottenere da un arcangelo  praticamente infinita, credo.
Che altro ti ha detto Patch?
Non molto. Anche lui vuole scoprire l'identit del ricattatore. So che sta seguendo delle piste e si  messo sulle tracce di almeno un sospettato. Ma sono quasi sicura che stia cercando nella direzione sbagliata. L'altra sera ho visto la sua ex che parlava fitto fitto con Pepper dietro la Sacca del Diavolo. Non ho sentito cosa dicevano, ma lei mi  sembrata molto sicura di s. E Pepper era inferocito. Lei si chiama Dabria.
Fui sorpresa vedendo apparire un lampo sul viso di Dante: conosceva quel nome. Incroci le braccia sul petto. Dabria?
Sospirai. Non dirmi che la conosci anche tu. Me la ritrovo tra i piedi dappertutto. Se osi dirmi che anche secondo te  bellissima ti sbatto gi da quel burrone e poi faccio accidentalmente rotolare anche quel masso.
Non  importante quello che penso io. Dante scosse la testa, e con quel gesto parve esprimere piet nei miei confronti. Non volevo essere io a dirtelo.
A dirmi cosa?
Conosco Dabria. Non di persona, ma... L'espressione compassionevole si accentu sul suo viso. Mi guard come se stesse per darmi una notizia terribile.
Mi ero messa a sedere sul ceppo di un albero per ascoltare la storia, ma a quel punto schizzai in piedi. Forza, Dante, spara.
Ho delle spie che lavorano per me. Le uso per tenere d'occhio gli angeli caduti influenti confess Dante con aria quasi colpevole. Non  un segreto che Patch goda di enorme rispetto all'interno della comunit degli angeli caduti.  intelligente, scaltro, pieno di risorse. Un ottimo leader. Anni e anni trascorsi come mercenario gli hanno dato pi esperienza in battaglia di quella che possono vantare tutti i miei uomini messi insieme.
Quindi fai spiare Patch da parecchio tempo realizzai all'improvviso. Perch non me l'hai mai detto?
Di te mi fido, ma non posso sottovalutare la possibilit che ti influenzi.
Influenzarmi? Patch non ha mai deciso per me: sono capace di farlo da sola. Sono io il capo di questa operazione. Se volessi delle spie le avrei messe al lavoro di mia iniziativa protestai senza cercare di nascondere l'irritazione.
Ho capito l'antifona.
Mi accostai nervosamente all'albero pi vicino dando le spalle a Dante. Hai intenzione di dirmi perch mi stai raccontando queste cose, s o no?
Sospir. Mentre facevo spiare Patch, Dabria  comparsa in pi di un'occasione.
Chiusi gli occhi, desiderando che non aggiungesse altro. Non volevo sentire il seguito. Dabria seguiva Patch ovunque, come un'ombra: questo lo sapevo gi. Ma il tono della voce di Dante suggeriva che le notizie che stava per darmi fossero ben pi gravi di ci che sapevo gi, e cio che Patch non poteva fare un passo senza la sua persecutrice che, guarda caso, era anche la sua splendida ex.
Un paio di sere fa erano insieme. Ho le prove, molte foto.
Strinsi le mascelle e mi voltai di scatto. Voglio vederle.
Nora...
Posso farcela ringhiai. Voglio vedere le cosiddette prove che i tuoi uomini - anzi, i miei uomini - hanno raccolto. Patch con Dabria. Frugai nella memoria cercando di individuare la notte in questione. Ero in preda al panico, divorata dalla gelosia e dai dubbi. Non era possibile che Patch mi avesse fatto questo. Doveva esserci una spiegazione. Gli dovevo almeno il beneficio del dubbio. Ne avevamo passate troppe insieme, non potevo trarre conclusioni affrettate.
Dovevo restare calma. Era stupido giudicare troppo in fretta. Dante aveva delle foto? Benissimo. Volevo vederle di persona.
Dante strinse le labbra, poi annu. Te le far consegnare a casa tua, oggi stesso.

24
Mi preparai alla nuova giornata come tutte le mattine, ma lo feci in modo meccanico. Non riuscivo a scacciare l'immagine di Patch e Dabria. Insieme. Durante la nostra conversazione non avevo pensato di chiedere a Dante pi particolari, e adesso tutte quelle domande senza risposta mi trapanavano il cervello come un martello pneumatico. Sono stati insieme. Ho le foto.
Cosa significava? Insieme come Era una domanda troppo ingenua? No. Mi fidavo di Patch. Mi venne la tentazione di chiamarlo, ma naturalmente non lo feci. Avrei aspettato di vedere le foto. Per decidere se erano davvero compromettenti. L'avrei capito subito.
Marcie entr in cucina e si iss sul bordo del tavolo. Sto cercando qualcuno che venga a fare shopping con me dopo la scuola.
Scostai la tazza di cereali ormai liquefatti nel latte. Ero rimasta assorta nei miei pensieri tanto a lungo che erano diventati immangiabili.
Vado sempre a fare shopping di venerd aggiunse Marcie.  una specie di rito per me.
Una tradizione, vuoi dire la corressi.
Mi serve un cappottino per l'autunno. Di lana, caldo, ma molto chic spieg aggrottando appena le sopracciglia, come se lo stesse gi contemplando.
Grazie per l'invito, ma devo fare degli esercizi impossibili di trigonometria; sono rimasta indietro.
Dai, non dire scemenze. Non fai i compiti da una settimana, perch dovresti cominciare proprio oggi? Ho davvero bisogno del consiglio di qualcuno.  un acquisto importante. Proprio adesso che iniziavi a comportarti in modo quasi normale...
Mi alzai e deposi la mia tazza nel lavello. Non riesco mai a resistere ai complimenti.
Uffa, Nora, non ho voglia di litigare frign. Voglio solo che tu venga a fare shopping con me.
Io invece voglio essere promossa. E poi sono in punizione, ricordi?
Nessun problema: ho gi parlato con tua madre. Ha avuto tempo per calmarsi e ragionare. Non sei pi in punizione. Io mi devo fermare a scuola una mezz'ora in pi: cos tu nel frattempo puoi finire gli esercizi di trigonometria.
Socchiusi gli occhi e la guardai in tralice. Non  che stai usando dei trucchi mentali con mia madre?
Sai cosa penso? Secondo me sei gelosa perch lei e io abbiamo legato.
Puah.
Non si tratta solo di matematica, Marcie. Ho anche bisogno di pensare. A ci che  successo ieri sera, e a come fare in modo che non accada mai pi. Non voglio giurare fedelt annunciai con decisione. E non voglio nemmeno che altri Nephilim siano costretti a farlo.
Marcie si lasci sfuggire un gridolino di esasperazione. Sei Identica a mio padre. Per una volta smettila di essere cos...
Nephilim? finii per lei la frase. Un ibrido, un mostro, uno scherzo della natura? Un bersaglio?
Marcie strinse cos forte le mani da farle diventare rosse. Poi sollev il mento: negli occhi le pass un lampo di sfida e di orgoglio.
S. Una mutante, un mostro, un fenomeno da baraccone. Proprio come me.
Inarcai le sopracciglia.  arrivato il grande momento? Hai finalmente deciso di accettare ci che sei?
Sulle labbra le sbocci un sorriso quasi timido. S, maledizione.
Questa versione di te  molto migliore dell'altra commentai.
Questa versione di te  molto migliore dell'altra. Marcie si alz e prese la borsetta dal piano della cucina. Allora andiamo a fare shopping insieme o no?
Nemmeno due ore dopo il suono della campanella che segnalava la fine delle lezioni, Marcie aveva gi volatilizzato quasi quattrocento dollari tra cappotto di lana, jeans e alcuni accessori. Io non spendevo quattrocento dollari in abiti nemmeno in un anno intero. Pensai che se fossi cresciuta a casa di Hank non avrei avuto nessun problema a tirare fuori la carta di credito per tutto il pomeriggio: per essere pi precisi avrei avuto una carta di credito.
Guidava Marcie, perch aveva ammesso di non volersi fare vedere in giro sulla mia macchina. Non la biasimavo, ma il messaggio sottinteso arriv forte e chiaro e non mi fece piacere: lei aveva un sacco di soldi e io no. Hank aveva lasciato a me il suo esercito condannato alla sconfitta e a Marcie tutti i suoi soldi. Dire che era stato ingiusto non si avvicinava nemmeno lontanamente a una definizione corretta.
Possiamo fermarci un attimo in un posto? chiesi a Marcie. Non  proprio di strada, ma devo passare a prendere una cosa dal mio amico Dante. Mi veniva da vomitare al pensiero di vedere le foto di Patch con Dabria, ma non sapere era peggio. Non avevo la pazienza di aspettare che Dante me le facesse portare e, non sapendo se me le avesse gi mandate o no, decisi di prendere l'iniziativa.
Dante? Lo conosco?
No, non viene a scuola. Prendi la prossima sulla destra, abita vicino a Casco Bay le spiegai.
Non mi sfuggiva l'ironia della situazione: nel corso dell'estate avevo accusato Patch di avere una storia con Marcie. E ora, pochi mesi dopo, mi ritrovavo seduta in macchina al fianco di Marcie sempre con lo stesso tarlo: era cambiata solo la ragazza.
Mi massaggiai le tempie: forse era meglio lasciar perdere. Forse la mia reazione dimostrava solo quanto fossi insicura: avrei fatto meglio a fidarmi di Patch incondizionatamente. In effetti, io mi fidavo davvero di lui.
Il problema era Dabria.
Del resto se Patch era innocente - e me lo auguravo con tutto il cuore - che male c'era a dare un'occhiata a quelle foto?
Marcie segu le mie indicazioni ed emise un mormorio di approvazione quando vide dove abitava Dante. Questo tizio ha gusto comment abbracciando con lo sguardo la villetta affacciata su un grande prato verde.
L'ha ereditata da alcuni amici spiegai. Resta pure in macchina, ci metto un attimo.
Non esiste: devo assolutamente vedere com' dentro ribatt Marcie scendendo dall'auto prima che potessi fermarla. Questo tuo amico ha la ragazza? E si lev gli occhiali da sole, per ammirare meglio la ricchezza di Dante.
S, e sono io, pensai. Evidentemente non stavo recitando molto bene la mia parte se nemmeno la mia sorellastra, che dormiva sotto il mio stesso tetto, sapeva niente del mio ragazzo.
Salimmo i gradini della veranda e suonammo il campanello. Attesi qualche secondo e suonai di nuovo. Sbirciai dalla finestra della sala da pranzo immersa nella penombra. La mia solita fortuna: ero passata proprio quando non c'era.
Yuuh, ragazze! Cercate l'uomo che viveva qui fino a poco tempo la?
Marcie e io ci voltammo e vedemmo una signora anziana sul marciapiedi. Aveva pantofole rosa dello stesso colore dei bigodini e un cagnolino nero al guinzaglio.
Stiamo cercando Dante spiegai. Lei  una sua vicina?
Mi sono trasferita a casa di mia figlia e suo marito all'inizio dell'estate. Stiamo proprio l, in fondo alla strada aggiunse indicando un punto dietro di lei. Mio marito John purtroppo ci ha lasciati, pace all'anima sua, cos ho dovuto scegliere tra una casa di riposo e l'ospitalit di mio genero che non rimette mai a posto la tavoletta del water tenne a informarci.
Cosa sta blaterando questa vecchia impicciona? Mi chiese Marcie nella mente. E quel cane ha bisogno di un bagno, accidenti. Sento la puzza da qui.
Abbozzai un sorriso cordiale e scesi i gradini della veranda. Mi chiamo Nora Grey e sono un'amica del ragazzo che vive qui, Dante Matterazzi.
Matterazzi? Lo sapevo! Lo sapevo che era italiano. Con un nome cos, non pu che essere italiano: stanno invadendo il nostro Paese si lament la donna. Se continua cos diventer la dirimpettaia di Mussolini in persona. Quasi volesse unirsi ai timori della padrona, il cagnette inizi a ringhiare.
Marcie alz gli occhi al cielo, mentre io chiedevo alla signora: Oggi ha visto Dante?.
Oggi? Perch dovrei averlo visto? Vi ho appena detto che si  trasferito! Due giorni fa. Nel cuore della notte: tipico degli italiani. Subdolo e furbo come un mafioso siciliano. Quel ragazzo  invischiato in qualcosa di losco, ve lo dico io.
Si sbaglia, signora. Dante abita ancora qui la corressi cercando di rimanere gentile.
Ah! Quel ragazzo  un caso disperato.  sempre stato sulle sue, era il vicino pi maleducato che si possa immaginare. Fin dal primo giorno. Non salutava nemmeno. Un ragazzo cos viscido in questa zona elegante, piena di gente rispettabile. Non era una cosa normale: infatti  rimasto qui solo un mese. Non posso dire che mi dispiaccia che se ne sia andato. Dovrebbero esserci delle leggi per impedire di affittare case da queste parti: fanno calare il valore della zona.
Dante non era in affitto: questa  casa sua. L'ha ereditata da alcuni amici.
 questa la storiella che ti ha raccontato? La vecchia signora scosse la testa e mi piant addosso i penetranti occhi azzurri come se fossi la pi sciocca credulona di tutto il pianeta. La casa  di mio genero. Appartiene alla sua famiglia da anni. L'affittava durante l'estate, prima della crisi, quando si poteva guadagnare qualcosa grazie ai turisti. Adesso ci siamo ridotti ad affittarla ai mafiosi italiani.
Sono sicura che si sbaglia... tentai di dire per la seconda volta.
Vai pure al catasto se credi! Quello non mente, al contrario di certi loschi italiani.
Il cagnetto correva in cerchio intorno alle gambe della padrona, avvolgendola nel guinzaglio. Ogni tanto si fermava per ringhiare un minaccioso avvertimento a me e a Marcie. Poi ricominciava ad annusare qua e l e a correre in tondo. La donna si liber dal guinzaglio e si avvi lentamente lungo il marciapiedi.
La seguii con lo sguardo: la casa apparteneva a Dante, non era in affitto.
Un dubbio atroce mi serr il petto in una morsa: se Dante se n'era andato davvero, come avrei fatto a procurarmi l'arte diabolica? L'avevo quasi finita: me ne rimaneva abbastanza per un giorno, due se diminuivo la dose.
Be, qui c' qualcuno che racconta balle sentenzi Marcie. Secondo me  lei: non mi fido delle vecchie, soprattutto di quelle bisbetiche.
Quasi non la sentii. Provai a chiamare Dante sul cellulare pregando che mi rispondesse, invece nulla. Nemmeno la segreteria telefonica.
Aiutai Marcie a portare in casa in suoi acquisti e mamma scese le scale per venirci incontro. Un vostro amico ha portato questa annunci porgendoci una busta marrone. Ha detto di chiamarsi Dante: dovrei sapere chi ? chiese.
Cercai di non afferrare la busta con troppa prontezza.  un amico di Scott spiegai.
Mamma e Marcie fissavano la busta, incuriosite.
Dev'essere qualcosa che Dante vuole fare avere a Scott mentii; non volevo alimentare troppo la loro curiosit.
Quel ragazzo sembrava molto pi grande degli altri tuoi amici. Non mi piace l'idea che tu frequenti ragazzi cos grandi butt l mamma con aria dubbiosa.
Come ti ho detto,  un amico di Scott.
Quando fui in camera mia presi un respiro profondo e aprii la busta: c'erano parecchie foto, tutte in bianco e nero.
Le prime erano state scattate di notte: Patch che camminava lungo una strada deserta, Patch che sembrava appostato per sorvegliare qualcuno in sella alla moto, Patch che parlava al cellulare. Fino a l niente di strano: sapevo gi che lavorava giorno e notte per scovare il ricattatore di Pepper.
Nella foto successiva c'era Patch con Dabria.
Erano nel pickup nuovo di Patch, un Ford F-150 nero. Il lampione sopra di loro illuminava finissime gocce di pioggia simili ad aghi. Dabria lo abbracciava con un sorriso civettuolo, e Patch non opponeva resistenza.
Diedi una scorsa alle ultime tre foto con dita tremanti. Mi si rivolt lo stomaco e capii che stavo per vomitare. Si baciavano.
Dabria baciava Patch e la prova era proprio sotto i miei occhi.

25
Sono stati insieme. Un paio di sere fa.
Ero seduta sul pavimento del bagno con la schiena appoggiata al box doccia. Avevo le ginocchia raccolte al petto e, anche se il termosifone scottava, io sentivo freddo. Accanto a me c'era una bottiglia vuota, dove ancora aleggiava un alone azzurrino. Era l'ultima della mia scorta. Non ricordavo nemmeno di averla bevuta. Mi ero scolata una bottiglia intera e non era servita a niente. Nemmeno l'arte diabolica mi immunizzava da quella disperazione.
Mi fidavo di Patch. Lo amavo troppo per credere che potesse ferirmi cos. Doveva esserci una spiegazione logica, un motivo.
Una spiegazione. La parola mi echeggi in testa, vuota e assillante.
Qualcuno buss alla porta.
Condividiamo il bagno, ricordi? E io purtroppo ho la vescica grande come quella di uno scoiattolo url Marcie.
Mi alzai lentamente. Che assurdit: ero disperata eppure avrei voluto sapere se Dabria baciasse meglio di me. Forse Patch desiderava che le assomigliassi di pi, che fossi gelida, scaltra e raffinata come lei. Mi chiesi in quale preciso momento fosse tornato da lei. M i domandai se con me non avesse ancora rotto perch sapeva c he il dolore mi avrebbe sconvolta.
Non ancora.
Mi sentivo oppressa da un'incertezza pesante come il piombo.
Aprii la porta e mi feci per lasciare entrare Marcie.
Avevo fatto cinque passi nel corridoio quando avvertii il suo sguardo su di me.
Ti senti bene? mi chiese.
Non voglio parlarne.
Ehi, un momento. Nora, stai piangendo?
Mi strofinai gli occhi e rimasi sorpresa quando mi resi conto di avere pianto. Mi sentivo paralizzata, distaccata da me. Come se tutto stesse succedendo in un sogno.
Senza neanche girarmi mormorai: Devo uscire. Puoi coprirmi? Non so se riuscir a tornare prima del coprifuoco.
A un tratto, mentre guidavo per andare da Patch, sterzai bruscamente e inchiodai, scesi come una furia e cominciai a camminare sul ciglio della strada. Era buio pesto e faceva freddo: mi pentii di non aver messo il cappotto. Non sapevo cosa dirgli. Non volevo fare una scenata e coprirlo di insulti, ma nemmeno singhiozzare senza dire una parola.
Avevo portato con me le foto e decisi di lasciare parlare le immagini. Gliele avrei consegnate e mi sarei limitata a chiedergli: Perch?.
Il distacco gelido che era calato su di me si sciolse come neve al sole quando vidi la Bugatti di Dabria parcheggiata davanti alla villetta di Patch. Inchiodai a un mezzo isolato di distanza e deglutii. Mi sentii soffocare dalla rabbia e scesi in fretta dalla Volkswagen.
Infilai la chiave nella toppa ed entrai come una furia. L'unica luce accesa era quella di una lampada su un tavolo d'angolo del salotto. Dabria camminava davanti alla finestra del balcone, ma si ferm di colpo quando mi vide.
Cosa ci fai qui? mi chiese, visibilmente sorpresa.
Scossi la testa con rabbia. Eh, no. Sono io che lo chiedo a te cosa ci fai qui. Questa  la casa del mio ragazzo, solo io posso domandare una cosa simile. Lui dov'? chiesi imperiosamente avviandomi lungo il corridoio che conduceva alla stanza da letto.
Lascia perdere: non  in casa.
Mi voltai di scatto. Gettai a Dabria uno sguardo minaccioso, colmo di incredulit e disgusto. E allora tu cosa cavolo ci fai qui? Sillabai ogni parola. Sentivo crescere dentro di me una rabbia sorda, inarrestabile. E non cercai di controllarla. Gliel'avrei fatta vedere io, a Dabria.
Sono nei guai, Nora. Le tremavano le labbra.
Lo puoi ben dire. Le gettai in faccia la busta con le fotografie, che si pos accanto ai suoi piedi. Come ci si sente a essere una ladra di fidanzati? Ti fa star bene, Dabria? Prendere ci che non ti appartiene? O ti piace distruggere la vita degli altri?
Dabria si pieg per afferrare la busta senza staccarmi gli occhi di dosso nemmeno per un secondo. Si accigli, e per un attimo mi parve incerta. Non riuscivo a credere che avesse la sfacciataggine di comportarsi come se non sapesse di cosa stessi parlando.
Il pickup di Patch! urlai fuori di me. Tu e lui qualche sera la insieme dentro il pickup. L'hai baciato!
Distolse lo sguardo solo per i secondi necessari a dare un'occhiata al contenuto della busta, poi l'appoggi sul divano. Non capisci...
Oh, capisco benissimo invece! Non ci vuole molto a capire quelle come te. Non hai nessun rispetto, nessuna dignit. Ti prendi quello che vuoi e tanti saluti a tutti. Volevi Patch e sembra proprio che tu te lo sia preso. Mi si spezz la voce, mi bruciavano gli occhi. Cercai di non mettermi a piangere, ma fu inutile.
Sono nei guai perch ho commesso un errore mentre facevo un favore a Patch mormor Dabria in tono preoccupato, ignorando le mie accuse. Patch mi ha rivelato che Blakely sta creando dei prototipi di arte diabolica per conto di Dante, e che il suo laboratorio va distrutto. Mi ha detto che se scoprivo informazioni su
Blakely o sul laboratorio dovevo informarlo immediatamente. Un paio di sere fa, era tardissimo,  venuto da me un gruppo di Nephilim a farsi predire il futuro. Ho scoperto che erano guardie del corpo arruolate nell'esercito della Mano Nera. Fino a quella sera erano state le guardie del corpo personali di un Nephilim potentissimo e importante che si chiama Blakely. A quel punto li ho ascoltati con molta attenzione. Mi hanno raccontato che il loro lavoro era noiosissimo: non succedeva mai niente e i turni erano estenuanti. Poche ore prima avevano deciso di fare una partita a poker per passare il tempo, anche se giochi e distrazioni di ogni genere erano proibiti durante i turni di guardia. Uno degli uomini aveva lasciato la sua postazione per andare a comprare un mazzo di carte. Avevano giocato solo pochi minuti prima di essere scoperti dal loro comandante, che li aveva immediatamente rimossi dall'incarico e radiati dall'esercito. Il capo dei soldati radiati, Hanoth, per voleva a tutti i costi riavere il suo posto. Ha una famiglia da mantenere, ed era anche preoccupato per la loro sicurezza: temeva che potessero essere puniti o penalizzati per quella leggerezza che avevano commesso.  venuto da me sperando che potessi tranquillizzarlo dicendogli che sarebbe riuscito a riprendersi il lavoro. Dabria sospir, poi continu a raccontare. Ho letto il futuro a lui per primo. Avrei voluto rivelare a Hanoth la verit, cio che il suo ex comandante aveva intenzione di imprigionarlo e torturarlo: avrebbe fatto meglio a lasciare subito la citt insieme alla famiglia. Per sapevo che se gliel'avessi detto avrei perso la possibilit di trovare Blakely. Quindi gli ho mentito, e l'ho fatto per Patch. Ho suggerito a Hanoth che avrebbe dovuto parlare direttamente a Blakely; gli ho fatto credere che se avesse implorato perdono, Blakely glielo avrebbe concesso. Sapevo che se Hanoth avesse creduto alla mia profezia mi avrebbe condotta da Blakely. L'ho fatto per Patch. Dopo tutto ci che ha fatto per me... Mi ha dato una seconda chance quando nessuno era disposto a farlo mi fiss per una frazione di secondo con occhi pieni di lacrime ed era il minimo che potessi fare. Lo amo aggiunse con semplicit, senza distogliere lo sguardo da me. E lo amer sempre.  stato il mio primo amore e non lo dimenticher mai. Ma ormai lui  innamorato di te concluse con un sospiro triste. Forse un giorno tra voi due finir e io sar l ad aspettarlo.
Non contarci ringhiai lanciandole un'occhiataccia. Per continua a parlare, e spiegami cosa significano queste foto. Il mio sguardo si fiss sulla busta: una presenza talmente ingombrante da occupare tutta la stanza. Mi venne una gran voglia di stracciare le loto e scagliare ogni singolo frammento nel caminetto.
Ho pensato che Hanoth mi avesse creduta. Se n' andato insieme ai suoi uomini e io li ho seguiti. Ho preso tutte le precauzioni per non essere vista. Erano troppi per me, e se mi avessero
catturata sapevo che sarei stata in pericolo.
Sono usciti da Coldwater per dirigersi verso nord-est. Li ho seguiti per pi di un'ora. Pensavo di essere vicina a Blakely ormai. Eravamo in mezzo alla campagna, in un luogo sperduto. I Nephilim hanno imboccato un sentiero e io li ho imitati.
Ho capito subito che qualcosa non andava. Hanno parcheggiato in mezzo alla strada, e quattro o cinque di loro sono scesi dalla macchina. Nonostante il buio ho sentito che mi circondavano. Non so come abbiano fatto ad accorgersi che li seguivo. Ho sempre tenuto i fanali spenti e sono stata a distanza di sicurezza, al punto che li ho persi di vista diverse volte. Temendo che fosse gi troppo tardi ho fatto l'unica cosa che potevo fare: mi sono messa a correre verso il fiume.
Ho chiamato Patch e gli ho lasciato un messaggio in cui gli raccontavo tutto. Poi mi sono buttata nel fiume, ho nuotato seguendo la corrente, sperando che il turbinare dell'acqua coprisse il rumore delle mie bracciate. Mi hanno quasi presa diverse volte. Sono stata costretta a uscire dal fiume e a scappare nel bosco.
Non sapevo in quale direzione stessi correndo, ma anche se fossi riuscita a raggiungere una cittadina sapevo di essere in pericolo. Se qualcuno avesse visto Hanoth e i suoi uomini che mi aggredivano, i Nephilim si sarebbero limitati a cancellarne la memoria. Cos mi sono messa a correre pi veloce che potevo. Quando finalmente Patch ha richiamato mi ero nascosta in una segheria abbandonata. Gli occhi le si riempirono di lacrime.  venuto a prendermi e mi ha portata in salvo, anche se non sono riuscita a trovare Blakely. Si sistem i capelli dietro le orecchie e tir su col naso. Mi ha accompagnata in macchina a Portland e mi ha trovato un posto sicuro. Prima di scendere dal pickup l'ho baciato. I suoi occhi si fissarono nei miei. Non capii se brillassero per sfidarmi o in segno di scusa. Ho preso l'iniziativa, ma lui mi ha fermata subito. Le foto danno un'impressione molto diversa, ma  stato solo il mio modo di dirgli grazie. Non  successo nulla, perch lui non ha voluto.
Dabria sussult all'improvviso, come se una mano invisibile l'avesse afferrata e scossa. Per un attimo le vidi il bianco degli occhi, poi ricomparvero le iridi, azzurre come ghiacciai. Se non mi credi puoi chiederlo a lui. Sar qui tra meno di un minuto.

26
Non avevo mai creduto che Dabria fosse davvero in grado di prevedere il futuro o avesse il dono della profezia - non dopo essere stata scacciata dal paradiso, comunque - ma stava riuscendo a farmi cambiare idea. Meno di un minuto dopo, infatti, la porta del garage si apr con un ronzio sommesso e Patch comparve in cima alle scale. Sembrava distrutto: aveva il viso segnato dalla stanchezza e lo sguardo cupo; la vista di me e Dabria l'una di fronte all'altra nel salotto di casa sua non contribu a migliorare il suo umore.
Ci fiss accigliato, soppesandoci con lo sguardo. Mmm... questo non promette nulla di buono.
Comincio io esord Dabria prendendo rumorosamente fiato.
Neanche per sogno l'interruppi mettendomi in mezzo tra lei e Patch. Ti ha baciato! E Dante, che a proposito ti ha pedinato, vi ha immortalato. Immagina la mia sorpresa quando stasera ho visto le foto. Avevi intenzione di dirmelo o no?
Ho cercato di spiegarle che sono stata io a baciarti, e che tu mi hai respinta protest Dabria con voce stridula.
Cosa ci fai ancora qui? le urlai in faccia. Questa  una discussione tra Patch e me. Vattene!
Tu cosa ci fai qui? chiese Patch a Dabria con voce dura, rincarando la dose.
Sono... ho forzato la serratura balbett. Avevo paura, non riuscivo a dormire. Continuo a pensare a Hanoth e agli altri Nephilim.
Ma chi vuoi prendere in giro? gridai, con gli occhi fissi su Patch: speravo che mi desse man forte senza farsi intenerire da quei patetici piagnistei. Quella sera Dabria si era fiondata da lui alla ricerca di un conforto in particolare, e a me non andava gi. Neanche un po.
Torna a Portland le ordin Patch. Saresti al sicuro se rimanessi l. Anche se era distrutto parl con voce dura come la pietra. Te lo dico per l'ultima volta. Non farti vedere in giro e stai lontana dai guai.
Per quanto tempo? chiese Dabria. Stava praticamente piangendo. Mi sento sola l dentro: sono tutti esseri umani e mi guardano come se fossi un fenomeno da baraccone. Lo guard con occhi supplichevoli. Posso aiutarti, prometto che non commetter altri errori. Se mi permetti di stare qui...
Vai le ordin Patch con un tono che non ammetteva repliche. Hai gi combinato abbastanza casini con Nora e con i Nephilim che hai seguito. Non possiamo sapere che cosa abbiano capito, ma una cosa  certa. Sanno che vuoi trovare Blakely. Se hanno un briciolo di cervello avranno anche capito che sai perch Blakely  cos importante per loro e che cosa sta facendo nel suo laboratorio segreto, dovunque sia. Non mi sorprenderebbe scoprire che l'hanno trasferito altrove. Cos ci ritroviamo al punto di partenza: dobbiamo ancora trovare Blakely e annientare l'arte diabolica concluse esasperato.
Ho solo cercato di aiutarti sussurr Dabria con labbra tremanti. Se ne and gettando un ultimo sguardo a Patch. Sembrava un cucciolo in castigo.
Rimanemmo soli. Patch attravers la stanza senza esitare, anche se ero certa che la mia espressione fosse tutt'altro che invitante. Appoggi la fronte contro la mia e chiuse gli occhi. Fece un lungo, lentissimo sospiro, come se si sentisse oppresso da un peso invisibile.
Mi dispiace mormor e sembrava sincero.
Avevo sulla punta della lingua un commento acido: Ti dispiace per il bacio o solo perch l'ho visto?, ma lo ricacciai dentro. Ero stanca di portare sulle spalle il mio peso invisibile, fatto di gelosia e incertezza.
Il rimorso di Patch era quasi palpabile. Odiavo Dabria e non mi fidavo di lei, ma non potevo biasimare Patch per averle salvato il fondoschiena. Era pi buono di quanto lui stesso credesse. Sospettavo che in passato Patch fosse molto diverso e potesse reagire in tutt'altro modo. Stava offrendo a Dabria quella seconda opportunit che anche lui lottava ogni giorno per ottenere.
Dispiace anche a me mormorai nascondendogli il viso contro il petto. Le sue braccia forti mi avvolsero in una stretta appassionata. Ho visto quelle foto... non avevo mai provato tanto dolore e paura in vita mia. Il pensiero di perderti era... insopportabile. Ero furiosa con lei. Lo sono ancora. Ti ha baciato,  stata imperdonabile. Scommetto che ci prover ancora.
Non lo far perch le far capire pi chiaramente come stanno le cose tra noi. Ha passato il limite e far in modo che ci pensi due volte prima di riprovarci dichiar Patch. Mi sollev il mento e mi baci. Quando riprese a parlare, lasci che le sue labbra continuassero a sfiorare le mie. Non mi aspettavo di trovarti qui, ma adesso che ci sei non ho intenzione di farti andare via.
Fui travolta da una vampata ardente e dolorosa di vergogna. Non potevo stargli cos vicina senza sentire il peso delle bugie che gli avevo raccontato. Gli avevo mentito sull'arte diabolica, e insistevo a farlo. Come avevo potuto tacergli una cosa simile? Mi feci orrore, e odiai me stessa. Volevo confessargli tutto, ma non sapevo da dove cominciare. Mi ero comportata da incosciente e avevo permesso alle bugie di sfuggire al mio controllo.
Aprii la bocca pei dirgli tutta la verit quando ebbi l'impressione che un artiglio di ghiaccio mi si conficcasse nel collo e mi soffocasse.
Non riuscivo pi a parlare e anche respirare mi costava fatica. La mia gola si riemp di una sostanza vischiosa e densa, come quando avevo bevuto quel liquido azzurro per la prima volta. Una voce sconosciuta mi si insinu nella mente e cominci a parlarmi.
Se avessi detto a Patch la verit non si sarebbe mai pi fidato di me. Non mi avrebbe mai perdonata. Gli avrei solo causato un dolore inutile confessandogli tutto. Dovevo solo aspettare che passasse Cheshvan, poi avrei smesso di bere quella roba azzurra. Era solo questione di attendere un altro po, di raccontare qualche altra bugia.
L'artiglio gelido moll la presa, e io tornai a respirare.
Serata movimentata? chiesi a Patch, ansiosa di cambiare argomento per poter dimenticare le mie menzogne.
Sospir. E non ho fatto nessun passo avanti sul ricattatore di Pepper. Continuo a pensare che sia qualcuno che ho gi controllato, ma forse mi sbaglio. Forse  qualcun altro. Qualcuno a cui non ho nemmeno pensato. Ho seguito tutte le piste, anche quelle pi improbabili. Per quanto ne so, sono tutti puliti.
 possibile che Pepper si stia inventando tutto? Forse non  vero che qualcuno lo ricatta. Era la prima volta che ci pensavo. Mi ero fidata di quello che mi aveva detto, ma aveva dimostrato ampiamente che non c'era da fidarsi di lui.
Patch aggrott la fronte. S,  possibile, ma non credo. Perch inventare una storia cos complicata?
Perch gli serve una scusa per poterti incatenare all'inferno suggerii a bassa voce, rendendomene conto all'improvviso. E se fossero stati gli arcangeli ad affidargli questo compito? Ha detto di essere sulla Terra su incarico loro. L per l non gli ho creduto, invece forse ha detto la verit. Magari gli arcangeli l'hanno incaricato di incatenarti all'inferno. Non  un segreto che vogliono farlo.
Legalmente, avrebbero bisogno almeno di un valido motivo per incatenarmi all'inferno. Patch si strofin pensosamente il mento e aggiunse: A meno che non siano diventati tanto malvagi da non curarsi pi nemmeno della legge. Credo che ci siano delle mele marce lass, senza dubbio, ma non penso che tutti gli arcangeli siano corrotti.
Se Pepper sta agendo per ordine di una piccola fazione di arcangeli e gli altri scoprono qualcosa, i mandanti di Pepper avrebbero una copertura perfetta: potrebbero sempre dire che la mela marcia  lui. Gli strapperebbero le ali prima di farlo testimoniare e la farebbero franca. Non mi sembra un'ipotesi cos assurda. Anzi, in realt mi sembra il crimine perfetto.
Patch mi fiss: la presa di coscienza che la mia teoria fosse plausibile cal su di noi come una nebbia gelida.
Quindi, secondo te, Pepper  in missione per conto di un gruppo di arcangeli corrotti che vogliono liberarsi di me una volta per tutte.
Conoscevi Pepper prima della tua caduta? Che tipo era?
Patch scosse la testa. Lo conoscevo, ma non bene. Anzi, pi che altro sapevo chi era e basta. Aveva fama di essere molto liberale, soprattutto nelle questioni morali; non mi sorprende che si sia dato al gioco. Se ricordo bene era coinvolto nel mio processo. Deve aver votato contro di me. Il che  strano, perch non me lo sarei aspettato da uno con la sua reputazione.
Secondo te potremmo fare in modo che Pepper si ribelli agli arcangeli? La doppia vita che conduce forse fa parte della sua copertura... oppure si sta solo godendo un po troppo il suo soggiorno sulla Terra. Magari, se tocchiamo i tasti giusti, riusciremo a l'urlo parlare. Se ci dice che una lobby segreta di arcangeli l'ha mandato quaggi per incatenarti all'inferno, almeno sapremo cosa dobbiamo affrontare.
Un sorrisetto pericoloso affior sulle labbra di Patch. Credo sia arrivato il momento di trovare Pepper.
Annuii. D'accordo, ma questa volta rimarrai nelle retrovie: non voglio che tu ti avvicini a lui. Per il momento dobbiamo dare per scontato che voglia incatenarti all'inferno a tutti i costi.
Patch si accigli. Cosa mi stai suggerendo di fare, angelo?
Da Pepper ci vado io e mi far accompagnare da Scott. Non pensare nemmeno a opporti l'avvertii prima che potesse bocciare la mia idea. Ti sei portato Dabria per farti aiutare cos tante volte... se solo ci penso... Mi hai giurato che era solo una decisione tattica e nient'altro. Be, adesso  arrivato il mio turno. Porter Scott con me e questo  quanto. Che io sappia, Pepper non ha un biglietto di sola andata per l'inferno con il nome di Scott scritto sopra.
Patch strinse le labbra e s'incup: la sua ostilit nei confronti del mio piano era palpabile. Scott non gli andava a genio, ma sapeva anche che non poteva giocare quella carta perch avrebbe fatto la figura dell'ipocrita.
Alla fine cedette. Ti servir un piano a prova di bomba. Non voglio perderti di vista nemmeno un secondo, nel caso qualcosa andasse storto.
Certo, era pi che possibile che qualcosa andasse storto. Se c'era una cosa che avevo imparato nel corso della mia relazione con Patch era proprio quella. Lo sapeva anche lui, e mi chiesi se non la stesse usando per farmi rinunciare. All'improvviso mi sentii come Cenerentola che non pu andare al ballo per colpa di una sciocchezza.
Scott  pi forte di quello che pensi gli feci notare. Non permetter che mi succeda niente. Gli far capire che nessuno al mondo deve sapere di noi, che stiamo ancora insieme.
Negli occhi di Patch pass un lampo. Io invece gli far capire che se qualcuno ti torce un capello dovr vedersela con me. Se non  del tutto cretino prender molto sul serio la mia minaccia.
Sorrisi nervosamente. Allora siamo d'accordo. Ora per ci serve un piano.
La sera successiva era sabato. Dopo aver detto a mia madre che dormivo da Vee e che sarei rimasta da lei tutto il fine settimana andai con Scott alla Sacca del Diavolo. Non ci importava niente della musica: la nostra meta era il seminterrato. In giro si diceva che stesse diventando un paradiso per i giocatori d'azzardo, ma non ci avevo mai messo piede. Stando alle voci che avevo sentito, il nostro obiettivo non poteva dire altrettanto. Patch ci aveva dato una lista dei locali preferiti di Pepper, ma speravo che Scott e io avremmo avuto fortuna al primo colpo.
Cercando di sembrare sofisticata e ingenua al tempo stesso, seguii Scott al bar. Lui masticava una gomma e appariva rilassato e a proprio agio come non mai. Io invece sudavo cos tanto da desiderare subito un'altra doccia.
Mi ero lisciata i capelli con la piastra per sembrare pi chic. Aggiungendo alla nuova pettinatura un po di eyeliner, il rossetto, i tacchi e una borsa griffata prestatami da Marcie, riuscivo a sembrare pi grande di almeno cinque anni. E, grazie al suo fisico statuario, nessuno si sarebbe sognato di chiedere i documenti a Scott. Portava due cerchi a entrambe le orecchie e, nonostante i capelli ancora cortissimi, riusciva a essere bello e temibile al tempo stesso. Lui e io eravamo solo amici, ma capivo benissimo cosa avesse attratto Vee. Agganciai il mio braccio al suo, come se fossi la sua ragazza, quando Scott fece un cenno al barman.
Stiamo cercando Storky disse a bassa voce, avvicinandosi al barman.
L'uomo, che non avevo mai visto prima, ci squadr da capo a piedi. Ricambiai il suo sguardo cercando di rimanere impassibile. Non agitarti, imposi a me stessa. E qualsiasi cosa tu faccia non dare l'impressione di avere qualcosa da nascondere.
Chi lo vuole? chiese bruscamente il barman.
Abbiamo sentito che stasera si gioca forte rispose Scott mostrandogli per un attimo il portafogli gonfio di banconote.
Il barman alz le spalle e ricominci a pulire il bancone. Non so di cosa stai parlando, amico.
Scott appoggi sul bancone un biglietto da cento e lo fece scivolare verso l'uomo.  un vero peccato. Sicuro di non pensare meglio?
Il barman guard la banconota. Ci siamo gi visti, noi due?
Suono il basso nei Serpentine. E mi piace il poker. Ho giocato un po ovunque qui in giro... Portland, Concord, Boston...
Un cenno affermativo. Ah, ecco. Una volta lavoravo alla Z Pool Hall di Springvale.
Ci ho passato serate memorabili annu Scott. Ho anche vinto parecchio. E perso ancora di pi.
L'uomo accost la mano a quella di Scott e, stando attento a non farsi vedere, intasc il centone. Prima per vi devo perquisire ci ammon. Di sotto non sono ammesse armi.
Nessun problema.
Cominciai a sudare ancora di pi. Patch ci aveva avvertito che ci avrebbero sottratto pistole, coltelli e qualsiasi altro oggetto potesse trasformarsi in arma, quindi ci eravamo affidati alla creativit. La cintura di Scott, seminascosta dalla maglietta, in realt era una frusta trattata con l'arte diabolica. Scott aveva giurato e spergiurato di non usare stregonerie e di non aver mai sentito parlare della bevanda azzurra, ma mi ero detta che potevamo usare la frusta stregata che Scott aveva sottratto dalla macchina di Dante. Emanava il bagliore azzurrognolo che rivelava la presenza della stregoneria, ma se il barman non avesse sollevato la maglietta non correvamo nessun pericolo.
Al cenno del barman Scott e io passammo intorno al bancone, ci infilammo dietro un paravento e sollevammo le braccia. Fui la prima e mi tocc una breve perquisizione sommaria. Poi il barman pass a Scott e gli tast cosce, ascelle e schiena. Dietro il bancone c'era poca luce, e anche se Scott indossava una maglietta di cotone pesante vidi il bagliore della frusta sotto la stoffa. Lo not anche il barman. Aggrott le sopracciglia e allung la mano verso la maglia.
Lasciai cadere la borsa ai piedi dell'uomo, ne uscirono diverse banconote da cento. All'improvviso la sua attenzione si concentr sul denaro. Ops mormorai accennando un sorriso civettuolo, mentre ricacciavo dentro i soldi. Non vedo l'ora di cominciare. Sei pronto, bel tipo?
Bel tipo? Mi ripet Scott nel pensiero. Niente male. Sorrise e si curv a baciarmi avidamente sulla bocca. Fui cos sorpresa che mi irrigidii.
Rilassati, mi disse nella mente. Ci siamo.
Feci un cenno di assenso quasi impercettibile e mi staccai da lui sorridendo. Questa sera sbancherai, amore, me lo sento.
Il barman apr un'imponente porta di acciaio. Afferrai la mano di Scott e lo seguii gi per una scala decisamente poco invitante che puzzava di muffa e umidit. Arrivati in fondo, dopo aver percorso un corridoio, ci ritrovammo in una grande stanza spoglia, disseminata di tavoli da poker. Sopra ogni tavolo pendeva un barattolo di vetro trasformato in lampadario che diffondeva una luce fioca, Zero musica, niente da bere, nessun benvenuto.
A un tavolo c'erano quattro giocatori fra i quali riconobbi immediatamente Pepper. Ci dava la schiena e non si gir al nostro arrivo. Nulla di strano: neanche gli altri giocatori ci degnarono di un'occhiata. Erano concentrati sulle carte che avevano in mano. Le Fiches da poker erano impilate con cura. Non avevo idea di quanti soldi si stessero giocando, ma ero pronta a scommettere che chi perdeva ci avrebbe rimesso parecchio.
Stiamo cercando Pepper Friberg annunci Scott. Cerc di sembrare amichevole, ma i suoi muscoli parlavano una lingua molto diversa quando incroci le braccia sul petto.
Sono spiacente, tesoro, ma stasera ho gi il carnet pieno Rispose acido Pepper osservando le carte che aveva ricevuto. Lo studiai con attenzione. Era completamente perso nel gioco: la passione per il poker non poteva essere una copertura, pensai. Era cos concentrato da non accorgersi nemmeno che la ragazza in piedi accanto a Scott ero io.
Scott afferr una sedia dal tavolo vicino e la sistem accanto a lui. Non importa, tanto non so ballare. Faresti meglio a provarci con... Nora Grey.
Pepper finalmente reag. Appoggi le carte sul tavolo e gir il corpo grassoccio per guardarmi.
Ciao Pepper, quanto tempo che non ci vediamo esordii. L'ultima volta hai cercato di rapirmi, dico bene?
I rapimenti sono un reato per noi che risiediamo sulla Terra intervenne Scott. Ma qualcosa mi dice che non sono ben visti nemmeno in paradiso.
Abbassa la voce grugn Pepper lanciando occhiate nervose verso gli altri giocatori.
Sollevai le sopracciglia parlando direttamente ai pensieri di Pepper. Non hai detto ai tuoi amici chi sei veramente? Non credo che sarebbero felici di sapere che se vinci a poker non  questione di fortuna o bravura, ma solo di trucchetti mentali.
Andiamo a parlare fuori mi disse Pepper smettendo di giocare.
Buona idea intervenne Scott prendendolo per il gomito.
Quando fummo nel vicoletto dietro la Sacca del Diavolo fui io a parlare per prima. Cercheremo di renderti le cose pi semplici possibile, Pepper. Mi sono divertita un mondo quando hai cercato di usarmi per arrivare a Patch, ma adesso sono pronta a voltare pagina. Secondo me l'unico modo di riuscirci  capire chi ti sta ricattando sul serio. Avevo intenzione di esporgli la mia teoria, e cio che lavorava per una fazione segreta di arcangeli e gli serviva una scusa pi o meno decente per spedire Patch all'inferno. Ma per non correre rischi inutili decisi di aspettare e vedere come reagiva.
Pepper mi fiss strizzando gli occhi, con una smorfia di scetticismo. Dove vuoi andare a parare?
A questo punto interveniamo noi dichiar Scott. Vogliamo trovare il tuo ricattatore, a tutti i costi.
Tu chi sei?
Considerami una bomba a orologeria piazzata sotto la tua sedia. Se non accetti le condizioni di Nora sar io a farlo per te. Scott cominci ad arrotolarsi le maniche.
Mi stai minacciando? chiese Pepper, incredulo.
Le mie condizioni sono queste spiegai. Troveremo chi ti ricatta e poi te lo consegneremo. In cambio, da te vogliamo una cosa semplice semplice: devi giurare di lasciare in pace Patch. Schiaffai il manico di un coltello sul palmo grassoccio di Pepper. Qualche goccia di sangue e due paroline sincere dovrebbero bastare.
Se fossi riuscita a farlo giurare l'avrei costretto a tornare dagli arcangeli con la coda tra le gambe e ammettere la sconfitta. Se si rifiutava, avrebbe confermato le mie teorie.
Gli arcangeli non fanno giuramenti di sangue ringhi Pepper.
Fuochino, pensai.
Ma hanno l'abitudine di sbattere all'inferno gli angeli caduti che non vedono di buon occhio? l'aggred Scott.
Pepper ci fiss come se fossimo impazziti. Di cosa cavolo state parlando?
Come ci si sente a essere una pedina degli arcangeli? chiesi.
Cosa ti hanno offerto in cambio? ringhi Scott.
Se non l'avessi notato, qui di arcangeli non ce ne sono gli feci notare. Ti hanno abbandonato a te stesso. Vuoi davvero affrontare Patch da solo? Andiamo, Pepper, pensai. Dimmi quello che voglio sentire: questa storia del ricatto  una scusa per portare a termine la missione di cui li ha incaricata un gruppo di arcangeli corrotti, ovvero togliere di mezzo Patch
L'espressione incredula sul viso di Pepper si accentu e io approfittai del suo silenzio.  arrivato il momento di giurare, Pepper.
Scott e io ci avvicinammo.
Non voglio giurare! strill Pepper. Ma lascer Patch in pace, ve lo prometto.
Mi piacerebbe potermi fidare della tua parola ribattei. Il problema  che secondo me l'onest non  il tuo forte. Anzi, mi sembra che tu ti sia inventato perfino la storia del ricatto.
Pepper sgran gli occhi: finalmente aveva capito. Farfugli qualcosa, sempre pi sorpreso, mentre le guance diventavano paonazze. Aspetta un attimo: tu pensi che io ce l'abbia con Patch perch mi ricatta? gracchi.
Esatto conferm Scott.
Per questo lui si rifiuta di incontrarmi? Perch pensa che voglia incatenarlo all'inferno? Non l'ho minacciato di questo! strill Pepper con la sua vocetta acuta. Io volevo solo offrirgli un lavoro! Sapete da quanto tempo cerco di farglielo capire?
Un lavoro? ripetemmo all'unisono Scott e io, scambiandoci un'occhiata scettica.
Stai dicendo la verit? chiesi a Pepper. Hai davvero un lavoro da offrire a Patch... tutto qui?
S, s, un lavoro ringhi Pepper. Cosa credevi, eh? Che pasticcio, accidenti.  andato tutto storto!
E quale sarebbe questo lavoro? gli domandai.
Credi che abbia intenzione di venirlo a dire proprio a te? Se mi avessi aiutato a trovare Patch in tempo non mi ritroverei in questo casino.  tutta colpa tua! La mia offerta di lavoro  per Patch, e solo per lui!
Fammi capire bene insistetti. Quindi tu non pensi che sia Patch a ricattarti?
Perch dovrei pensarlo quando so perfettamente chi  il mio ricattatore? mi url in faccia Pepper.
Sai chi  il ricattatore? ripet Scott.
Pepper mi squadr con profondo disgusto. Toglimi di torno questo Nephilim, accidenti. Certo che so chi mi sta ricattando! sbuff con impazienza. Lo devo incontrare proprio stanotte. E non indovinerete mai di chi si tratta.
Chi ? insistetti.
Ah, ti piacerebbe se te lo dicessi, vero? Il problema  che il mio ricattatore mi ha fatto giurare di non rivelare la sua identit. Non insistere,  inutile. Ho la bocca cucita, letteralmente. Mi ha detto che mi avrebbe chiamato per comunicarmi dove ci saremmo incontrati venti minuti prima dell'appuntamento. Se non sistemo presto questo casino gli arcangeli capiranno che qualcosa non va aggiunse torcendosi le mani.
Notai che si era subito impaurito quando avevo menzionato gli arcangeli.
Cercai di rimanere impassibile. Non mi aspettavo una mossa simile da lui. Mi chiesi se fosse una tattica per liberarsi di noi o se ci stesse attirando in trappola. Ma il sudore che gli imperlava la fronte e lo sguardo disperato mi sembrarono autentici. Non vedeva l'ora che quella storia finisse, proprio come noi.
Il mio ricattatore vuole che faccia degli incantesimi su certi oggetti, usando i poteri celesti che tutti noi arcangeli possediamo. Pepper si asciug la fronte con un fazzoletto. Per questo mi stanno ricattando.
Quali oggetti? chiesi.
Pepper scosse la testa. Li porter lui all'appuntamento. Ha detto che se obbedisco mi lascer in pace. Ma lui non sa che, anche se eseguo i suoi ordini, i poteri celesti si possono usare solo per compiere il bene. Le malvagit che sta progettando non potranno mai concretizzarsi.
E tu hai intenzione di prestarti al gioco? lo rimproverai. Devo togliermelo di torno! Gli arcangeli non devono scoprire che cosa ho combinato, mi caccerebbero! Mi strapperebbero le ali e per me sarebbe la fine. Sarei costretto a restare sulla Terra per sempre.
Ci serve un piano dichiar Scott. Abbiamo solo venti minuti tra la telefonata e l'incontro, quindi dovremo sbrigarci.
Quando il ricattatore chiama, digli che ci sarai ordinai a Pepper. Se ti dice di presentarti da solo, accetta. Cerca di sembrare arrendevole, ma senza esagerare.
E poi? chiese Pepper abbracciandosi. Ero sbalordita. Il primo arcangelo che mi era capitato di incontrare era un poveretto fifone e patetico. Era esattamente il contrario di come li avevo immaginati: potenti, forti, onniscienti , forse la cosa pi importante, irreprensibili.
Fissai Pepper negli occhi. Poi Scott e io ci andremo al posto tuo, cattureremo il ricattatore e te lo consegneremo.

27
Cosa? Non potete farlo! sbrait Pepper. Non gli piacer affatto e si rifiuter di lavorare con me. E potrebbe fare anche di peggio: andare a raccontare tutto agli arcangeli.
Il tuo ricattatore ha chiuso con te, chiaro? Da questo momento avr contatti solo con noi spiegai. Scott e io prenderemo gli oggetti che vuole stregare, e forse ci servir il tuo aiuto per valutarli. Sarebbe un aiuto prezioso se potessi scoprire come voleva usarli.
Perch mai dovrei fidarmi di voi?
Perch giureremo... risposi. Io giurer di aver detto la verit sulle mie intenzioni e tu giurerai di tenerti alla larga da Patch. A meno che tu non ti ritenga superiore ai giuramenti di sangue, naturalmente.
 orribile mormor Pepper allargando il colletto della camicia come se stesse soffocando. Che pasticcio.
Scott e io metteremo una squadra sul posto. Andr tutto bene rassicurai Pepper, poi, parlandogli nella mente, dissi a Scott: Tienilo calmo mentre telefono a Patch, okay?
Mi diressi in fondo al vicolo. Uno strato di foglie secche scricchiolava sotto i piedi, e mi avvolsi meglio nel cappotto alla ricerca di un po di calore. Avevo scelto proprio la notte pi fredda che finora l'autunno ci aveva regalato per trascorrerla all'aperto. Il gelo mi mordeva la pelle, facendomi colare il naso. Sono io. Abbiamo Pepper.
Sentii il sospiro di sollievo di Patch dall'altro capo della linea.
Non credo che la sua doppia vita sia una recita proseguii. Ha davvero un problema con il gioco d'azzardo. E non penso nemmeno pi che sia in missione per conto degli arcangeli e voglia incatenarti all'inferno. Forse all'inizio era venuto davvero sulla Terra in missione, ma poi ha rinunciato per abbandonarsi allo stile di vita degli umani. E adesso la notizia bomba: sa che non lo stai ricattando. Per tutto questo tempo ha solo cercato di proporti un lavoro.
Quale lavoro?
Non me l'ha voluto dire, ma credo abbia abbandonato anche quell'idea. Ha altri problemi per la testa. Stanotte deve incontrare il vero ricattatore. Non gli raccontai il resto, ma questo non mi imped di pensarci. Ero cos sicura che dietro quella vicenda ci fosse Dabria, che ci avrei scommesso la vita. Ancora non sappiamo l'ora n il luogo dell'incontro. Quando il ricattatore chiamer Pepper avremo solo venti minuti per raggiungere il luogo dell'incontro. Dovremo agire in fretta.
Credi che sia una trappola?
Secondo me Pepper  un codardo ed  solo contento che andremo noi al posto suo.
Okay, io mi tengo pronto mormor Patch cupo. Appena conosceremo il luogo dell'appuntamento, ci vedremo l. Fa un'ultima cosa per me, angelo.
Dimmi.
Cerca di essere ancora tutta intera quando questa storia sar finita.
La telefonata arriv dieci minuti dopo mezzanotte. Pepper non avrebbe potuto rispondere meglio alle richieste del ricattatore, nemmeno se si fosse preparato. S, verr solo.
S, far l'incantesimo sugli oggetti.
S, sar al cimitero tra venti minuti.
Quando termin la chiamata chiesi subito: Quale cimitero? Quello di Coldwater?.
Annu. Dentro il mausoleo. Devo andare l per ricevere ulteriori istruzioni.
Mi girai verso Scott. Nel cimitero di Coldwater c' un solo mausoleo, proprio accanto alla tomba di mio padre. Se l'avessimo scelto noi, non avremmo potuto scegliere un posto migliore. Ci sono alberi e lapidi ovunque e sar buio pesto. Il ricattatore non si accorger che dentro il mausoleo ci sei tu e non Pepper fino a quando sar troppo tardi.
Scott sollev il cappuccio nero che aveva portato tutta la sera scoprendosi la fronte. Sono parecchio pi alto di lui obiett.
Cammina stando curvo. La felpa  abbastanza larga: da lontano non si accorgeranno della differenza lo rassicurai. Poi mi rivolsi a Pepper: Dammi il tuo numero di cellulare e fa in modo che la linea sia sempre libera. Ti chiamer appena avremo catturato il tuo ricattatore.
Ho un brutto presentimento... mormor Pepper strofinandosi le mani sudate sui pantaloni.
Scott sollev l'orlo della felpa per mostrargli la cintura molto particolare che indossava. Un bagliore azzurro e sovrannaturale aleggi per un istante. Siamo pronti a ogni evenienza.
Pepper si morse le labbra, dopo essersi lasciato sfuggire un gemito di disapprovazione. Oh, no, l'arte diabolica. Gli arcangeli non dovranno mai venire a sapere che sono coinvolto in questa storia.
Appena Scott avr bloccato il ricattatore, interverremo io e Patch. Non potrebbe essere pi semplice spiegai a Pepper.
Come fate a sapere che il tizio non verr con dei rinforzi? chiese.
Pensai che Dabria avesse un solo amico, a voler essere generosi. Peccato che quell'amico avrebbe giocato un ruolo centrale nella sua cattura. Non vedevo l'ora di godermi la sua espressione nel momento in cui Patch avrebbe immerso un oggetto acuminato e possibilmente arrugginito in quello che restava delle sue ali.
Okay, muoviamoci mi richiam all'ordine Scott dando un'occhiata al suo orologio. Mancano solo quindici minuti.
Afferrai Pepper per la manica prima che se la desse a gambe. Non dimenticare la tua parte, Pepper. Dopo la cattura del tuo ricattatore non darai pi fastidio a Patch.
Annu vigorosamente. Lo lascer in pace: hai la mia parola d'onore. Il lampo maligno e astuto che gli pass negli occhi per un istante non mi piacque affatto. Poi aggiunse una frase sibillina: Ma non potr farci niente se verr lui a cercarmi.

28
Scott guid la sua Barracuda attraverso la citt, io ero seduta accanto a lui. Lo stereo, a basso volume, diffondeva la musica dei Radiohead.
I lineamenti duri e decisi del mio amico sparivano e ricomparivano quando passavamo sotto la luce dei lampioni. Stringeva il volante con entrambe le mani.
Sei nervoso? gli chiesi.
Non insultarmi, Grey. Sorrise, ma capii che era teso.
Allora, cosa sta succedendo tra te e Vee? domandai cercando di distrarre entrambi da ci che la serata aveva in serbo per noi. Non c'era bisogno di farne un'ossessione, o di pensare al peggio. I eravamo Patch, Scott e io contro Dabria. L'avremmo catturata in meno di due secondi.
Non fare la pettegola con me.
 una domanda legittima.
Scott alz il volume dello stereo. Non sono il tipo che va in giro a raccontare certe cose.
Quindi avresti qualcosa da raccontare! esultai sgranando gli occhi. C' altro che dovrei sapere?
Gli sfugg un rapido sorriso. Assolutamente no. Alla curva successiva comparve il cimitero e Scott lo indic con un cenno del capo. Dove vuoi che parcheggi?
Qui. Proseguiamo a piedi.
Scott annu.  pieno di alberi, sar facile nascondersi. Tu sarai nel parcheggio lass?
A godermi la vista panoramica. Patch si piazzer al cancello meridionale. Non ti staccheremo gli occhi di dosso nemmeno per un istante.
So benissimo che tu non lo farai.
Preferii non raccogliere la provocazione e non fare commenti sulla rivalit tra Patch e Scott. Patch si fidava di Scott come di un serpente a sonagli, ma avrebbe mantenuto la parola: sarebbe venuto.
Scendemmo dall'auto. Scott si cal il cappuccio sul viso per nasconderlo e s'ingobb. Come sto?
Sembri il gemello perduto di Pepper. Ricorda, appena il ricattatore entra nel mausoleo ammanettalo con la frusta. Aspetto la tua chiamata.
Scott strinse il pugno e lo appoggi al mio - per augurarmi buona fortuna, immagino -, poi si avvi di buon passo verso il cancello, che scavalc agilmente scomparendo nel buio.
Chiamai Patch. Dopo alcuni squilli entr in funzione la segreteria telefonica. Registrai poche parole con impazienza. Scott  entrato nel cimitero. Io sto raggiungendo la mia postazione. Chiamami appena senti il messaggio: devo essere sicura che sei in posizione.
Riagganciai rabbrividendo per il vento. Folate gelide scuotevano i rami spogliati dall'autunno, provocando sordi scricchiolii. Mi cacciai le mani sotto le ascelle per scaldarle. C'era qualcosa che non quadrava. Patch non era il tipo da ignorare le chiamate, soprattutto le mie, specie in situazioni di emergenza. Avrei voluto parlare con Scott della strana piega presa dagli eventi, ma era gi svanito. Se l'avessi rincorso avrei rischiato di mandare a monte tutta l'operazione. Cos risalii verso il parcheggio costruito sulla collina che dominava il cimitero.
Quando fui in posizione osservai le file di lapidi che facevano capolino dall'erba tanto scura da apparire nera; le statue degli angeli dalle ali mozzate sembravano galleggiare a pochi centimetri dal terreno. La luna era nascosta dalle nuvole e due dei cinque lampioni che illuminavano il parcheggio non funzionavano. Sotto di me, il mausoleo bianco emanava un lieve bagliore.
Scott! Gli urlai nella mente. Mi rispose solo l'ululato del vento che spazzava le colline, cos immaginai che fosse gi troppo lontano per sentirmi. Non sapevo quale fosse la portata dei linguaggio mentale e mi dissi che forse non superava certe distanze.
Il parcheggio era circondato da un muro di pietra; mi accovacciai dietro di esso senza staccare gli occhi dal mausoleo.
All'improvviso, un cane nero dalle lunghe zampe scavalc il muretto, facendomi quasi perdere l'equilibrio per lo spavento. Mi scrut con due occhi selvaggi, poi cominci a camminare lungo il muretto, ringhiando per difendere il suo territorio prima di sparire. Grazie al cielo.
Avevo la vista pi potente di quando ero umana, ma ero troppo lontana dal mausoleo per riuscire a distinguere tutti i dettagli che avrei voluto. La porta sembrava chiusa, ma la cosa non mi insospett: Scott doveva essersela chiusa alle spalle.
Trattenni il fiato aspettando che ricomparisse trascinandosi dietro Dabria, legata e inoffensiva. I minuti passavano. Cambiai appena posizione per non intorpidire le gambe e controllai il cellulare: nessuna chiamata. Potevo solo dare per scontato che Patch si stesse attenendo al piano e tenesse d'occhio il cancello meridionale.
A un tratto la mia mente fu percorsa da un pensiero terribile. E se Dabria non si fosse lasciata ingannare dal travestimento di Scott? Se aveva sospettato che Pepper avesse portato dei rinforzi? Mi si contrasse lo stomaco. Se aveva chiamato Pepper per incontrarlo altrove, dopo che Scott e io ce n'eravamo andati dalla Sacca del Diavolo? Be, in quel caso, Pepper mi avrebbe telefonato: ci eravamo scambiati i numeri.
Ero assorta in questi pensieri inquietanti quando ricomparve il cane nero, che ricominci a ringhiare all'ombra del muro. Aveva minacciosamente tirato indietro le orecchie e inarcato la schiena.
Vattene, bestiaccia! gli sibilai facendo un gesto con la mano.
Questa volta mi mostr le zanne bianchissime, raspando la polvere con ferocia. Stavo per spostarmi lungo il muro e mettere tra me e il cane una distanza di sicurezza quando...
Un filo elettrico rovente mi circond saldamente la gola impedendomi di respirare. Lo afferrai con le unghie sentendo che si stringeva sempre di pi. Ero caduta sulla schiena e avevo le gambe percorse da spasmi. Con la coda dell'occhio vidi che il filo emanava una luce azzurrognola. Mi bruciava la pelle come se fosse stato immerso nell'acido. Le dita mi si cosparsero di vesciche nei punti in cui l'avevo toccato provocandomi un dolore atroce.
Il mio assalitore diede uno strattone al cavo, stringendolo di pi; lampi di luce cominciarono a danzarmi davanti agli occhi. Un'imboscata.
Vidi che il cane continuava ad abbaiare furiosamente camminando in cerchio, ma la sua immagine si stava dissolvendo. Stavo svenendo. Chiamai a raccolta le poche energie residue e mi concentrai sul cane. Mordi! Mordi il mio assalitore!
Ero troppo stremata per tentare un trucco mentale contro chi mi stava aggredendo. Sapevo che si sarebbe accorto dei miei goffi tentativi di dominargli la mente. Anche se non avevo mai cercato di usare un trucco simile con una bestia, il cane avrebbe offerto minore resistenza di un Nephilim o di un angelo caduto.
Attacca! Ordinai di nuovo al cane, prima di scivolare dentro un tunnel di nausea.
Con mia enorme sorpresa il cane scatt e addent la gamba del mio aggressore. Incredibile! Sentii il suono secco delle zanne contro l'osso e l'imprecazione soffocata di una voce maschile. Rimasi inebetita: mi era familiare. Conoscevo quella voce. Mi fidavo di quella voce.
Alimentata dalla rabbia e dalla dolorosa consapevolezza di essere stata tradita, raccolsi tutte le mie forze ed entrai in azione. Il morso del cane aveva distratto l'aggressore costringendolo ad allentare la presa sul cavo, che afferrai saldamente con entrambe le mani ignorando il bruciore quel tanto che bastava a strapparmelo dal collo e a gettarlo lontano. Il cavo si contrasse sulla ghiaia come un serpente velenoso. Lo riconobbi all'istante.
Era la cintura di Scott.

29
Ma non era stato Scott ad aggredirmi. Boccheggiando e inspirando l'aria a pieni polmoni vidi Dante, proprio mentre lui reagiva voltandosi su se stesso e piantandomi i piedi nello stomaco. Purtroppo per lui rimbalz indietro cadendo a terra.
I suoi occhi erano duri come la pietra, ma anche sbigottiti. Gli saltai addosso, mi misi a cavalcioni sul suo petto e gli sbattei ripetutamente la testa a terra, pi volte, senza piet. Non abbastanza per fargli perdere i sensi, per, volevo solo stordirlo per farlo parlare. Io avevo un sacco di domande, e lui doveva rispondermi subito.
Portami la cintura, ordinai al cane instillandogli nella mente l'immagine dell'oggetto perch capisse ci che gli chiedevo di fare.
Il cane, obbediente, si avvi trotterellando e afferr la cintura tra i denti. Era immune all'arte diabolica, senza dubbio. Possibile che non avesse alcun effetto sui cani? Comunque avevo fatto una scoperta incredibile: ero in grado di parlare alla loro mente. Perlomeno, alla mente di questo cane.
Feci voltare Dante sulla pancia e usai la sua frusta per ammanettarlo. Gemette in segno di protesta.
Mi alzai e gli sferrai un calcio nelle costole per svegliarlo e ottenerne l'attenzione. Spero proprio che le tue prime parole contengano una spiegazione credibile sibilai.
Aveva una guancia affondata nella ghiaia, ma non abbastanza da nascondere un sorriso sfrontato. Non sapevo che fossi tu protest con finto candore. Stava prendendomi in giro.
Mi accovacciai accanto a lui e gli piantai negli occhi uno sguardo di fuoco. Se non vuoi parlare con me posso sempre consegnarti a Patch. E sappiamo entrambi che sarebbe molto, molto pi spiacevole.
Patch sghignazz Dante. Prova pure a chiamarlo e vediamo se ti risponde.
Un terrore gelido mi attanagli il cuore. Cosa vuoi dire?
Liberami le mani e forse ti racconter cosa gli ho fatto, in ogni minimo dettaglio.
Lo schiaffeggiai con tanta forza che mi feci male alla mano. Dov' Patch? insistetti cercando di scacciare il panico dalla mia voce. Sapevo che Dante avrebbe goduto del mio terrore.
Vuoi sapere cosa ho fatto a Patch... o cosa ho fatto a Patch e a Scott?
Mi manc la terra sotto i piedi. Era davvero un'imboscata! Dante aveva messo fuori gioco Patch e Scott, poi era venuto a vedersela con me. Ma perch?
Ricomposi da sola il puzzle.
Sei tu il ricattatore di Pepper Friberg. Per questo sei venuto al cimitero, giusto? Non stare nemmeno a rispondermi.  l'unica spiegazione possibile. Ero sicura al cento per cento che la colpevole fosse Dabria. Se non ne fossi stata tanto ottusamente convinta forse sarei riuscita a vedere la situazione con pi chiarezza, avrei considerato altre possibilit, colto certi particolari.
Dante sospir evasivo. Parler solo con le mani libere, altrimenti da me non sentirai una parola.
Ero cos infuriata che rimasi sorpresa quando gli occhi mi si riempirono di lacrime. Mi ero fidata di Dante. Gli avevo permesso di allenarmi e consigliarmi. Eravamo amici. Avevo cominciato a considerarlo uno dei miei alleati nel mondo dei Nephilim. Senza la sua guida non sarei riuscita a raggiungere la met dei progressi che vedevo in me.
Perch l'hai fatto? Perch hai ricattato Pepper? Perch? gli gridai quando Dante si limit a fissarmi, chiuso in un silenzio arrogante.
Non riuscii a tempestarlo ancora di calci. Ero cos stravolta dal dolore per essere stata tradita che faticavo a stare in piedi. Mi appoggiai al muro e cercai di respirare a fondo per schiarirmi le idee. Mi tremavano le ginocchia e avevo la gola chiusa.
Liberami le mani, Nora. Non volevo farti del male, davvero. Avevo solo bisogno di calmarti, ecco tutto. Avevo intenzione di spiegarti quello che sto facendo e perch. Parlava con calma, con sicurezza, ma questa volta non ci sarei cascata.
Patch e Scott sono feriti? chiesi. Patch non era in grado di provare dolore fisico, ma questo non significava che Dante non stesse usando qualche nuova stregoneria per fargli del male.
No. Li ho solo legati come tu hai fatto con me. Non li ho mai visti cos infuriati, nessuno dei due, ma non sono in pericolo. L'arte diabolica non gli fa bene, ma possono resistere un altro po senza sgradevoli effetti collaterali.
Allora ti dar tre minuti esatti per rispondere alle mie domande prima che vada a liberarli. Se non mi darai le risposte che desidero allo scadere dei tre minuti, chiamer i coyote che infestano queste zone. Sono un incubo per gli abitanti: mangiano cani e gatti, specie quando arriva l'inverno e il cibo scarseggia. Ma sono certa che anche tu guardi il telegiornale.
Dante emise una specie di grugnito. Di cosa cavolo stai blaterando?
Riesco a parlare alla mente degli animali, Dante. Per questo il cane ti ha aggredito proprio quando avevo bisogno di lui. Sono certa che ai coyote non dispiacerebbe uno spuntino fuori programma. Non posso ucciderti ma questo non significa che non riesca a farti pentire amaramente di avermi trattata cos. Domanda numero uno: perch ricatti Pepper Friberg? I Nephilim non vanno molto d'accordo con gli arcangeli.
Dante fece una smorfia mentre cercava senza riuscirci di rotolare sulla schiena. Slegami, cos potremmo parlare come due persone civili.
Hai eliminato dal gioco le buone maniere nel momento in cui hai cercato di strangolarmi.
Mi serviranno pi di tre minuti per spiegarti cosa sta succedendo ribatt Dante senza sembrare minimamente spaventato dalla mia minaccia. Decisi che era giunto il momento di dimostrargli che facevo sul serio.
 ora della pappa, dissi al cane che era rimasto nei paraggi a osservare la scena. Ora non aveva pi il pelo dritto e vidi che era pelle e ossa. Se mi servivano altre prove della fame che lo consumava, bastavano i suoi movimenti nervosi e la lingua che si passava continuamente sui baffi. Per fargli capire meglio il mio ordine gli trasmisi un'immagine della carne di Dante e io mi allontanai di un passo. Il cane gli fu addosso con un balzo e gli affond le zanne nel braccio.
Dante imprec e cerc di scostarsi. Non potevo permettere a Pepper di rovinare i miei piani! grid alla fine. Richiama il cane!
Quali piani?
Dante sollev la mano per difendersi dal cane. Gli arcangeli hanno spedito Pepper sulla Terra per condurre un'indagine su me e Blakely.
Annuii. Sospettano che l'arte diabolica non sia scomparsa insieme a Hank, e che voi due la stiate ancora usando, ma vogliono esserne sicuri prima di intervenire. S, ha senso. Continua.
Quindi dovevo distrarre Pepper, okay? Toglimi di torno questo maledetto cane!
Cominciavo a capire il seguito della storia. Hai fatto conoscere a Pepper le meraviglie del gioco d'azzardo per tenerlo occupato e togliertelo dai piedi. Bravo, stai per far spedire sulla Terra l'ennesimo angelo caduto.
Non credevo che sarebbe stato cos facile.
Ancora non mi hai raccontato perch lo ricatti. Gli hai fatto perdere la testa per il gioco cos potevi togliertelo dai piedi?
Dante fece un'altra smorfia, cercando di evitare i denti aguzzi del mio nuovo migliore amico e strill: Smettila di torturarmi.
Prima parli, prima far in modo che il mio amico trovi qualcos'altro per merenda.
Gli angeli caduti hanno bisogno che Pepper streghi alcuni oggetti. Dovrebbe usare i poteri celesti. Sanno che esiste l'arte diabolica e sanno che siamo Blakely e io a controllarla, quindi vogliono difendersi. Ovviamente non vogliono che i Nephilim abbiano una possibilit di vincere. Sono loro a ricattare Pepper.
Okay, anche questa nuova informazione sembrava plausibile. C'era un particolare, per, che non aveva senso. E tu come sei rimasto invischiato in questa storia?
Lavoro per gli angeli caduti mormor a voce cos bassa che non fui sicura di aver capito bene.
Mi avvicinai a lui. Potresti ripetere, per favore?
Sono un venduto. Sei soddisfatta adesso? I Nephilim non vinceranno questa guerra aggiunse come per scusarsi. Non hanno alcuna possibilit di farcela e alla fine gli angeli caduti vinceranno. E non solo perch vogliono servirsi dei poteri celesti: hanno gli arcangeli dalla loro parte. Esistono legami profondi tra loro. Per noi Nephilim  diverso. Gli arcangeli considerano la nostra razza un abominio. Vogliono toglierci di mezzo, e se questo significa allearsi temporaneamente con gli angeli caduti, ben venga. Solo i Nephilim che creeranno alleanze con gli angeli caduti - da subito - hanno qualche speranza di sopravvivere.
Fissai Dante allibita. Faticavo a credere alle mie orecchie. Dante
Matterazzi in combutta con il nemico. Lo stesso Dante che era stato il braccio destro della Mano Nera, lo stesso Dante votato alla causa che mi aveva addestrata. Non riuscivo nemmeno a concepirlo. E l'esercito Nephilim? chiesi cominciando ad arrabbiarmi sul serio.
 condannato. In fondo al cuore lo sai anche tu. Ormai non manca molto. Presto gli angeli caduti faranno la loro mossa, e noi saremo costretti alla guerra. Ho accettato di consegnargli l'arte diabolica, cos potranno contare sui poteri dell'inferno oltre che su quelli del paradiso, per non parlare del sostegno degli arcangeli. Finir tutto in meno di un giorno. Se mi aiuti a fare in modo che Pepper streghi quegli oggetti parler in tuo favore. Far in modo che alcuni degli arcangeli pi influenti sappiano che ci hai aiutato e sei fedele alla causa.
Feci un passo indietro e vidi Dante con occhi nuovi. Non sapevo pi chi fosse. In quel momento per me era un perfetto sconosciuto, anzi peggio. Io non... questa storia della rivoluzione... erano tutte balle? riuscii finalmente a mormorare con voce strozzata.
Istinto di conservazione, Nora rispose. L'ho fatto per salvare me stesso.
E gli altri Nephilim? balbettai.
Il suo silenzio mi rivel quanto gli importasse della loro salvezza. Dante pensava solo a salvare la pelle, fine della storia.
Ma loro credono in te protestai sentendomi invadere da un'amarezza senza fine. Contano su di te.
In realt contano su di te.
Trasalii. Il pieno significato della responsabilit che mi gravava sulle spalle mi fu chiaro solo in quell'istante. Ero il loro capo. Ero il simbolo della loro lotta. E il mio consigliere pi fidato mi aveva tradito. Se l'esercito si reggeva in piedi a malapena prima, adesso era praticamente in ginocchio.
Non puoi farmi questo lo minacciai. Ti denuncer, racconter a tutti cos'hai intenzione di fare. Non so molto delle leggi
Nephilim, ma sono sicura che prevedano delle punizioni per i traditori. Scommetto che non somigli molto a un processo regolare!
E chi ti creder? obiett Dante con semplicit. Se io dico che la traditrice sei tu, a chi daranno ascolto secondo te?
Aveva ragione. A chi avrebbero creduto i Nephilim? Alla giovane, inesperta impostora messa al potere dal padre morto o all'uomo forte, esperto e carismatico che aveva l'aspetto e le capacit di un dio romano?
Ho delle foto di te con Patch continu Dante. Di te con Pepper. Addirittura alcune in cui sei insieme a Dabria; sembrate in rapporti molto amichevoli. Scaricher su di te tutte le colpe, Nora. Stai dalla parte degli angeli caduti. Ti far passare per una traditrice. Ti distrugger.
Non puoi farlo ringhiai ribollendo di rabbia.
Hai imboccato un vicolo cieco. Questa  la tua ultima possibilit di salvarti. Vieni con me. Sei pi forte di quanto tu stessa creda. Saresti un aiuto prezioso e, insieme, diventeremo una squadra invincibile.
Lo interruppi con una risata feroce. Oh, non ho pi nessuna intenzione di aiutarti! Afferrai un grosso sasso dal muro per fracassargli il cranio, farlo svenire e chiedere aiuto a Patch per decidere cosa farne di lui, quando un ghigno crudele e beffardo deform i lineamenti di Dante facendolo sembrare pi simile a un demonio che a un dio dell'antica Roma.
Che spreco mormor. Aveva un'espressione troppo compiaciuta per un prigioniero. Quando me ne accorsi un orribile sospetto cominci a. prendere forma nel mio cervello. La frusta che gli stringeva i polsi non gli aveva provocato le vesciche che erano venute a me. Anzi, a parte la faccia premuta nella ghiaia, non sembrava nemmeno scomodo.
La frusta scatt sui polsi di Dante, liberandolo, e un istante dopo era gi in piedi.
Pensavi davvero che avrei permesso a Blakely di creare un'arma che potesse essere usata contro di me? ghign scoprendo i denti. Comand alla frusta di scagliarsi contro di me. Il mio corpo fu investito da un'ondata di calore insopportabile. Persi l'equilibrio. Caddi di schianto e mi manc il respiro. Stordita dall'impatto gattonai all'indietro, cercando di mettere a fuoco Dante.
Forse ti interesser sapere che ho intenzione di usurpare il tuo posto nell'esercito Nephilim ringhi Dante. Posso contare sull'appoggio degli angeli caduti al gran completo. Il piano  guidare l'esercito tra le loro grinfie. Non capiranno cosa ho in mente fino a quando sar troppo tardi.
Il motivo per cui Dante mi diceva quelle cose poteva essere uno solo. Era convinto che non avessi nessuna possibilit di fermarlo. Io, per, non intendevo gettare la spugna. Non in quel momento, n mai. Hai giurato a Hank di aiutarmi a guidare il suo esercito verso la libert, idiota arrogante che non sei altro. Se cerchi di strapparmi il potere dovremo sopportare entrambi le conseguenze di aver tradito il giuramento. Moriremo, Dante. E non  una cosetta da poco gli ricordai cinicamente.
Dante mi rise in faccia. Oh, gi, il giuramento, la bugia del secolo. Quando l'ho pronunciato pensavo solo che servisse a farti fidare di me. Non che fosse necessario, intendiamoci. L'arte diabolica che ti ho fatto assaggiare  stata pi che sufficiente a costringerti a farlo.
Non avevo pi tempo per comprendere l'enormit del tradimento di Dante. La frusta mi sferz una seconda volta, dilaniandomi la carne. Fu soltanto l'istinto di sopravvivenza a spingermi all'azione. Scavalcai il muretto. Mentre cadevo dalla parte opposta, sentii il cane che abbaiava e partiva all'attacco. La ripida collina, resa scivolosa dalla rugiada, mi fece rotolare verso le lapidi sottostanti.

30
Quando arrivai in fondo alzai gli occhi. Dante non era in vista. In compenso, il cane nero si era lanciato al mio inseguimento. Mi raggiunse e cominci a saltellarmi intorno. Sembrava quasi preoccupato. Mi misi a sedere. Spesse nubi oscuravano in parte la luna, e rabbrividii con violenza quando il freddo intenso mi morse la pelle. D'un tratto mi resi conto di dove mi trovavo: scattai in piedi e mi buttai a capofitto nel labirinto di lapidi, dirigendomi verso il mausoleo. Con mia grande sorpresa il cane mi super e cominci a correre davanti a me, voltandosi per verificare se lo seguivo.
Scott! gridai spalancando la porta del mausoleo e fiondandomi dentro.
Non c'erano finestre, il buio era totale. Bruciando di impazienza tesi le mani e proseguii a tentoni. Inciampai contro un piccolo oggetto e sentii che rotolava via. Tastando con le mani il gelido pavimento di pietra trovai e afferrai la torcia che Scott aveva portato con s ed evidentemente perso. L'accesi.
Ed eccolo, l nell'angolo. Scott era disteso sulla schiena, con gli occhi aperti ma lo sguardo assente. Corsi da lui e lo liberai dalla frusta che lo teneva legato. Mandava lampi azzurrognoli e gli stava bruciando i polsi. Come lo sfiorai mugol per il dolore.
Credo che Dante se ne sia andato, ma sta attento lo stesso lo avvertii. C' un cane che fa la guardia fuori dalla porta,  con noi. Rimani qui, e aspettami. Devo andare a cercare Patch.
Scott si lament, questa volta maledicendo il nome di Dante. Non ne avevo proprio idea borbott.
Be, eravamo in due.
Corsi fuori e attraversai come un razzo il cimitero che, nel frattempo era sprofondato nell'oscurit quasi totale. Mi gettai in una siepe, creandomi a forza una scorciatoia verso il parcheggio. Scavalcai il recinto di ferro e mi precipitai verso l'unico mezzo che si trovava l, un pickup nero.
Ero ancora a qualche metro di distanza quando vidi l'ormai familiare e spettrale luce azzurrognola mandare bagliori da dietro il finestrino. Spalancai il portellone e trascinai fuori Patch. Lo adagiai sull'asfalto e cominciai il laborioso procedimento per liberarlo dalla frusta, che gli serpeggiava addosso e gli bloccava le braccia contro il petto come uno strumento di tortura medievale. Aveva gli occhi chiusi e la pelle di uno strano colorito livido. Finalmente riuscii a strappargli la frusta dal corpo e la scagliai lontano, senza nemmeno far caso alle mie dita bruciate.
Patch lo chiamai scuotendolo. Mi vennero le lacrime agli occhi mentre la preoccupazione mi stringeva la gola. Svegliati, Patch. Lo scossi pi forte. Non ti preoccupare, presto starai bene. Dante se n' andato, ti ho liberato dalla frusta. Svegliati, ti prego. Mi sforzai di sembrare forte e calma. Andr tutto bene, siamo insieme adesso. Devi aprire gli occhi, ti prego. Devo sapere che mi senti.
Il suo corpo scottava come se avesse la febbre; ne percepivo il calore attraverso i vestiti. Ansimai quando vidi le vesciche nei punti in cui la frusta era stata a contatto con la sua pelle. In alcuni punti era accartocciata e annerita come carta bruciata. Sembrava che qualcuno l'avesse torturato con una fiamma ossidrica.
Sapevo che non poteva provare dolore, ma io s, eccome. Connessi la mascella, mentre Podio nei confronti di Dante aumentava e le lacrime mi rigavano le guance. Dante aveva commesso un errore imperdonabile. Patch era tutto per me, e se l'arte diabolica gli avesse arrecato ferite permanenti, io avrei fatto in modo che Dante se ne pentisse fino alla fine dei suoi giorni, che comunque non sarebbero stati molti se fosse dipeso da me. Ero arrabbiata, ma pi ancora ero disperata per le condizioni di Patch. Dolore, rimorso e un terrore gelido come il ghiaccio si impadronirono di me.
Ti prego sussurrai con voce tremante. Per favore, Patch, svegliati supplicai accostando la mia bocca alla sua, sperando che il mio bacio lo svegliasse per miracolo. Scossi la testa con violenza per scacciare i pensieri pi terribili. Non avrei permesso che prendessero forma dentro di me. Patch era un angelo caduto, non poteva essere ferito. Non cos. Non importava quanto potente fosse quella stregoneria, non poteva causare a Patch danni permanenti.
Sentii le dita di Patch stringere le mie un attimo, prima che la sua voce bassissima mi vibrasse nella mente. Angelo.
A quella parola il mio cuore si mise a fare capriole di gioia. Sono qui, sono qui con te. Ti amo, Patch, ti amo da morire, gli dissi singhiozzando. Incollai le mie labbra alle sue. Ero seduta a cavalcioni sui suoi fianchi, china su di lui. Dovevo assolutamente abbracciarlo. All'improvviso lui mi restitu l'abbraccio con un tale impeto che gli crollai addosso.
Ti sto schiacciando, ti faccio male gridai dimenandomi per spostarmi di fianco. L'arte diabolica... la tua pelle...
Sei l'unica cura che mi fa stare meglio, angelo mormor trovando la mia bocca e impedendomi con un bacio di continuare a protestare. Teneva gli occhi chiusi, piccole rughe di stanchezza e stress gli segnavano il viso, ma il modo in cui mi baci sciolse ogni timore dentro di me. Mi rilassai, mi scostai dal suo corpo snello. La sua mano si insinu dentro la mia maglia e la sentii calda e forte sulla pelle quando mi attir a s.
Ero sconvolta al pensiero che ti fosse successo qualcosa mormorai con la voce strozzata.
Anch'io ero sconvolto perch temevo che fosse successo qualcosa a te.
L'arte diabolica... cominciai.
Patch sospir sotto di me, e il mio corpo si abbass con lui. Il suo respiro profumava di sollievo e di indicibili emozioni. I suoi occhi, in cui era rimasta solo la sincerit, trovarono i miei. La mia pelle si pu sostituire. Tu no, angelo. Quando Dante se n' andato ho pensato che fosse finita. Ho pensato che questa volta non sarei riuscito a salvarti. Non ho mai pregato cos tanto.
Sbattei le palpebre per fermare le lacrime che mi brillavano sulle ciglia. Se ti avesse strappato a me... Ero troppo emozionata per terminare la frase.
Ha cercato di strapparti a me, e questo basta a trasformarlo in un uomo morto. Non la passer liscia. Gli ho perdonato tante cose perch volevo essere civile e comprensivo, visto che sei il capo dell'esercito del suo predecessore, ma stanotte ha esagerato. Ha usato l'arte diabolica contro di me. Non gli devo pi nulla. La prossima volta che ci incontreremo, giocheremo secondo le mie regole. Nonostante la spossatezza del suo corpo, trasformato in un nodo di muscoli contratti, nella sua voce non c'era traccia di incertezza o di compassione.
Lavora per gli angeli caduti, Patch. Ce l'hanno in pugno.
Non avevo mai visto Patch tanto sorpreso. Spalanc gli occhi neri, sconvolto. Te l'ha detto lui?
Annuii lentamente. Ha detto che  impossibile per i Nephilim vincere questa guerra. Nonostante le parole piene di speranza con cui li ha blanditi e convinti del contrario aggiunsi con amarezza.
Ha nominato qualche angelo caduto in particolare?
No. Ha tradito i Nephilim solo per salvarsi la pelle, Patch. Ha detto che al momento della battaglia gli arcangeli si schiereranno dalla vostra parte. Dopotutto tra loro ci sono legami profondi. Il sangue non  acqua, anche se  sangue cattivo. E c' dell'altro. Inspirai a fondo prima di proseguire. La prossima mossa di Dante sar quella di destituirmi per condurre i Nephilim proprio tra le braccia degli angeli caduti.
Patch rimase senza parole, annichilito. I suoi occhi neri per, duri come la pietra, mandavano lampi. Come me era consapevole che se Dante fosse riuscito a sottrarmi il titolo sarei venuta meno al giuramento fatto a Hank. E che la sconfitta significava una cosa sola per me: morte.
Dante  anche il ricattatore di Pepper aggiunsi.
L'ho capito quando mi ha teso l'imboscata. Come se l' cavata Scott?
 ancora nel mausoleo. C' un cane randagio incredibilmente intelligente a fargli la guardia.
Patch inarc un sopracciglio. Ho capito bene?
S, e secondo me quel cane ti vuole rubare il ruolo di mio angelo custode. Ha spaventato Dante e se sono qui  solo merito suo.
Patch mi accarezz uno zigomo con il dito. Allora devo ringraziarlo per avere salvato la mia ragazza.
Nonostante le circostanze sorrisi. Ti piacer, vedrai. Avete gli stessi gusti in fatto di moda.
Due ore dopo parcheggiai il pickup di Patch nel suo garage. Lui era abbandonato sul sedile del passeggero, pallidissimo, ancora con quel colorito azzurrognolo. Mi rivolgeva il suo solito sorriso, ma mi resi conto che anche quel piccolo gesto gli costava fatica; lo faceva solo per rassicurarmi. L'arte diabolica lo aveva molto indebolito, e non potevamo sapere per quanto tempo sarebbero durati gli effetti. Ero felice che Dante fosse scappato. Pensavo di dover ringraziare ancora una volta il mio nuovo amico per quel tempismo. Se Dante fosse rimasto, finendo quello che aveva cominciato, avremmo corso tutti un pericolo dal quale forse non saremmo riusciti a scampare.
Ancora una volta ringraziai in cuor mio il randagio. Battagliero e incredibilmente intelligente. E fedele fino alla morte.
Patch e io eravamo rimasti al cimitero con Scott fino a quando si era ripreso abbastanza da poter guidare fino a casa sua. Per quanto riguardava il cane nero, nonostante vari tentativi di seminarlo - l'avevamo anche scaricato di peso dal pickup di Patch - era riuscito ad averla vinta con cocciutaggine tipicamente canina. Cos ci eravamo arresi accordandogli il permesso di venire con noi. L'avrei portato a un rifugio per cani dopo aver dormito quel tanto che bastava per ricominciare a ragionare.
Anche se morivo dalla voglia di crollare accanto a Patch nell'istante stesso in cui entrai in casa sua, avevo molto da fare. Dante era molto pi avanti di noi. Se avessimo perso tempo a riposare prima di prendere le contromisure necessarie, tanto valeva sventolare bandiera bianca e dichiararci sconfitti.
Percorsi a grandi passi la cucina di Patch, avanti e indietro, massaggiandomi il collo con le mani come se quel gesto potesse spremermi dal cervello un piano brillante. Cosa stava pensando Dante in quel preciso momento? Quale sarebbe stata la sua prossima mossa? Aveva minacciato di distruggermi se l'avessi accusato di tradimento, quindi aveva preso in considerazione l'idea che potessi farlo davvero. Quindi c'erano solo due cose che poteva lare: procurarsi un alibi di ferro; oppure, e questa seconda ipotesi era molto pi preoccupante, battermi sul tempo mettendo in giro la voce che la traditrice ero io. Quel pensiero mi paralizz.
Raccontami tutto dall'inizio mi consigli Patch dal divano, lira cos stanco che sussurrava appena, ma i suoi occhi brillavano d'ira feroce. Si cacci un cuscino dietro la testa e concentr su di me tutta la sua attenzione. Dimmi esattamente com' andata.
Quando Dante mi ha detto che lavora per gli angeli caduti ho minacciato di accusarlo di tradimento, ma lui si  semplicemente messo a ridere dicendo che nessuno mi avrebbe creduto.
Vero conferm Patch con brutale onest.
Appoggiai la testa contro il muro con un sospiro di esasperazione. Poi mi ha detto che progetta di soffiarmi il posto di leader dell'esercito. I Nephilim lo adorano. Vorrebbero che il capo fosse lui, lo so. E non mi ascolteranno se cercher di metterli in guardia. Lo accoglieranno a braccia aperte come nuovo capo. Io non vedo soluzione. Ci ha battuti.
Patch non rispose subito. Quando lo fece la sua voce era tranquilla. Se accuserai pubblicamente Dante darai ai Nephilim un'ottima ragione per coalizzarsi contro di te, questo  vero. La tensione si taglia con il coltello e cercano qualcuno contro cui sfogare la loro insicurezza. Per questo la tua prossima mossa non sar quella.
E cosa dovrei fare secondo te? chiesi voltandomi per guardarlo dritto negli occhi. Aveva qualcosa in mente, questo era chiaro, ma non riuscivo a immaginare cosa.
Lasceremo che sia Pepper a sistemare Dante per noi.
E Pepper lo far perch non pu correre il rischio che Dante faccia la spia agli arcangeli? Ma allora perch Pepper non ha gi fatto sparire Dante?
Pepper non ha intenzione di sporcarsi le mani. Non vuole lasciare tracce che permettano agli arcangeli di risalire fino a lui. L'espressione di Patch s'indur. Ora comincio ad avere un'idea abbastanza precisa di quello che Pepper voleva da me.
Secondo te Pepper sperava che ti incaricassi tu di far sparire Dante? Era questa la sua cosiddetta offerta di lavoro?
Gli occhi di Patch si fissarono nei miei. C' un solo modo per scoprirlo.
Ho il numero di cellulare di Pepper, organizzer un incontro proposi disgustata. Avevo pensato che Pepper avesse gi toccato il fondo, e invece... Invece di stringere i denti e risolversi da solo i suoi problemi, quel codardo aveva cercato di far correre tutti i rischi a Patch.
Sai, angelo, Pepper ha qualcosa che potrebbe tornarci utile aggiunse Patch pensoso. Qualcosa che forse potremmo convincerlo a rubare dal paradiso, se ce la giochiamo bene. Ho cercato di evitare la guerra, ma forse  arrivato il momento di combattere. Mi fiss ancora, intensamente. Finalmente saremo liberi. Insieme. Potremo dire addio alla guerra e a Cheshvan.
Stavo per chiedergli cosa intendesse dire, poi all'improvviso ci arrivai da sola. Ma certo! Era ovvio. Perch non ci avevo pensato prima? S, Pepper aveva accesso a qualcosa che ci avrebbe permesso di trattare con gli angeli caduti e assicurarmi la fiducia dei Nephilim. Per... volevamo davvero intraprendere quel cammino? Era giusto mettere in grave pericolo tutti gli angeli caduti della Terra?
Non so, Patch...
Lui si alz e prese il giubbotto di pelle. Chiama Pepper. Dobbiamo parlargli subito.
Il parcheggio dietro il distributore di benzina era vuoto. Il cielo era nero, lo stesso colore delle finestre sporche del negozio. Patch parcheggio la moto e smontammo. Una sagoma bassa e grassoccia usc dall'ombra e, dopo essersi guardata ansiosamente intorno, trotterell verso di noi.
Pepper arricci il naso alla vista di Patch. Non hai una bella cera, caro amico. Credo sia il caso di dire che la vita sulla Terra non ti si conf.
Patch ignor l'insulto. Sappiamo che  Dante a ricattarti.
S. S, Dante, quel porco schifoso. Raccontami qualcosa che non so.
Sono qui per sapere qual  la tua offerta di lavoro.
Pepper giunse le mani, tamburellando i polpastrelli l'uno con l'altro. I suoi occhi scaltri non si staccarono nemmeno per un secondo da quelli di Patch. So che tu e la tua qui presente ragazza avete ucciso Hank Millar Mi serve gente senza scrupoli come voi.
Ci hanno aiutato gli arcangeli gli ricord Patch.
Sono un arcangelo anch'io ribatt stizzosamente Pepper. Voglio che Dante muoia e vi fornir i mezzi per farlo.
Patch annu. Va bene, ma abbiamo un prezzo.
Pepper sbatt le palpebre, l'avevamo colto alla sprovvista. Forse non sperava di arrivare a un accordo con tanta facilit. Si schiar la voce. Cos'hai in mente?
Patch mi guard in tralice e io inclinai la testa di lato. Era ora di tirare fuori il proverbiale asso nella manica. Anche se avevamo avuto poco tempo per riflettere Patch e io avevamo deciso che non potevamo permetterci di non giocarci questa carta.
Vogliamo le piume di tutti gli angeli caduti che sono conservate in paradiso annunciai.
Il sorrisetto svan di colpo dal viso di Pepper, che scoppi in una risata gelida. Ma dico, siete impazziti? Non posso darvele. Ci vorrebbe un'intera commissione per consegnarvi quelle piume. E poi cosa vorreste farci, scusa? Un bel fal? Spedire tutti gli angeli caduti della Terra all'inferno?
Perch, ti dispiacerebbe? gli chiesi seria.
Cosa c'entra quello che penso io? grugn. Esistono regole e procedure. Solo gli angeli caduti che si sono macchiati di un crimine molto serio o hanno violato l'umanit possono essere spediti all'inferno.
Non importa, tu non hai molta scelta gli fece freddamente notare Patch. Sappiamo tutti e due che puoi procurarti le piume. Sai dove le conservano, e conosci le procedure per ottenerle. Hai tutto ci che ti serve. Studia un piano e agisci. Accetta, o dovrai affrontare Dante, con tutti i rischi che questo comporta.
Forse con una piuma potrei anche farcela, ma migliaia? Non ci riuscirei mai! protest Pepper con la sua vocetta stridula.
Patch fece un passo verso di lui e Pepper arretr spaventato, alzando di scatto le braccia per proteggersi il viso.
Guardati in giro sussurr Patch con una voce gelida come la morte. Sarebbe terribile se questo posto diventasse la tua casa per sempre. Diventerai un angelo caduto anche tu, e troveranno il modo per fartelo ricordare per l'eternit. Non supereresti neanche la prima settimana di iniziazione.
l'i-iniziazione?
Lo sguardo cupo di Patch mi fece rabbrividire fino alle ossa.
Co'cosa devo fare? gemette Pepper a voce bassa. Non posso affrontare l'iniziazione, non posso vivere per sempre sulla Terra. Devo assolutamente tornare in paradiso tutte le volte che voglio.
Allora procurati le piume.
Non posso f-f-farlo balbett Pepper.
Non hai altra scelta. Ci procurerai quelle piume, Pepper. E io uccider Dante. Hai gi elaborato un piano?
Un disperato cenno di assenso. Ti porter un pugnale speciale, che lo ammazzer. Se gli arcangeli ti daranno la caccia e ti azzardi a fare il mio nome quel pugnale ti taglier la lingua. L'ho stregato e non ti permetter di tradirmi.
Mi sta bene.
Se decidiamo di agire non potrai assolutamente contattarmi, non quando sono in paradiso. Nessuna comunicazione finch non ho finito. Sempre che riesca a finire piagnucol disperato. Quando mi sar procurato le piume te lo far sapere.
Ci servono per domani puntualizzai.
Per domani? ripet disperato. Ma ti rendi conto di cosa mi stai chiedendo?
Al pi tardi luned tronc Patch con un tono che non lasciava spazio a compromessi.
Pepper annu tremando. Prender quello che posso.
Devi prenderle tutte gli ricordai. Il nostro patto  questo.
Pepper deglut rumorosamente. Proprio tutte?
L'idea era quella, s. Se Pepper fosse riuscito a procurarsi quelle piume, i Nephilim sarebbero riusciti a vincere la guerra senza muovere un dito. Visto che non potevamo incatenare all'inferno gli angeli caduti con le nostre mani, avremmo lasciato che lo facesse al nostro posto il loro tallone di Achille, cio le piume appartenute un tempo alle loro ali. Ogni angelo caduto avrebbe avuto la possibilit di scegliere: o liberavano il loro vassallo Nephilim per poi giurare di mantenere la pace, o si sarebbero dovuti stabilire per sempre in una localit dove il clima era infinitamente pi torrido di quello di Coldwater, Maine.
Se il nostro piano avesse funzionato, Dante avrebbe potuto accusarmi di tradimento ma la cosa non mi avrebbe creato nessun problema. Se avessi vinto la guerra, i Nephilim non avrebbero chiesto altro. E anche se non si fidavano di me, io volevo vincere per loro. Era la cosa giusta da fare.
Incontrai lo sguardo di Pepper, trasformando i miei occhi in un muro di acciaio: Tutte.

31
Scott mi chiam appena Patch e io rientrammo nella villetta. Era domenica ormai, poco dopo le tre del mattino. Patch chiuse la porta dietro di noi e misi il cellulare in viva voce.
Forse abbiamo un problemino esord Scott. Ho ricevuto parecchi SMS dai miei amici in cui mi scrivono che Dante far un annuncio pubblico ai Nephilim questa notte. Al Delphic, dopo la chiusura. Dicono che... aspetta, me n' appena arrivato un altro. A voi non sembra strano, dopo tutto quello che  successo stanotte?
Patch imprec.
Io cercai di stare calma, ma davanti ai miei occhi cominci a calare un velo nero.
Tutti si chiedono cosa dir, e ho sentito le teorie pi assurde prosegu Scott. Avete idea di cosa stia combinando? Quel verme ha fatto finta di essere il tuo ragazzo e poi bum! Stanotte ci ha fatto quella sorpresina. E adesso questo nuovo colpo di scena.
Appoggiai la mano al muro per non cadere. Mi girava la testa e mi tremavano le ginocchia. Patch mi prese il cellulare dalle mani.
Nora ti richiamer pi tardi, Scott. Se ci sono altre novit informaci subito.
Affondai nel divano di Patch. Mi misi la testa tra le ginocchia e presi alcuni rapidi respiri. Mi accuser di tradimento. Stanotte.
S conferm Patch a bassa voce.
Mi metteranno in prigione. Cercheranno di strapparmi una confessione con la tortura.
Patch si inginocchi davanti a me e mi appoggi le mani sui fianchi in un gesto molto protettivo. Guardami, angelo.
Il mio cervello pass immediatamente all'azione. Dobbiamo contattare Pepper. Quel pugnale ci serve subito. Dobbiamo uccidere Dante entro stanotte. Un singhiozzo angosciato mi sgorg dal petto. Cosa succeder se non avremo il pugnale in tempo?
Patch attir la mia testa contro il suo petto, massaggiandomi con gentilezza i muscoli della nuca, cos tesi che temetti potessero spezzarsi. Credi che permetter a qualcuno di loro di sfiorarti anche solo con un dito? mi chiese con quella sua voce morbida e tenera.
Oh, Patch! Gli gettai le braccia al collo con il volto rigato di lacrime. Cosa faremo?
Mi sollev il viso perch potessi guardarlo. Mi pass i pollici sotto gli occhi per asciugare le lacrime. Pepper ce la far. Mi porter il pugnale e uccider Dante. Tu riceverai le piume e vincerai la guerra. Poi ti porter via, in un luogo dove non sentiremo mai pi le parole guerra o Cheshvan. Voleva crederci con tutto se stesso, ma la sua voce tremava. Quasi impercettibilmente, ma tremava.
Pepper ha promesso di portarci il pugnale e le piume entro la mezzanotte di luned. Dante, per, vuole fare l'annuncio stanotte... E non possiamo fermarlo. Pepper deve consegnarci il pugnale molto prima. Dobbiamo trovare un modo per contattarlo. Dobbiamo rischiare.
Patch tacque e si mise a riflettere strofinandosi il mento con la mano. Poi annunci: Pepper non pu risolvere il problema di quello che Dante far stanotte. Dovremo arrangiarci da soli. I suoi occhi si fissarono nei miei, calmi e decisi. Richiederai un incontro urgente con i Nephilim pi influenti e lo fisserai per stasera battendo
Dante sul tempo. Tutti si aspettano che tu lanci un'offensiva per dare inizio alla guerra tra le nostre due razze, e penseranno che il grande momento sia arrivato, la tua prima mossa come comandante. Il tuo annuncio brucer quello di Dante. I Nephilim si presenteranno, fosse solo per curiosit, e verr anche Dante. Davanti a tutti dirai chiaro e tondo che sai bene che ci sono fazioni favorevoli a Dante come nuovo leader. Poi annuncerai che hai intenzione di mettere a tacere i loro dubbi una volta per tutte. Convincili che vuoi davvero essere il loro capo, e che sei certa di essere pi adatta di Dante per questo ruolo. Poi sfidalo a duello perch siano le armi a decidere chi merita di guidare l'esercito Nephilim.
Fissai Patch, confusa e piena di dubbi. Sfidare Dante a duello? Ma non posso, vincer lui.
Se riuscissimo a rimandare il duello fino al ritorno di Pepper, sarebbe solo uno stratagemma per mettere i bastoni tra le ruote a Dante e guadagnare tempo.
E se non riusciamo a rimandarlo?
Patch mi fiss negli occhi, ma non rispose alla domanda. Dobbiamo agire subito. Se Dante scopre che anche tu hai qualcosa da dire, decider di aspettare per capire cosa hai in mente. Non ha nulla da perdere. Se lo denuncerai pubblicamente al Delphic, lui non dovr fare altro che puntare il dito contro di te. Fidati, quando invece scoprir che vuoi sfidarlo a duello stapper una bottiglia di champagne.  arrogante, Nora, e narcisista. Non gli passer nemmeno per l'anticamera del cervello che potresti essere tu a vincere. Accetter il duello, pensando che gli hai appena fatto un enorme favore. Annunciare pubblicamente il tradimento suscitando di sicuro un enorme scalpore, seguito da un processo lunghissimo... o rubarti il comando con un semplice colpo di pistola? Si prender a schiaffi per non averci pensato lui stesso.
Sentii le mie gambe farsi molli. Se dovessimo batterci useremo le pistole?
O le spade, come preferisci. Ma ti suggerisco la pistola. Per te sar pi facile imparare a sparare che a tirare di scherma spieg Patch con calma; evidentemente non aveva percepito l'angoscia nella mia voce.
Avevo voglia di vomitare. Dante accetter il duello perch sa di potermi battere.  pi forte di me, Patch. Chiss quanta altra arte diabolica ha bevuto? Non sarebbe un duello ad armi pari.
Patch mi prese le mani tremanti e mi sfior le nocche con un bacio. I duelli sono passati di moda centinaia di anni fa nella cultura umana, ma per i Nephilim rappresentano ancora una pratica socialmente accettabile. Secondo loro  il modo pi veloce di risolvere un contrasto. Dante vuole comandare l'esercito Nephilim, e tu farai vedere a lui e a tutti gli altri che ci tieni quanto lui.
Perch non diciamo delle piume ai capi Nephilim durante la riunione, invece? La speranza si insinu nel mio cuore. Non gli importer di nient'altro quando sapranno che ho trovato un modo infallibile per vincere la guerra e ristabilire la pace.
Se Pepper non riesce a procurarsele lo interpreteranno come un tuo fallimento. Una mezza vittoria non ci serve a niente. I casi sono due: o ti acclameranno come la loro salvatrice oppure ti metteranno in croce per aver fallito. Non possiamo parlargli delle piume finch non saremo assolutamente sicuri che Pepper  riuscito a prenderle.
Mi passai le dita tra i capelli. Non posso farlo.
Se Dante  passato dalla parte degli angeli caduti e ottiene il potere, la razza Nephilim sar schiava come non mai aggiunse Patch. Temo che gli angeli caduti possano usare l'arte diabolica per possedere i corpi dei Nephilim ben oltre la fine di Cheshvan.
Scossi disperatamente la testa. La posta in gioco  troppo alta. E se non ci riesco? E non ci sarei riuscita, non avevo dubbi.
C' dell'altro, Nora. Il tuo giuramento a Hank.
L'orrore si materializz sotto forma di cubetti di ghiaccio dentro il mio stomaco. Per l'ennesima volta ricordai parola per parola ci che avevo detto a Hank Millar la notte in cui mi aveva costretta a prendere in mano le redini della ribellione condannata alla sconfitta. Guider il tuo esercito. Se rompessi questa promessa, so che mia madre e io potremo considerarci morte. Non avevo molta scelta, giusto? Se volevo restare sulla Terra con Patch e salvare la vita di mia madre, dovevo rimanere a capo dell'esercito Nephilim. Non potevo permettere a Dante di destituirmi.
Ormai i duelli si vedono raramente. Se a questo aggiungi il particolare che si terr tra due Nephilim di alto rango come te e Dante, si trasformer in un evento imperdibile spieg Patch. Spero che tutto fili liscio, che riusciremo a posticipare il duello e che Pepper porti a termine la sua missione, ma  meglio prepararsi anche al peggio.  possibile che batterti con Dante sia la tua unica via di scampo.
Quante persone assisteranno al duello?
Lo sguardo di Patch era tranquillo e sicuro quando incontr il mio, ma poi comparve un lampo di compassione. Centinaia.
Deglutii a fatica. Non posso farcela.
Ti addestrer, angelo. Sar accanto a te passo dopo passo. Sei molto pi forte di due settimane fa, e ci sei riuscita dopo qualche ora di allenamento con un trainer che stava solo cercando di farti credere che gliene importasse qualcosa. Voleva convincerti che ti stava addestrando, ma dubito fortemente che si impegnasse per farti migliorare davvero. Secondo me non ti rendi conto della potenza che c' in te. Se ti alleni sul serio puoi batterlo. Patch mi strinse e attir il mio viso contro il suo. Mi guard con tale fiducia e sicurezza che per poco non mi si spezz il cuore. Puoi farcela. Non  un'impresa facile e ti ammiro ancora di pi perch hai il coraggio di prenderla in considerazione, mi disse nella mente.
Non c' un altro modo? Ma avevo passato gli ultimi istanti ad analizzare disperatamente la situazione da ogni punto di vista possibile e immaginabile. Tra le scarse probabilit che Pepper riuscisse a portare a termine la sua missione, il giuramento che avevo fatto a Hank e la situazione precaria di tutta la razza Nephilim, un altro modo proprio non c'era. Dovevo farlo.
Patch, ho paura sussurrai.
Mi prese tra le braccia. Mi baci sulla testa e mi accarezz i capelli. Non c'era bisogno che parlasse. Sapevo che era spaventato anche lui. Non permetter che tu perda il duello, angelo. Non ti permetter di affrontare Dante senza sapere che sono io a controllare come andranno le cose. Sembrer un duello leale, ma non lo sar davvero. Dante ha firmato la sua condanna nel momento in cui si  rivoltato contro di te. Non me lo lascer scappare. La sua voce s'indur. Non ne uscir vivo.
Sei in grado di controllare l'esito del duello?
Lo spietato desiderio di vendetta che gli ardeva negli occhi mi disse tutto ci che dovevo sapere.
Se qualcuno venisse a saperlo... obiettai.
Patch mi baci, quasi con furia, ma nei suoi occhi s'accese una luce divertita. Se ci prendono significa che non potr mai pi baciarti. Credi davvero che rischierei di espormi a una tortura del genere? Torn serio. So che non posso sentire nulla fisicamente quando mi tocchi, ma percepisco il tuo amore, Nora. Dentro di me. E per me  tutto. Vorrei tanto poterti sentire come tu senti me, ma ho il tuo amore. Nulla sar mai pi importante. C' gente che vive tutta la vita senza provare mai le emozioni che tu mi hai regalato. Lo dico senza alcun rimpianto.
Mi tremava il mento. Ho paura di perderti. Ho paura di non riuscire e di quello che ci succeder. Non voglio farlo protestai, anche se sapevo che non c'era nessuna botola magica da cui fuggire. Non potevo scappare, non potevo nascondermi: il giuramento fatto a Hank mi avrebbe trovata ovunque, anche se avessi tentato in ogni modo di sparire dalla faccia della Terra. Dovevo conservare il potere. Finch quell'esercito esisteva dovevo essere io a guidarlo. Strinsi le mani di Patch. Promettimi che sarai sempre con me, in ogni momento. Promettimi che non mi lascerai sola in questa prova terribile.
Patch mi sollev il mento con due dita. Se potessi evitarti tutto questo lo farei. Se potessi andare io al tuo posto non esiterei un secondo. Ma ho un'unica scelta a disposizione: starti accanto fino alla fine. Non mi tirer indietro, angelo, te lo prometto. Mi accarezz le braccia senza capire che le sue parole mi scaldavano il cuore pi delle carezze. Mi commosse quasi fino alle lacrime. Metter in giro la voce che hai convocato una riunione urgente per questa notte. Per prima cosa chiamer Scott perch faccia circolare la notizia, si sparger in un baleno. Dante stesso lo sapr tra meno di un'ora.
Il mio stomaco fece una capriola che mi diede la nausea. Mi morsi l'interno di una guancia, poi mi costrinsi ad annuire. Tanto valeva che accettassi l'inevitabile. Prima affrontavo la situazione, prima avrei escogitato un piano per vincere le mie paure.
Cosa posso fare per aiutarti? chiesi.
Patch mi guard attentamente, accigliandosi appena. Mi sfior le labbra con il pollice, che poi mi accarezz la guancia. Sei fredda come il ghiaccio, angelo. Fece un cenno del capo verso il corridoio che portava alle stanze da letto. Ti metto a dormire e accender il caminetto. In questo momento hai solo bisogno di calore e riposo. Ti preparer anche un bagno caldo.
In effetti all'improvviso il mio corpo venne scosso da brividi incontrollabili. Fu come se qualcuno mi avesse rubato tutto il calore. Pensai che fosse un sintomo dello shock. Mi battevano i denti e anche le punte delle dita vibravano in preda a uno strano tremolio che non riuscivo a controllare.
Patch mi prese tra le braccia e mi port nella sua stanza da letto. Apr la porta con una spallata, scost il piumone e mi depose sul letto con tenerezza estrema. Ti va di bere qualcosa? mi chiese. Una tisana, una tazza di brodo?
Mentre osservavo il suo volto preoccupato e sincero, cominciai a sentirmi in colpa. In quell'istante capii davvero che Patch avrebbe fatto qualsiasi cosa per me. La sua promessa di rimanere al mio fianco per lui era sacra come un giuramento. Era parte di me, e io ero parte di lui. Avrebbe fatto tutto - tutto - il necessario per fare in modo che restassi sempre con lui.
Mi costrinsi ad aprire la bocca prima di perdere coraggio. C' una cosa che devo confidarti mormorai con voce rotta. Non volevo piangere ma i miei occhi si riempirono di lacrime. Ero sopraffatta dalla vergogna.
Angelo? mi incalz Patch.
Avevo fatto il primo passo, poi per rimasi come paralizzata. Una vocina dentro di me mi sussurrava che non avevo il diritto di infliggere a Patch un colpo simile, non adesso, non quando era ancora cos debole. Se lo amavo come sostenevo era meglio stare zitta. La sua salute era pi importante del mio bisogno di levarmi un peso dalla coscienza. In fondo gli avevo solo detto qualche bugia innocente. Sentivo gli artigli di ghiaccio che mi afferravano la gola.
Io... ehm, non  niente mi corressi. Ho solo bisogno di dormire, e tu devi chiamare Scott. Immersi il viso nel cuscino perch non si accorgesse che stavo piangendo. Percepivo gli artigli di ghiaccio davvero come reali, e pronti a stringermi il collo se parlavo troppo, se provavo a rivelare il mio segreto.
 vero, devo chiamarlo. Ma  pi importante che tu mi dica cosa sta succedendo mormor Patch, e la preoccupazione che affior nella sua voce mi disse che non potevo pi usare una stupida scusa per evitare di confessargli tutto.
Gli artigli gelidi mi si strinsero intorno alla gola. Ero troppo terrorizzata per parlare. Avevo paura di quegli artigli e del male che mi avrebbero procurato.
Patch accese la lampada del comodino cercando di farmi voltare per vedere il mio viso, ma mi rannicchiai ancora di pi. Ti amo mormorai con voce strozzata, poi fui invasa dalla vergogna. Come potevo dirgli quelle parole e continuare a mentire?
Lo so, come so che c' qualcosa che non mi dici. Non  il momento di avere segreti. Siamo arrivati troppo lontano per abbandonare quella strada mi ricord Patch.
Annuii, sentendo che le lacrime rotolavano sul cuscino. Aveva ragione, ma esserne consapevole non mi facilitava il compito. E non sapevo se ci sarei riuscita. Gli artigli gelidi come l'inverno mi stringevano la gola, mi strappavano la voce.
Patch s'infil nel letto accanto a me attirandomi a lui. Sentii il suo respiro sulla nuca, il calore della sua pelle che mi sfiorava. Le sue ginocchia aderivano perfettamente all'incavo delle mie. Mi baci la spalla e avvertii i suoi capelli neri solleticarmi l'orecchio.
Ti ho mentito, confessai ai suoi pensieri, e mi parve di spingere le parole contro un muro di pietra, per sfondarlo. Mi irrigidii pensando che da un momento all'altro gli artigli di ghiaccio mi avrebbero sfregiato, invece, con mia grande sorpresa, mi parve che la loro stretta si indebolisse grazie alla mia confessione. Il tocco gelido scivol via e scomparve. Incoraggiata da quel piccolo successo proseguii. Ho mentito alla persona la cui fiducia significa di pi per me di qualsiasi altra cosa. Ti ho mentito, Patch, e non so se riuscir mai a perdonare me stessa.
Invece di pretendere una spiegazione, Patch mi deposit sul braccio una scia di baci lunghi e lenti. Solo dopo aver sfiorato con le labbra il mio polso ricominci a parlare. Grazie per avermelo confessato mormor.
Mi girai verso di lui sbattendo le palpebre per la sorpresa. Non vuoi sapere su cosa ti ho mentito?
Voglio sapere che cosa posso fare perch tu ti senta meglio. Mi massaggi le spalle con teneri movimenti circolari, e quelle carezze mi rassicurarono un po.
Sarei stata meglio solo dopo aver detto la verit. Non spettava a Patch togliermi quel peso. Dovevo farlo io, anche se il senso di colpa mi lacerava come una lama.
In quest'ultimo periodo ho bevuto... l'arte diabolica. Non credevo che la vergogna che provavo potesse aumentare, ma triplic mentre pronunciavo quelle parole. Non ho mai bevuto l'antidoto che ti ha dato Blakely. L'ho conservato, dicendomi che l'avrei preso in seguito, alla fine di Cheshvan, quando non avrei pi avuto bisogno di una forza sovrumana. Ma era una scusa. Non avevo davvero intenzione di usarlo. Per tutto questo tempo mi sono affidata alla stregoneria. Il pensiero che altrimenti non sarei stata abbastanza forte mi terrorizza. So che devo smettere, so che ho sbagliato. Ma mi d delle capacit che non avrei. Sono riuscita a farti credere che avevo bevuto l'antidoto con un trucco mentale e... non mi sono mai sentita cos in colpa in tutta la mia vita!
Abbassai lo sguardo, incapace di sopportare la delusione e il disgusto che di sicuro sarebbero affiorati sul viso di Patch. Cos'ero diventata? Non mi riconoscevo pi, ed era la sensazione pi orrenda che avessi mai provato. Mi ero persa lungo la strada. Era molto facile dare tutte le colpe all'arte diabolica, ma ero stata io a scegliere di rubare a Dante la prima bottiglia.
Finalmente Patch parl, e la sua voce era cos ferma, cos traboccante di ammirazione, che mi chiesi se avesse sempre saputo il mio segreto. Sai una cosa? La prima volta che ti ho incontrato ho pensato: Non ho mai visto nulla di cos bello e affascinante.
Perch mi stai dicendo questo? gli chiesi, disperata.
Ti ho visto e ho provato subito il bisogno di starti vicino. Volevo che tu mi accogliessi. Volevo conoscerti pi di chiunque altro. Ti volevo, volevo tutto di te. Quel desiderio mi faceva impazzire. Patch s'interruppe e prese un respiro profondo. Fu come se inspirasse la mia essenza. E adesso che sei mia, l'unica cosa che mi fa una paura terribile  dover tornare indietro, provare ancora quel bisogno disperato. Essere ancora costretto a volerti senza nessuna speranza di soddisfare il mio desiderio. Sei mia, angelo. Tutto di te, fino all'ultima cellula. Non permetter a niente di cambiare questo fatto.
Mi sollevai appoggiandomi su un gomito e lo fissai intensamente. Io non ti merito, Patch. Puoi dire quello che vuoi, ma la verit  questa.
No, non mi meriti ripet sorridendo. Meriti qualcosa di meglio. Ormai per ti ritrovi a stare con me, e sar meglio che tu ci faccia l'abitudine. Scivol sotto di me con una mossa agilissima e mi ritrovai sopra di lui. Negli occhi brillava una luce pirata. Non ti libererai di me tanto facilmente, non dimenticartene. Non importa se a cercare di separarci  un altro uomo, tua madre, o tutti i diavoli dell'inferno messi insieme. Io non mi arrendo mai e non ti lascer andare.
Sbattei le ciglia bagnate di lacrime. Non permetter a niente e nessuno di intromettersi tra noi, soprattutto non l'arte diabolica. Ho l'antidoto nella borsa, lo prendo subito. E... Patch? aggiunsi con sincera emozione. Grazie... di tutto. Non so cosa farei senza di te.
Bene mormor. Perch non ti permetto di lasciarmi.
Mi stesi di nuovo sul letto, felice di obbedire.

32
Come Patch aveva previsto, la notizia dell'incontro che avevo richiesto ai capi Nephilim si diffuse in un lampo. La domenica pomeriggio i canali di comunicazione tra i Nephilim erano in fibrillazione, alternando impazienza e curiosit. Ero al centro dell'attenzione, per cui la notizia dell'annuncio di Dante non interessava pi a nessuno. Gli avevo rubato la scena per lui non aveva minimamente protestato. Non avevo dubbi sul fatto che avesse ragione Patch: Dante aveva rimandato i suoi piani in attesa di conoscere la mia prossima mossa.
Scott ci chiamava ogni ora per aggiornarci e riportarci le ultime teorie elaborate dai Nephilim su come avrei condotto il mio primo attacco contro gli angeli caduti. Si sentiva di tutto. Nella lista di ipotesi fantasiose c'erano imboscate, la distruzione delle linee di comunicazione, l'uso di spie, il rapimento dei comandanti degli avversari. Se ne deduceva che, come Patch aveva previsto, i Nephilim erano subito arrivati alla conclusione che avevo chiesto l'incontro per un'unica ragione: dichiarare guerra. Mi chiesi se l'avesse pensato anche Dante. Mi sarebbe piaciuto poter rispondere di s, perch significava che l'avevo fregato, ma la mia esperienza mi diceva che era troppo astuto per cadere nel tranello. Dante sapeva che stavo tramando qualcosa.
Grandi notizie mi rifer Scott al telefono, eccitatissimo. I pezzi grossi hanno accettato la tua richiesta. Hanno stabilito dove incontrarvi e deciso che si tratter di una riunione per pochi intimi. Come c'era da aspettarsi, si pu partecipare solo se invitati. Sarete al massimo una ventina. Misure di sicurezza imponenti per evitare fughe di notizie. Tutti i Nephilim autorizzati ad assistere saranno perquisiti prima di entrare. La buona notizia  che hanno richiesto anche la mia presenza. Ho dovuto mettere in campo tutto il mio fascino, ma sar al tuo fianco.
Dimmi solo qual  il posto stabilito dissi, cercando di dissimulare il mio terrore.
Ti vogliono incontrare nella vecchia casa di Hank Millar.
Avvertii un brivido lungo la spina dorsale. Scacciai il fantasma di Hank, dei suoi occhi colore del ghiaccio, e mi concentrai. Ci saremmo incontrati in una splendida costruzione in stile georgiano coloniale, in un quartiere elegante e popolato da umani? Non sembrava un luogo abbastanza appartato per ospitare una riunione segreta tra Nephilim. Perch proprio l?
Avranno pensato che quella scelta mostrasse il loro rispetto per la Mano Nera. Be, mi sembra giusto. Dopotutto  stato lui a iniziare questo casino concluse malignamente Scott.
Continua a fare lo spiritoso e ti cancelleranno dalla lista degli invitati.
L'incontro  stato fissato per le dieci di stasera. Tieni il cellulare a portata di mano, magari riesco a scoprire qualcos'altro. Non dimenticare di sembrare la persona pi sorpresa del mondo quando ti chiameranno per comunicarti i dettagli. Non vogliamo che si accorgano subito che c' una spia, vero? Ah, un'altra cosa. Mi dispiace per Dante. Mi sento responsabile. Sono stato io a presentartelo. Se potessi lo farei a pezzi, legherei un pietrone a ciascun pezzo e li butterei uno dopo l'altro in mare. Coraggio, ti guardo le spalle.
Riagganciai e mi girai verso Patch. Appoggiato alla parete, mi aveva osservalo attentamente durante tutta la conversazione.
L'incontro si terr stasera annunciai nella vecchia casa dei Millar. Non ebbi il coraggio di formulare il pensiero che mi angosciava. Una casa privata? Perquisizioni? Guardie? Come avrebbe fatto Patch a entrare? Sembrava proprio che ci sarei dovuta andare senza di lui, e quell'idea mi terrorizzava.
Benissimo rispose Patch calmo. Ci sar.
Ammirai la sua sicurezza e la sua tranquillit anche se continuavo a non capire come sarebbe riuscito a intrufolarsi non visto. La casa sar piena di guardie. Appena metti piede nell'isolato lo sapranno. Forse se avessero scelto un museo o il tribunale ce l'avresti fatta, ma a casa dei Millar no.  grande, ma non enorme. Terranno sotto controllo ogni centimetro quadrato.
Il che  esattamente la situazione a cui mi sono preparato. Ho gi pensato a tutto: sar Scott a farmi entrare.
Non funzioner. Si aspetteranno che gli angeli caduti mandino delle spie. Se Scott aprisse una finestra se ne accorgerebbero. Un attimo dopo ti avrebbero catturato e, ovviamente, capirebbero che Scott li ha traditi...
Entrer nel corpo di Scott.
Sobbalzai. Lentamente capii la soluzione che aveva escogitato. Ma certo! Era Cheshvan. Patch sarebbe riuscito a entrare nel corpo di Scott senza problemi. E nessuno se ne sarebbe accorto. Patch aveva escogitato il travestimento perfetto. C'era solo un piccolo particolare che forse non aveva considerato. Scott non accetter mai.
Ha gi accettato.
Rimasi a bocca aperta. Davvero?
Lo fa per te.
Il senso di colpa si materializz in un groppo in gola. Non c'era nulla al mondo contro cui Scott avesse lottato pi duramente che impedire agli angeli caduti di impossessarsi del suo corpo. In quel momento mi resi conto di quanto contasse per lui la mia amicizia.
Che avesse deciso di fare questo per me... la cosa che gli faceva pi orrore... non avevo parole. Ero pervasa dalla gratitudine che provavo per lui e dalla ferrea determinazione a non deluderlo.
Devi stare molto attento questa sera, fallo per me pregai.
Star attentissimo, e non mi fermer pi a lungo del necessario. Appena uscirai dalla riunione sana e salva, e quando avr raccolto il maggior numero possibile di informazioni, restituir a Scott il suo corpo. Far in modo che non gli accada nulla di male.
Strinsi Patch a me in un abbraccio selvaggio. Grazie sussurrai.
Pi tardi, verso le nove di sera, uscii da casa sua. Raggiunsi il luogo dell'incontro da sola, a bordo di un'automobile a noleggio: richiesta dei pezzi grossi. Avevano preso tutte le precauzioni e non avrebbero permesso che venissi pedinata da Nephilim ficcanaso o, peggio ancora, da un angelo caduto.
Le strade erano buie e scivolose a causa della nebbia. I fanali dell'auto illuminavano il nastro nero di asfalto che si snodava di fronte a me arrampicandosi sulle colline. Avevo acceso il riscaldamento al massimo, ma nulla riusciva a placare i brividi che sentivo nelle ossa. Non sapevo cosa aspettarmi da quella serata, e l'incertezza rendeva difficile pianificare qualsiasi mossa. Avrei dovuto improvvisare, cosa che odiavo. Volevo entrare in casa Millar con qualcosa su cui contare che non fosse solo il mio istinto, ma non avevo altro a disposizione. Mi fermai di fronte alla vecchia casa di Marcie.
Per un momento rimasi immobile, con gli occhi fissi sulle colonne bianche e le persiane nere. Il prato era nascosto da un fitto strato di foglie secche. Dai vasi di terracotta gemelli ai lati della veranda sporgevano sterpi marroni, tutto ci che rimaneva di due ortensie. Il vialetto era coperto da diversi quotidiani in vari stadi di decomposizione. La casa era disabitata dal giorno della morte di Hank e non sembrava pi elegante e accogliente come la ricordavo. La madre di Marcie si era trasferita in un condominio in riva al fiume e Marcie... be, lei aveva preso alla lettera la frase mi casa es su casa.
Dietro le tende delle finestre una luce fioca mandava tenui bagliori. Non si vedevano sagome in controluce, ma io sapevo che alcuni dei capi Nephilim pi importanti e influenti del mondo erano riuniti dietro la porta d'ingresso, in attesa di giudicare quanto stavo per annunciare. Sapevo anche che Patch sarebbe stato con me, per proteggermi.
Aggrappandomi a quel pensiero presi un respiro profondo e mi avviai verso l'ingresso.
Bussai.
La porta si apr e fui accolta da una donna molto alta i cui occhi si posarono su di me solo il tempo necessario per confermarle che ero proprio io. A parte i capelli raccolti in una treccia severa, non c'era nulla di memorabile o particolare in lei.
Mormor un buonasera gentile ma distaccato, poi, con un gesto educato della mano, mi fece cenno di accomodarmi.
Il rumore dei miei passi echeggi nel corridoio scarsamente illuminato. Oltrepassai i ritratti della famiglia Millar, i cui membri sorridevano dalle cornici polverose. Sul tavolo dell'ingresso era rimasto un vaso di gigli morti. La casa sapeva di chiuso e stantio. Seguii le luci fino alla sala da pranzo.
Appena entrai dalla portafinestra, le conversazioni a bassa voce tra i presenti s'interruppero di colpo. C'erano sei uomini e cinque donne seduti ai lati di un lungo, lucidissimo tavolo di mogano. Altri Nephilim dall'aria nervosa e preoccupata erano in piedi intorno al tavolo. Rimasi di sasso quando vidi la madre di Marcie. Sapevo che Susanna Millar era una Nephilim, ma quel pensiero era sempre rimasto seppellito in un angolo lontano della mia mente. Vederla l quella sera, a una riunione segreta tra immortali la fece diventare, all'improvviso... minacciosa. Marcie non c'era. Forse si era rifiutata di venire, ma pi probabilmente non era stata invitata. Susanna sembrava il tipo di madre che fa l'impossibile per evitare ai figli ogni minima complicazione.
Individuai il viso di Scott tra la folla. Sapendo che Patch era entrato nel suo corpo, il mio stomaco guadagn un istante di sollievo. Lui mi vide e inclin la testa, il nostro segnale in codice per farmi coraggio. Mi sentii pervadere da un profondo senso di fiducia e sicurezza. Non ero sola. Patch mi teneva d'occhio. Avrei dovuto sapere che avrebbe trovato un modo per essere presente, a prescindere dai rischi che correva.
E poi c'era Dante. Sedeva a capotavola, con le sopracciglia aggrottate. Indossava un maglione di cachemire nero a collo alto. Teneva le dita incrociate davanti alla bocca ma, quando i suoi occhi si fissarono nei miei, notai ugualmente l'accenno di un sorriso beffardo. Le sopracciglia si sollevarono leggermente in un gesto di sfida, discreto ma inequivocabile. Distolsi lo sguardo.
Rivolsi la mia attenzione alla donna anziana seduta dalla parte opposta del tavolo, al suo elegante abito color porpora e alla parure di diamanti. Lisa Martin. Seconda solo a Hank, era la Nephilim pi influente e rispettata che avessi conosciuto. Non mi piaceva e non mi fidavo di lei, ma erano sensazioni che avrei dovuto mettere a tacere nei minuti successivi se volevo portare a compimento il mio piano.
Siamo cos felici che tu abbia richiesto questo incontro, Nora. La sua voce suadente, calorosa e nobile mi accarezz le orecchie, dolce come il miele. Il mio cuore impazzito cominci a rallentare. Se fossi riuscita ad averla dalla mia parte sarei stata a met dell'opera.
Grazie riuscii a dire.
Mi fece cenno di accomodarmi sulla sedia vuota accanto a lei.
Quando raggiunsi il mio posto, per, non mi sedetti. Temevo che, se l'avessi fatto, il coraggio mi avrebbe abbandonato. Appoggiando le mani al tavolo per farmi forza, evitai i convenevoli e mi affrettai a spiegare il vero significato della mia visita.
Non tutti i presenti ritengono che sia la persona pi adatta a guidare l'esercito di mio padre, lo so bene esordii senza preamboli. La parola padre sapeva di fiele, ma ricordai il consiglio di Patch e ricacciai gi l'amarezza. Quella sera avrei dovuto sfruttare il pi possibile la memoria di Hank. I Nephilim lo adoravano e io ero decisa a giocarmi anche quella carta meglio che potevo. Guardai negli occhi tutti i presenti, quelli seduti al tavolo e quelli rimasti in piedi. Dovevo dimostrargli la mia determinazione, il mio coraggio, ma soprattutto lo sdegno ispirato dalla loro mancanza di fiducia e di sostegno. So anche che alcuni di voi hanno compilato un elenco di uomini e donne pi adatti al compito. Mi interruppi ancora per fissare Dante in modo eloquente e nei suoi occhi vidi passare un lampo di odio. E so benissimo che il nome di Dante Matterazzi  il primo della lista.
Nella sala si lev un mormorio, ma nessuno mi contraddisse.
Non vi ho riuniti qui questa sera per discutere della mia prima offensiva nella guerra contro gli angeli caduti. Vi ho chiesto di venire qui perch senza un leader forte e senza il vostro incondizionato appoggio a quel leader, non ci sar nessuna guerra. Gli angeli caduti ci distruggeranno. Abbiamo bisogno di unit e di solidariet li spronai con convinzione. Ritengo di essere il leader migliore e vi ricordo che condividevo questa certezza con mio padre.  ovvio, tuttavia, che non sono riuscita a convincere anche voi. Questo  il motivo per cui, stasera, voglio sfidare a duello Dante Matterazzi. Il vincitore sar il leader indiscusso dell'esercito della Mano Nera.
Dante scatt in piedi. Ma io e te stiamo insieme! La sua espressione era il ritratto dello shock misto all'orgoglio ferito. Come puoi anche solo pensare di sfidarmi a duello? chiese con voce soffocata dall'umiliazione.
Non mi aspettavo che tirasse in ballo la nostra finta storia d'amore. S, avevo accettato di prestarmi alla messinscena, ma non se n'era mai fatto nulla. Mi ero completamente dimenticata di quella finta relazione e provai una fitta di disgusto quando lui la us cos spudoratamente. La sorpresa, per, non mi ridusse al silenzio. Sono disposta a sfidare chiunque risposi con freddezza. Guidare l'esercito Nephilim significa tutto per me. Ecco perch ti sfido ufficialmente a duello, Dante.
Nessun Nephilim fiat. Nelle loro espressioni lessi un moto di sorpresa, subito seguita da una grande soddisfazione. Un duello, il cui vincitore sarebbe stato il leader indiscusso. Patch aveva ragione: i Nephilim erano ancora legati a un mondo arcaico governato da principi darwiniani. Furono felici della piega inaspettata presa dagli eventi, e fu chiaro dagli sguardi adoranti rivolti a Dante che nemmeno uno dei Nephilim presenti aveva dubbi su chi sarebbe stato il vincitore.
Dante cerc di rimanere impassibile, ma lo vidi abbozzare un sorriso di fronte alla mia follia e al colpo di fortuna che gli era capitato. Pens che avevo appena commesso un errore madornale, si vedeva benissimo. L'attimo dopo, per, il sospetto aveva preso il sopravvento. Dante socchiuse gli occhi. Non aveva nessuna intenzione di abboccare all'amo buttandosi a capofitto sull'occasione d'oro che gli offrivo.
Non posso farlo annunci. Sarebbe tradimento. I suoi occhi abbracciarono la sala come se volesse capire se le sue nobili parole gli avessero procurato ulteriori simpatie. Ho giurato fedelt a Nora e non potrei mai venire meno al giuramento.
Sono il tuo comandante e ti ordino di accettare la sfida ribattei con decisione. Ero ancora il capo dell'esercito, maledizione, e non gli avrei permesso di mettere in discussione la mia autorit con le lusinghe. Se sei veramente un capo migliore di me, mi far da parte. Voglio il meglio per il mio popolo. Avevo provato il mio discorso almeno cento volte, eppure parlavo sinceramente. Pensavo a Scott, a Marcie, alle migliaia di Nephilim che non avevo mai conosciuto ma di cui mi importava moltissimo perch sapevo che erano persone degne e non meritavano di essere ridotte in schiavit dagli angeli caduti, anno dopo anno. Meritavano una battaglia leale e avrei fatto di tutto per dargliela.
Mi ero sbagliata in passato, e in modo vergognoso. Avevo evitato di combattere per i Nephilim perch avevo paura degli arcangeli. E, cosa ancora pi riprovevole, avevo usato la guerra come scusa per procurarmi la mia dose di arte diabolica. Avevo pensato pi a me stessa che al popolo che ero incaricata di guidare. Ma ero cambiata. Hank si era fidato di me al punto da investirmi di questo ruolo, che accettavo, ma non per lui. Lo accettavo perch era la cosa giusta da fare.
Credo che Nora abbia sollevato un problema giusto intervenne Lisa Martin. Non c' nulla di pi avvilente di un esercito che non sa bene a chi affidarsi. Forse la Mano Nera aveva ragione su di lei. Si strinse nelle spalle. O forse ha commesso un errore. Adesso ci occuperemo della questione e la risolveremo una volta per tutte. Poi potremo muovere guerra contro i nostri nemici, uniti nel nome di un leader forte e indiscusso.
Le rivolsi un cenno del mento per comunicarle la mia approvazione. Se l'avessi convinta a passare dalla mia parte, gli altri l'avrebbero seguita.
Sono d'accordo dichiar un Nephilim in fondo alla sala.
Anch'io. Nella sala si lev un coro di assensi.
Chi  a favore lo renda noto invit Lisa.
Una dopo l'altra le mani cominciarono ad alzarsi. Patch mi guard negli occhi, poi sollev anche la sua. Sapevo che gli costava moltissimo farlo, ma non avevamo alternative. Se Dante mi avesse strappato il potere sarei morta. L'unica possibilit che avevo era lottare e fare di tutto per vincere.
La maggioranza  a favore decret Lisa. Il duello avr luogo all'alba di luned, cio domani. Vi far sapere dove si terr appena avremo scelto il luogo adatto.
Io chiedo che si tenga tra due giorni intervenne Patch parlando con la voce di Scott. Nora non ha mai sparato in vita sua e dovr imparare a farlo prima di battersi.
E dovevo anche dare a Pepper il tempo necessario per tornare dal paradiso con il pugnale incantato e, di conseguenza, rendere il duello del tutto superfluo.
Lisa scosse la testa.  troppo tardi. Gli angeli caduti potrebbero attaccarci da un momento all'altro. Non sappiamo perch abbiano aspettato finora, ma  possibile che la tregua non duri.
Del resto non ho mai parlato di pistole dichiar Dante squadrando Patch e me con occhi penetranti, quasi volesse leggerci nel pensiero. Cerc invano sul mio viso la traccia di un'emozione qualsiasi. Preferirei la spada.
La decisione spetta a Dante decret Lisa. Il duello non  stata un'idea sua e ha il diritto di scegliere l'arma. Hai deciso per la spada allora?
 pi adatta alle signore spieg Dante, conquistandosi definitivamente l'ammirazione dei presenti.
Mi irrigidii resistendo alla tentazione di invocare l'aiuto di Patch con il linguaggio della mente.
Nora non ha mai toccato una spada in vita sua protest Patch parlando ancora con la voce di Scott. Sarebbe sleale se non potesse prepararsi. Concedetele di farlo e spostate il duello a marted mattina.
Nessuno sembrava intenzionato ad appoggiare quella richiesta. L'indifferenza che si diffuse nella sala era quasi palpabile. A nessuno interessava se io avessi il tempo per prepararmi oppure no, anzi. Quel disinteresse indicava pi di mille parole come la pensavano. Non vedevano l'ora che Dante prendesse il comando, e prima accadeva meglio sarebbe stato.
Vuoi accollarti la responsabilit di prepararla al duello, Scott? chiese Lisa a Patch.
Al contrario di alcuni di voi non ho dimenticato che  ancora il nostro leader rispose lui con una punta di astio.
Lisa inclin appena la testa come per dire: Molto bene. AL lora  deciso. Il duello avr luogo marted mattina. Auguro buona fortuna a entrambi i contendenti.
Non mi trattenni oltre. Avevo ottenuto quello che volevamo ed eseguito la mia parte, quindi me ne andai. Sapevo che Patch si sarebbe dovuto trattenere un po pi a lungo per saggiare le reazioni dei presenti e - con un po di fortuna - carpire qualche informazione vitale. Per mi ritrovai a desiderare con tutta me stessa che si sbrigasse.
Non avevo voglia di rimanere sola quella notte.

33
Sapendo che Patch si sarebbe trattenuto nella vecchia casa dei Millar finch fosse rimasto anche l'ultimo Nephilim, salii in macchina e andai da Vee. Indossavo il giubbotto di jeans munito di microspia, cos Patch mi avrebbe trovato se avesse avuto bisogno di me. Dovevo assolutamente togliermi un peso dalla coscienza.
Non ce la facevo pi ad andare avanti da sola. Avevo fatto di tutto per proteggere Vee e non farle correre rischi, ma avevo bisogno della mia migliore amica.
Avevo bisogno di raccontarle tutto.
Il portone d'ingresso non era senz'altro il modo migliore di arrivare da Vee a quell'ora di notte, quindi scavalcai il recinto del giardino, lo attraversai senza fare rumore e bussai alla finestra della sua stanza.
Dopo un istante le tende si aprirono e il viso di Vee comparve dall'altra parte del vetro. Anche se era quasi mezzanotte non si era ancora messa il pigiama.
Sollev il vetro di pochi centimetri. Cavolo, non potevi scegliere un momento peggiore. Pensavo fossi Scott. Arriver da un momento all'altro.
Quando riuscii a parlare la mia voce suon rauca e tremante. Dobbiamo parlare.
Vee non esit nemmeno per un attimo. Chiamo Scott e gli dico di non venire. Spalanc la finestra e mi fece entrare. Sono tutta orecchi, tesoro.
La reazione di Vee le fece onore. Non si mise a urlare n a piangere come una pazza isterica e non scapp a gambe levate nemmeno quando finii di raccontarle i segreti pazzeschi che le nascondevo da sei mesi. Trasal una sola volta, quando le spiegai che i Nephilim erano il frutto delle relazioni tra umani e angeli caduti, ma a parte questo non la vidi incredula o terrorizzata. Ascolt con attenzione mentre le descrivevo la lotta tra le due razze immortali, il ruolo di Hank Millar nella vicenda e il fatto che aveva lasciato a me la sua pesante eredit. Riusc addirittura ad abbozzare un sorriso quando le rivelai le vere identit di Patch e Scott.
Quando finii si limit a inclinare la testa e a squadrarmi. Dopo un momento comment: Be, questo spiega parecchie cose.
Tocc a me rimanere a bocca aperta. Davvero non hai altro da dire? Non sei... boh, non so... stravolta? Confusa? Isterica?
Vee si strofin il mento con aria meditabonda. Sapevo che Patch era troppo esagerato per essere umano.
Mi chiesi se mi avesse sentita quando le avevo detto che nemmeno io ero umana. E io, scusa? Su di me non fai una piega? Ti ho appena detto che sono una Nephilim e anche il capo di tutti i Nephilim che stanno l fuori. Puntai il dito contro la finestra. E dovrei guidarli nella guerra contro gli angeli caduti! Ripeto: angeli caduti, Vee. Come quelli della Bibbia. S, insomma, i ribelli cacciati dal paradiso!
In effetti penso sia abbastanza incredibile.
Mi grattai un sopracciglio. Non posso credere alla tua reazione di fronte a tutta questa storia. Mi aspettavo che dessi di matto. Conoscendoti, pensavo che ti saresti sfogata con una sfilza di parolacce, come minimo. Mi sembra di aver vuotato il sacco con un muro di pietra.
Tesoro, mi stai facendo passare per una primadonna isterica.
Quella definizione di se stessa mi strapp un accenno di sorriso. L'hai detto tu, non io.
Ci sono solo rimasta quando hai detto che il modo pi facile per identificare un Nephilim  la sua statura: tu, mia cara, non sei di certo una stangona, tutto qui puntualizz Vee. Prendi me, per esempio. Io s che sono alta.
Sono di media statura perch Hank...
S, s, capisco. Mi hai gi spiegato la storia del giuramento che hai fatto per diventare Nephilim quando eri ancora umana, e per questo la tua corporatura  normale, ma  una sfiga bella e buona, non ti pare? Pensa se il voto di conversione ti avesse fatta diventare alta? Alta come me?
Non avevo idea di dove Vee volesse andare a parare, ma mi sembrava che non avesse afferrato il punto. Cosa c'entrava la mia altezza? Perch non la stupiva pi di tanto scoprire l'esistenza di un mondo immortale del quale non sospettava nemmeno l'esistenza? Avevo appena fatto scoppiare la bolla di incoscienza in cui aveva vissuto e lei si dimostrava di ampissime vedute.
Il tuo corpo guarisce alla velocit della luce adesso che sei Nephilim? chiese Vee. Perch se non hai ricevuto nemmeno questo bonus, ti hanno proprio fregata.
Mi irrigidii. Vee, io non ti ho detto che guariamo pi in fretta degli umani.
Oh, no. Forse no.
E allora come fai a saperlo? La fissai a occhi spalancati ripensando a ogni istante della nostra conversazione. Poi, all'improvviso, capii. Fu come ricevere un pugno in faccia. Mi coprii la bocca con la mano. Tu...?
Vee fece un sorrisetto compiaciuto. Te l'avevo detto che avevo dei segreti anch'io, o no?
Ma... non pu... non ...
Possibile? Gi, all'inizio non ci credevo neanch'io. Nelle ultime due settimane ho pensato che mi dovessero tornare le mestruazioni anche se non era il momento: ero stanca, avevo i crampi ed ero arrabbiata col mondo intero. Poi, settimana scorsa, mi sono tagliata un dito mentre sbucciavo una mela. E guarito cos in fretta che ho creduto di essermi sognata d'aver visto del sangue. E poi sono successe altre cose molto strane. A ginnastica, mentre giocavamo a pallavolo, ho servito la palla cos forte che ha colpito il muro dalla parte opposta del campo. Riuscivo a sollevare gli stessi pesi dei ragazzi pi robusti. Ho cercato di fare finta di niente, naturalmente, perch non volevo attirare l'attenzione su di me prima di scoprire cosa mi stesse succedendo. Fidati, Nora: sono Nephilim al cento per cento. Scott se n' accorto subito. Mi ha insegnato le cose fondamentali e mi ha aiutata ad affrontare l'idea che diciassette anni fa mia madre ha avuto una scappatella con un angelo caduto. Mi  servito sapere che anche Scott ha subito un cambiamento fisico uguale al mio e capito certe cosette sui suoi genitori. Non ci possiamo credere che tu abbia impiegato cos tanto per capirlo. Mi rifil un pugno sulla spalla.
Mi accorsi che ero rimasta con la bocca spalancata come una stupida. Tu. Tu sei... una Nephilim.
Come avevo fatto a non rendermene conto? Avrei dovuto capirlo al volo; ci riuscivo con tutti gli altri Nephilim, perfino con gli angeli caduti... Forse non ci riuscivo perch Vee era la mia migliore amica e lo era da sempre? Per questo non avevo notato i cambiamenti che la riguardavano?
Cosa ti ha detto Scott sulla guerra? le chiesi.
 uno dei motivi per cui doveva venire qui stasera: raccontarmi le ultime novit. Sembra proprio che tu sia diventata qualcuno, cara la mia Ape Regina. Capo dell'esercito della Mano Nera... Vee fischi ammirata. Vai cos, ragazza. E non dimenticare di aggiungerlo al tuo curriculum.

34
Quando all'alba del giorno successivo mi incontrai con Patch su un tratto di costa roccioso indossavo scarpe da tennis, pantaloncini corti e canottiera. Era luned, il giorno in cui Pepper avrebbe dovuto concludere la sua missione. Era anche un giorno di scuola, ma in quel momento non potevo preoccuparmi di queste due bazzecole. Come prima cosa dovevo concentrarmi sull'allenamento.
Mi ero fasciata le mani pensando che gli esercizi a cui mi avrebbe sottoposto Patch avrebbero fatto impallidire quelli di Dante. Avevo raccolto i capelli in una strettissima treccia che mi aderiva alla testa e per colazione avevo bevuto solo un bicchiere d'acqua. Non toccavo arte diabolica da venerd e si vedeva. Avevo un mal di testa grosso come il Nebraska e mi si annebbiava la vista appena giravo la testa. Una fame rabbiosa mi dilaniava lo stomaco. Il dolore che provavo era cos intenso da impedirmi quasi di respirare.
Mantenendo la promessa fatta a Patch, avevo preso l'antidoto il sabato sera precedente, subito dopo avergli confessato che ero dipendente dalla bibita stregata, ma ci stava mettendo un po a fare effetto, forse perch nell'ultima settimana avevo buttato gi dosi massicce di quella schifezza.
Patch indossava jeans neri e una T-shirt attillata dello stesso colore. Mi appoggi le mani sulle spalle guardandomi negli occhi. Sei pronta?
Nonostante il mio malumore sorrisi e mi feci schioccare le nocche. Pronta a lottare con il mio stupendo ragazzo? Oh, direi proprio di s.
Un lampo di divertimento addolc il suo sguardo.
Cercher di stare attenta a dove metto le mani, ma nella foga del momento potrebbe succedere di tutto aggiunsi.
Patch sorrise. Lo spero ardentemente!
Okay, capo. Diamoci una mossa.
A quelle parole l'espressione di Patch divenne concentrata e professionale. Non conosci la scherma, mentre scommetto che Dante ha avuto modo di fare molta pratica nel corso degli anni. La strategia migliore che puoi adottare  cercare di disarmarlo quasi subito per passare alla lotta corpo a corpo.
E come faccio?
Patch raccolse due bastoni da terra. Li aveva tagliati in modo che fossero pi o meno lunghi come una spada. Ne gett uno in aria e io lo presi al volo. Sfodera la spada prima di cominciare il duello, ci vuole pi tempo a sguainarla che a farsi colpire.
Finsi di sguainare la mia spada da un fodero invisibile che mi pendeva dal fianco e mi misi in guardia.
Tieni sempre i piedi divaricati mi insegn Patch, mostrandomi lentamente come parare un colpo. Ti serve a non perdere l'equilibrio. Non accostare mai i piedi e tieni sempre la lama vicina al corpo. Se ti sbilanci in avanti, per Dante sar facilissimo farti cadere.
Ci esercitammo per qualche minuto sul movimento dei piedi e su come mantenere l'equilibrio, gli schiocchi prodotti dalle nostre finte spade che si colpivano echeggiavano coprendo il rumore della marea.
Studia i movimenti di Dante continu Patch. Seguir da subito uno schema e presto capirai quando vuole colpire. Quando sta per farlo, anticipalo attaccandolo tu per prima.
D'accordo. Sar meglio che tu mi faccia vedere come fare.
Patch avanz rapido, roteando la sua spada sulla mia con una tale forza che mi trem tra le mani. Prima che riuscissi a riprendermi assest un altro colpo fulmineo che mi fece volar via di mano la spada.
La raccolsi, mi asciugai la fronte e mormorai: Non sono abbastanza forte. Non credo che riuscir mai a fare un giochetto simile a Dante.
S che ci riuscirai, ma prima dovrai stancarlo. Il duello  fissato per l'alba di domani. La tradizione vuole che si tenga all'aperto, in un posto molto isolato. Costringerai Dante a restare con il sole negli occhi. Anche se cercher di cambiare posizione, confronto a te  talmente alto che riuscir a schermarti dai raggi. Usa la sua statura a tuo vantaggio.  molto alto, quindi le sue gambe saranno pi esposte ai tuoi attacchi. Se lo colpisci con violenza a un ginocchio gli farai perdere l'equilibrio. Appena vacilla, tu attacca.
Seguii alla lettera le indicazioni di Patch e gli feci perdere l'equilibrio con un colpo assestato alla rotula, seguito da una rapida successione di attacchi e di colpi. Non lo disarmai, ma riuscii a colpire con la punta della finta spada il suo petto indifeso. Se mi fosse riuscita una mossa simile anche con Dante sarebbe stato il punto di svolta del duello.
Molto bene approv Patch.  molto probabile che il duello duri meno di trenta secondi. Ogni mossa  fondamentale. Devi essere prudente e mantenere il sangue freddo. Non permettere a Dante di farti commettere errori stupidi. Il modo pi efficace di difenderti sar quello di schivare i colpi, soprattutto all'aperto. Avrai tutto lo spazio necessario per evitare la sua spada, ma devi spostarti in fretta dalla sua traiettoria.
Ma Dante sa benissimo che  un fantastiliardo di volte pi bravo di me. Aggrottai le sopracciglia. Hai qualche consiglio su come affrontare la totale sfiducia in me stessa che mi sta invadendo?
Trasforma la paura in una strategia. Fingi di essere ancora pi spaventata di quanto sei davvero e alimenta in Dante l'illusione d'essere senza dubbio il migliore. L'arroganza a volte pu essere letale. Sollev gli angoli della bocca. Tu per non hai mai sentito questa frase uscire dalle mie labbra.
Mi appoggiai la spada finta sulla spalla come se fosse una mazza da baseball. Quindi, in due parole, il piano  disarmarlo, assestargli un colpo fatale e reclamare il mio ruolo come legittimo capo dei Nephilim.
Un cenno di assenso. Sar una passeggiata. Con altre dieci ore di allenamento diventerai una professionista.
Se dobbiamo continuare per dieci ore mi servir un piccolo incentivo per mantenere la concentrazione.
Patch mi circond il collo con il braccio e mi attir a s per darmi un bacio. Ogni volta che riesci a disarmarmi ti do un bacio. Come ti sembra?
Mi morsi le labbra per non mettermi a ridere. Mi sembra una proposta indecente.
Patch sollev un sopracciglio. Ma guarda un po... Qui c' qualcuno malizioso. Okay, due baci tutte le volte che mi disarmi. Obiezioni?
Mi dipinsi sul viso l'espressione pi innocente del mondo. Assolutamente no.
Patch e io duellammo fino al tramonto. Distruggemmo cinque spade finte a testa e ci fermammo solo per pranzare e perch potessi ricevere tutti i baci che avevo vinto e alcuni durarono cos a lungo da attirare l'attenzione di bagnanti e patiti di footing. Dovevamo sembrare due pazzi: scattavamo sulle rocce brandendo spade di legno l'uno contro l'altra, assestando stoccate tanto violente da procurare lividi e, potevo scommetterci, anche qualche emorragia interna qua e l. Per fortuna, la velocit con cui il mio corpo guariva, significava che le ferite peggiori non interferivano con l'allenamento.
Al tramonto eravamo grondanti di sudore, ma io non stavo pi in piedi per la stanchezza. Tra meno di dodici ore avrei dovuto combattere con Dante, sul serio questa volta. Al posto dei bastoni avremmo usato lame d'acciaio cos affilate da mozzare un braccio o una gamba. Il pensiero bast a riportarmi alla realt e a farmi rabbrividire.
Complimenti, ce l'hai fatta mi congratulai con Patch. Non sar mai pi preparata di cos. Oggi sono diventata una spadaccina provetta. Avrei dovuto nominarti mio allenatore personale fin dal primo giorno.
Lentamente, gli comparve sul viso un sorriso malizioso. Patch  sempre il numero uno.
Mmm approvai lanciandogli un'occhiata fintamente ingenua.
Perch non vieni da me a farti una doccia? Potrei andare a prendere qualcosa da mangiare al Borderline sugger mentre ci arrampicavamo sull'argine roccioso per tornare al parcheggio.
Fece la proposta con molta disinvoltura, ma quelle parole attirarono il mio sguardo, che si fiss nei suoi occhi. Patch lavorava come aiuto cameriere al Borderline quando ci eravamo conosciuti. Ormai non riuscivo a passare davanti a quel ristorante senza pensare subito a lui. Mi commosse che se ne ricordasse e scoprire che quel ristorante aveva un significato speciale anche per lui. Mi costrinsi a scacciare dalla mente il duello dell'indomani e le scarse possibilit di successo di Pepper. Quella sera volevo godermi la compagnia di Patch senza preoccuparmi del mio destino - del nostro destino - se Dante avesse vinto.
Posso fare un'ordinazione? Vorrei i taco mormorai, ricordando che Patch mi aveva insegnato a prepararli.
Mi leggi nel pensiero, angelo.
Entrai con la mia chiave a casa di Patch. Andai in bagno, mi spogliai e sciolsi la treccia. Quella stanza era meravigliosa. Ceramica di un azzurro cupo e asciugamani neri. Al centro della stanza c'era una vasca che poteva contenere tranquillamente due persone. Saponette che profumavano di vaniglia e cannella.
Mi misi sotto la doccia, lasciando che l'acqua mi sferzasse la pelle. Pensai a Patch in piedi in quella doccia, con le mani appoggiate al muro mentre l'acqua gli scendeva sulle spalle. Pensai alle gocce sulla sua pelle, luminose come diamanti. Pensai che aveva usato gli stessi asciugamani in cui stavo per avvolgermi. Pensai al suo letto, a pochi metri di distanza. Al suo profumo che permeava le lenzuola...
Un'ombra pass sullo specchio del bagno.
La porta era socchiusa e lasciava filtrare la luce accesa in camera da letto. Trattenni il fiato, aspettando di vedere un'altra ombra, sperando che fosse frutto della mia immaginazione. Ero a casa di Patch, e nessuno sapeva dove fosse. N Dante n Pepper. Ero stata attenta, quella sera nessuno mi aveva seguita.
Un'altra sagoma scura scivol sullo specchio. L'aria crepit di energia sovrannaturale.
Chiusi il rubinetto e mi annodai un asciugamano intorno al corpo. Cercai un'arma: potevo scegliere tra un rotolo di carta igienica e il dispenser del sapone liquido.
Mi misi a canticchiare sottovoce; non c'era motivo di far sapere all'intruso che mi ero accorta della sua presenza.
Lo sconosciuto si avvicin alla porta del bagno. Il suo potere trasmise ai miei sensi una scossa elettrica e i peli delle braccia mi si rizzarono come bandierine al vento. Continuai a canticchiare. Con la coda dell'occhio vidi che il pomello della porta girava. La mia attesa era finita.
Sferrai un calcio col piede nudo, emettendo un grugnito per lo sforzo. La porta si frantum, spezzando i cardini, travolgendo la persona che stava dietro. Balzai verso l'intruso a pugni tesi, pronta ad attaccare.
L'uomo si raggomitol a terra per proteggersi. No, ti prego! gemette. Non farmi del male!
Abbassai i pugni, inclinando la testa di lato per guardarlo meglio.
Blakely?

35
Cosa ci fai qui? gridai, sistemandomi meglio l'asciugamano per non farlo cadere. Come hai trovato questo posto? Un'arma. Mi serviva un'arma. I miei occhi frugarono l'ordinatissima stanza da letto di Patch. Blakely sembrava innocuo... in quel momento. Io per non avevo dimenticato che trafficava con l'arte diabolica da mesi. Non potevo essere sicura che, nascosto sotto l'impermeabile, non avesse con s uno strumento affilato, pericoloso e che magari emanava il solito bagliore azzurrognolo.
Mi serve il tuo aiuto mormor mentre si rimetteva faticosamente in piedi.
Non muoverti ringhiai. Inginocchiati e tieni le mani dove le posso vedere.
Dante ha cercato di uccidermi.
Sei immortale, Blakely. Inoltre tu e Dante siete alleati.
Non pi. Ormai ho creato un numero sufficiente di prototipi e lui ha deciso di liberarsi di me. Vuole essere l'unico in grado di controllare l'arte diabolica. Ha usato una spada che ho potenziato io. Doveva servire a ucciderti, ma prima ha cercato di usarla contro di me, capisci? Gli sono sfuggito per miracolo.
Dante Ti ha ordinaTo di preparare una spada che fosse in grado di uccidermi?
Per il duello.
Ancora non sapevo a quale gioco stesse giocando Blakely, ma Dante era capacissimo di ricorrere a qualsiasi mezzo, lecito o meno, pur di vincere. La spada  pericolosa come dici? Mi uccider?
Blakely mi guard dritto negli occhi. S.
Cercai di ragionare su quella notizia senza agitarmi. Dovevo trovare un modo per impedire a Dante di usare quella spada. Ma una cosa alla volta. C' dell'altro?
Ho il sospetto che Dante lavori per gli angeli caduti.
Non battei ciglio. Perch ti  venuto questo sospetto?
Lavoro da mesi e non mi ha mai permesso di creare un'arma in grado di ucciderli. Invece ho creato un armamentario di prototipi che dovevano uccidere te. E se possono uccidere te, sono in grado di uccidere anche qualsiasi altro Nephilim. Visto che i nostri nemici sono gli angeli caduti, perch mi ha fatto progettare armi che uccidono noi e non loro?
Ricordai la conversazione che avevo avuto con Dante pi di una settimana prima al Rollerland. Dante mi ha detto che col tempo saresti riuscito a progettare un prototipo abbastanza potente da uccidere un angelo caduto.
Come faccio a saperlo? Non mi ha mai concesso la possibilit di provarci.
All'improvviso decisi di rischiare e di raccontare la verit a Blakely. Non mi fidavo di lui, non ancora, ma se gli avessi detto qualcosa di vero, forse lui avrebbe fatto lo stesso. E in quel momento dovevo assolutamente sapere tutto ci che aveva fatto per tutti quei mesi. Il tuo sospetto  fondato: Dante lavora per gli angeli caduti. Lo so per certo.
Chiuse gli occhi per un attimo, sconvolto dalla notizia. Non mi sono mai fidato di lui, fin dal principio. Farlo diventare uno di noi  stata un'idea di tuo padre. Non sono riuscito a dissuadere Hank allora, ma adesso posso vendicare il suo nome. Se Dante  un traditore lo uccider, lo devo a tuo padre.
Be, dovevo riconoscerlo: Hank sapeva conquistare la fedelt dei suoi uomini.
Spiegami meglio come funziona la bevanda potenziante continuai. Visto che Dante lavora per gli angeli caduti, perch ti ha fatto creare qualcosa che aiuti i Nephilim?
Non l'ha mai distribuita agli altri Nephilim come aveva promesso. Sta solo centuplicando le sue forze. Adesso si  impossessato di tutti i prototipi e anche dell'antidoto. Blakely si copr il volto con le mani. Tutto ci per cui ho lavorato... rubato.
I capelli umidi mi si erano appiccicati alla pelle e rivoletti di acqua ormai fredda mi correvano lungo la schiena. Mi venne la pelle d'oca, per il freddo e per le rivelazioni di Blakely. Patch sar qui da un momento all'altro. Visto che sei riuscito a trovare casa sua, immagino che lo stessi cercando.
Voglio distruggere Dante. Nella sua voce vibrava una determinazione ferrea.
Intendi dire che vuoi che Patch lo levi di mezzo per conto tuo. Possibile che tutti i cattivi della situazione volessero assumere il mio ragazzo come mercenario? Certo, lo era stato in passato, ma adesso stavano esagerando. Era una cosa ridicola e io cominciavo a scocciarmi. Non c'era nessuno in grado di risolversi i propri problemi da solo? Cosa ti fa pensare che accetter?
Voglio che Dante passi il resto della sua esistenza nella disperazione pi totale. Isolato dal mondo, torturato fino allo spasimo. Patch  l'unico in grado di farlo. Se accetta sono disposto a pagarlo qualsiasi cifra.
A Patch non servono i tuoi soldi... Mi interruppi senza concludere la frase. Ero stata appena folgorata da un'idea che aveva il dubbio pregio di essere subdola e perfetta per manipolare l'uomo che mi stava di fronte. Non avrei voluto approfittare di Blakely, ma in passato lui non si era fatto scrupoli con me. Ricordai a me stessa che in fin dei conti mi aveva pugnalata con un coltello stregato, procurandomi una dipendenza nociva e dolorosa. A Patch non servono i tuoi soldi, serve la tua testimonianza. Se sei disposto a confessare i delitti di Dante domani al duello, di fronte a Lisa Martin e ai Nephilim che contano, Patch eliminer Dante per te. Il fatto che Patch avesse gi promesso di uccidere Dante per conto di Pepper non significava che non potevamo approfittare dell'opportunit che il destino ci offriva e metterci in condizione di guadagnare qualcosa anche da Blakely. Il detto due piccioni con una fava doveva pur avere un suo fondamento di verit.
Uccidere Dante  impossibile. Imprigionarlo per sempre s, ucciderlo no. Nessuno dei prototipi funziona su di lui.  immune perch il suo corpo...
Patch pu farlo replicai bruscamente. Se vuoi Dante morto, considerala cosa fatta. Tu hai i tuoi agganci, Patch i suoi.
Blakely mi studi con uno sguardo intenso e furbo. Conosce un arcangelo? indovin dopo un breve silenzio.
Non sono stata io a dirtelo. Un'altra cosa, Blakely.  molto importante. Sei certo di avere abbastanza ascendente su Lisa Martin e gli altri Nephilim influenti per metterli contro Dante? Perch se cos non fosse, domani faremo una brutta fine tutti e due.
Ci riflett solo un istante. Dante ha ammaliato tuo padre, Lisa Martin e molti altri sin dall'inizio, ma non li conosce bene come me. Se dico che  un traditore mi crederanno. Blakely si frug nella tasca e mi porse un biglietto da visita. Devo tornare a prendere alcune cose importanti prima di rifugiarmi nella mia casa sicura. Questo  il mio nuovo indirizzo. Dammi un po di tempo, poi raggiungimi insieme a Patch. Stanotte studieremo i dettagli.
Patch rientr pochi minuti dopo. Le mie prime parole furono: Quando ti dir chi  passato a trovarci non ci crederai mai. Poi riferii per filo e per segno la mia conversazione con Blakely.
Tu cosa ne pensi? mi chiese alla fine.
Penso che Blakely sia la nostra ultima speranza.
Ti fidi di lui?
No, ma sai come si dice: Il nemico del tuo nemico...
L'hai fatto giurare che domani testimonier?
Il mio cuore per un attimo si ferm. No, non ci avevo pensato. Era un errore commesso in completa buona fede, ma mi fece dubitare delle mie effettive qualit di leader. Sapevo che Patch non si aspettava la perfezione da me, ma volevo comunque dimostrargli di essere all'altezza. Una vocina stupida dentro di me mi chiese se anche Dabria avrebbe commesso il medesimo errore. Ne dubitavo. Quando pi tardi lo raggiungeremo sar la prima cosa che far.
In effetti  ovvio che Dante voglia essere l'unico ad avere il pieno controllo dei poteri dell'inferno riflett Patch. E se ha pensato che Blakely lo sospettasse di lavorare per gli angeli caduti, lo uccider pur di non correre rischi.
Secondo te, quel giorno al Rollerland, Dante mi ha raccontato dell'arte diabolica perch era sicuro che te l'avrei riferito e che tu ti saresti messo a dare la caccia a Blakely? gli domandai. Mi sono sempre chiesta perch me ne abbia parlato. A ripensarci sembra quasi che avesse un piano, che contasse sul fatto che tu avresti fatto sparire Blakely lasciandolo padrone del campo.
Che era esattamente ci che avevo in mente. Per fortuna Marcie ha scombussolato i piani mettendosi in mezzo.
Dante ha messo in dubbio la mia autorit fin dall'inizio.
Non potr pi farlo. Abbiamo la testimonianza di Blakely.
Quindi andiamo da lui?
Patch and a riprendere le chiavi della moto che meno di cinque minuti prima aveva posato sul ripiano della cucina. Certo, con me non ci si annoia mai, angelo.
L'indirizzo datomi da Blakely ci condusse a un piccolo cottage di mattoni rossi, in un vecchio quartiere della citt. Due finestre chiuse fiancheggiavano il portone. L'immenso giardino sembrava ingoiare l'edificio.
Patch fece due volte il giro dell'isolato scrutando con attenzione in ogni angolo, poi parcheggi in strada, lontano dai lampioni. Buss alla porta tre volte. A parte una luce accesa in salotto, non vedemmo altri segni della presenza di qualcuno.
Rimani qui disse Patch. Vado a dare un'occhiata sul retro.
Aspettai sulla minuscola veranda, guardandomi alle spalle per tenere d'occhio la strada. Era troppo freddo perch i vicini decidessero di portare fuori il cane, e non pass nemmeno una macchina.
La serratura del portone scatt e Patch l'apr dall'interno. La porta sul retro era spalancata. Ho un brutto presentimento disse.
Entrai e mi chiusi la porta alle spalle. Blakely? chiamai a bassa voce. La casa era cos piccola che urlare non era necessario.
Al primo piano non c' mi inform Patch. Per ci sono delle scale che portano al seminterrato.
Le scendemmo e ci ritrovammo in una stanza illuminata. Trattenni il fiato quando vidi la scia rossa che imbrattava la moquette. Le impronte color porpora di mani sul muro puntavano nella medesima direzione, una stanza da letto buia di fronte a noi. Nell'ombra intravidi la sagoma di un letto accanto al quale era accasciato il corpo di Blakely.
Patch tese immediatamente il braccio, bloccandomi. Vai di sopra mi ordin.
Senza rifletterci mi chinai sotto il braccio di Patch e corsi da Blakely.  ferito!
Il bianco degli occhi di Blakely aveva una tenue sfumatura azzurra. Dalla bocca gli usciva un rivolo di sangue che gli gorgogli in gola quando tent invano di parlare.
 stato Dante? gli chiese Patch, che mi aveva subito raggiunta.
Mi accovacciai accanto al ferito. Il battito cardiaco era debole e irregolare. Mi si riempirono gli occhi di lacrime. Non sapevo se stavo piangendo per Blakely o per ci che la sua morte avrebbe significato per me, ma sospettai che si trattasse della seconda ragione.
Blakely sput un grumo di sangue e sussurr: Dante sa... le piume.
Mi aggrappai spasmodicamente alla mano di Patch. Com' possibile che Dante sappia delle piume? Non pu averglielo detto Pepper. E gli unici altri due a saperlo siamo noi.
Se Dante sa delle piume cercher di intercettare il ritorno di Pepper sulla Terra, rispose nervosamente Patch nella mia mente. Non possiamo permettergli di impadronirsi delle piume.
Lisa Martin... qui... tra poco rantol Blakely. Ogni parola gli costava uno sforzo terribile.
Dov' il laboratorio? gli chiesi. Come possiamo distruggere le scorte di arte diabolica?
Blakely scosse la testa violentemente, come se avessi fatto la domanda sbagliata. La sua spada - lui - non lo sa. Ho mentito. Uccide... anche lui. Sput con sforzo le parole insieme a un altro fiotto di sangue, che era passato dal rosso a un azzurro intenso.
Ho capito sussurrai accarezzandogli una spalla per confortarlo. La spada che user domani per il duello pu uccidere anche Dante, ma lui non lo sa. Bravo, Blakely. Adesso dimmi dov' il laboratorio.
Ho cercato... di... dirtelo ansim.
Lo scossi leggermente per le spalle. No, non me l'hai detto. Dov'? Non speravo che distruggere il laboratorio avrebbe cambiato il risultato del duello: la forza di Dante sarebbe stata potenziata ai massimi livelli durante il combattimento, con o senza laboratorio in funzione. Ma a prescindere da ci che sarebbe successo a me, se Patch fosse riuscito a distruggerlo l'arte diabolica sarebbe finalmente scomparsa dalla faccia della Terra. Mi sentivo investita della responsabilit di ricacciare i poteri dell'inferno... be, dove sarebbero dovuti rimanere. All'inferno, appunto.
Dobbiamo andare, angelo, mi disse Patch nella mente. Lisa non pu vederci qui. Trarrebbe le conclusioni sbagliate.
Scossi Blakely un po pi forte. Dov' il laboratorio? Dov'?
Le sue mani strette a pugno si rilassarono. I suoi occhi, velati da quell'azzurro raccapricciante, si fissarono su di me senza vedermi.
Non possiamo perdere altro tempo qui, dobbiamo agire insistette Patch. Probabilmente Dante  sulle tracce di Pepper e delle piume.
Mi asciugai gli occhi con le mani. Lasciamo Blakely qui, cos?
Una macchina fren in strada. Lisa mormor Patch. Spalanc la finestra della stanza da letto e mi iss sul davanzale, balzando subito al mio fianco. Se vuoi rendergli l'estremo saluto devi farlo adesso.
Mi voltai a fissare con tristezza il corpo di Blakely e mormorai semplicemente: Buona fortuna nell'altra vita.
Avevo la sensazione che ne avrebbe avuto bisogno.
Percorremmo in moto a tutta velocit le stradine secondarie immerse tra i boschi. Cheshvan era cominciato con il novilunio due settimane prima e ora la luna stava sospesa sopra le nostre teste come un'orbita spettrale, un immenso occhio penetrante a cui non potevamo sfuggire. Tremai e mi rannicchiai contro Patch. Prendeva le curve a una velocit tale che i rami degli alberi si trasformarono in fugaci visioni di dita scheletriche, pronte ad afferrarmi.
Per parlare a Patch ricorsi al linguaggio della mente dal momento che la voce non sarebbe stata in grado di sovrastare il boato del vento.
Chi pu aver detto a Dante delle piume?
Pepper non correrebbe un rischio simile.
E neanche noi.
Se lo sa Dante, dobbiamo dare per scontato che lo sappiano anche gli angeli caduti. Faranno l'impossibile per impedirci di mettere le mani su quelle piume, angelo. Non si fermeranno davanti a nulla.
Il messaggio era fin troppo chiaro. Eravamo sempre pi in pericolo.
Dobbiamo avvertire Pepper, dissi.
Se lo chiamiamo e gli arcangeli ci intercettano, non avremo mai quelle piume.
Diedi un'occhiata al cellulare per controllare l'ora. Le undici. Diamogli fino a mezzanotte. Il tempo che aveva a disposizione  agli sgoccioli ormai.
Se non chiama presto, angelo, dobbiamo dedurre che  successo il peggio e studiare un nuovo piano.
La sua mano scese a stringermi la coscia e purtroppo quel gesto mi fece capire che pensavamo tutti e due la stessa cosa. Avevamo esaurito i piani possibili. Non c'era pi tempo. O riuscivamo ad avere le piume...
O la razza Nephilim avrebbe perso molto pi di una guerra.

36
Un motivetto suon nella mia tasca. Patch inchiod subito e ferm la moto sul ciglio della strada. Risposi immediatamente, con una preghiera muta nel cuore.
Ho le p-p-piume annunci Pepper con una vocetta stridula e tremante.
Sospirai di sollievo e diedi un cinque a Patch, poi le nostre dita si allacciarono. Avevamo le piume, avevamo il pugnale. Il duello del mattino seguente non sarebbe pi stato necessario. Gli avversari morti non brandivano spade, che fossero stregate o no.
Bravo, Pepper esclamai. Consegnaci piume e pugnale, poi potrai buttarti alle spalle questa brutta storia. Patch uccider Dante appena avr il pugnale. C' una cosa che devi sapere, per: anche Dante vuole impossessarsi delle piume. Non c'era tempo di prepararlo per gradi alla notizia, cos spiegai: A tutti i costi. Ti sta cercando, quindi sta molto attento. E non permettergli di prenderti le piume o il pugnale.
Pepper tir su col naso. Ho p-p-paura. Come faccio a essere sicuro che Dante non mi trover? E se gli arcangeli si accorgono che le piume sono sparite? La sua voce si trasform in un grido disperato. E se capiscono che sono stato io?
Calmati, andr tutto bene. Faremo lo scambio al parco divertimenti di Delphic. Vediamoci l tra quarantacinque minuti...
Ma  quasi un'ora! Non posso tenere le piume per cos tanto tempo. Io dovevo prenderle e consegnarcele, il patto era questo. Non avevi detto che dovevo fargli anche da baby-sitter. E a me non pensi? Dante mi sta cercando! Se vuoi che tenga le piume, Patch deve andare subito a cercare Dante e toglierlo di mezzo!
Te l'ho gi spiegato sbottai perdendo la pazienza. Patch uccider Dante appena ci consegnerai il pugnale.
E se Dante mi trova prima? Voglio che Patch cominci a dargli la caccia subito, adesso. Anzi, sai cosa ti dico? Non ti dar il pugnale se non mi proverete che Patch ha catturato Dante!
Scostai il cellulare dall'orecchio per proteggere i timpani dalle urla isteriche di Pepper. Sta perdendo la testa sussurrai a Patch, preoccupatissima.
Patch mi prese il telefono dalle mani. Stammi bene a sentire, Pepper. Porta piume e pugnale al parco divertimenti. Far in modo che due angeli caduti ti vengano incontro ai cancelli. Si accerteranno che tu entri in casa mia sano e salvo. Per non dire cosa hai con te.
La risposta isterica di Pepper usc gracchiando dal microfono.
Patch lo ignor. Porta le piume a casa mia. Poi rimani l tranquillo fino al nostro arrivo.
Un gemito altissimo.
No, non lascerai le piume incustodite insistette Patch e il suo tono rivelava l'insano desiderio di ucciderlo. Ti metterai a sedere sul divano e farai in modo che le piume siano ancora con te quando arriviamo.
Altri strilli di panico.
Piantala di frignare. Catturer Dante se  questo quello che vuoi, poi verr a prendere il pugnale. Vai al Delphic e fai esattamente quello che ti ho detto. E un'altra cosa: smettila di piangere. Stai facendo fare una pessima figura a tutti gli arcangeli.
Patch chiuse la comunicazione e mi restitu il cellulare. Speriamo che funzioni. Tieni le dita incrociate.
Secondo te Pepper custodir le piume?
Si pass le mani sul viso, emettendo un suono gutturale, met risata e met lamento. Dovremo dividerci, angelo. Se diamo la caccia a Dante insieme, rischiamo di lasciare le piume incustodite.
Vai a cercare Dante. Di Pepper e delle piume mi occupo io.
Patch mi scrut. So che lo farai, ma l'idea di lasciarti sola non mi piace affatto.
Non preoccuparti per me. Sorveglier le piume e chiamer subito Lisa Martin. Le esporr il piano e mi aiuter a realizzarlo. Metteremo fine alla guerra e libereremo i Nephilim. Diedi una stretta rassicurante alla mano di Patch. Tra poco sar tutto finito.
Patch si strofin la mascella, assorto nei suoi pensieri. Chiama Scott e chiedigli di raggiungerti. Sar pi tranquillo.
Sorrisi con un pizzico di ironia. Da quando in qua ti fidi di Scott?
Mi fido di te rispose con una voce cos sensuale da farmi sciogliere.
Patch mi spinse contro un albero e mi baci con passione.
Ripresi fiato. Ragazzi, prendete nota: questo era un bacio.
Patch sorrise, ma in una frazione di secondo i suoi occhi s'incupirono; contrasse la mascella e i muscoli delle braccia si irrigidirono. Quando tutto sar finito staremo insieme. Un'ombra di profondo disagio gli pass sul viso.
Se sar io a poter decidere s, assolutamente.
Qualsiasi cosa accada stanotte, ti amo.
Non parlare cos, Patch sussurrai con la voce rotta dall'emozione. Mi stai facendo paura. Certo che staremo insieme. Trova Dante, poi vieni al Delphic. Metteremo fine a questa guerra insieme, io e te. Non potrebbe essere pi semplice.
Mi baci ancora, delicatamente, su entrambe le palpebre, poi sulle guance e infine mi sigill le labbra con le sue. Non sar mai pi lo stesso mormor con voce roca. Mi hai trasformato.
Gli gettai le braccia al collo e lo strinsi fortissimo a me. Mi aggrappai a lui cercando di scacciare il freddo che mi gelava le ossa. Dammi un bacio che non dimenticher mai. Lo costrinsi a fissarmi. Dammi un bacio che rimanga dentro di me fino a quando ci rivedremo. Perch ci rivedremo, prestissimo.
Gli occhi di Patch mi accarezzarono in silenzio, ardenti di passione Dentro le sue pupille vidi il mio riflesso, una nuvola di capelli rossi e labbra infuocate. Ero legata a lui da una forza che non sapevo controllare, un filo sottile che univa la mia anima alla sua. La luna alle sue spalle gli dipingeva sul viso ombre scure sotto gli occhi e gli zigomi, regalandogli una bellezza mozzafiato e... diabolica al tempo stesso.
Mi prese il viso tra le mani e mi trattenne. Il vento giocava con i miei capelli; gli lambivano i polsi, legandoci in un intreccio inestricabile. I suoi pollici mi sfiorarono le guance in una lunga, intima carezza. Nonostante il freddo fui percorsa da una vampata di calore e mi sciolsi tra le sue mani. Le sue dita scesero in basso, sempre pi in basso, lasciandosi dietro una scia di desiderio. Chiusi gli occhi, sentii che il mio corpo cedeva. Sapeva accendermi come un fuoco. Luce e calore vibravano dentro di me con un'intensit che non avrei mai potuto immaginare.
Mi accarezz le labbra con il pollice, una carezza lieve ed eccitante. Sospirai di piacere.
Vuoi che ti baci adesso? Mi chiese.
Non riuscii a parlare. Risposi annuendo.
La sua bocca rovente e audace trov la mia. Smise di stuzzicarmi. Mi baci con tutto il fuoco oscuro che ardeva dentro di lui, profondo, possessivo, consumandomi il corpo e l'anima, cancellando dalla mia memoria qualsiasi ricordo di cosa significasse essere baciati.

37
Sentii la Barracuda di Scott rombare verso di me lungo la strada prima che i fanali squarciassero le tenebre. Gli feci cenno di fermarsi.
Grazie d'essere venuto dissi sedendomi accanto a lui.
Ingran la retromarcia e part con la stessa velocit con cui era arrivato. Al telefono non mi hai detto molto. Spiegami tutto quello che devo sapere.
Gli descrissi la situazione in fretta, ma cercando di essere chiara. Quando finii Scott emise un lungo fischio di sorpresa. Mi stai dicendo che Pepper ha preso le piume di tutti gli angeli caduti?
Incredibile, vero? Dobbiamo incontrarlo a casa di Patch, al Delphic. Far meglio a non lasciare le piume incustodite borbottai pi che altro a me stessa.
Posso accompagnarti al Delphic senza problemi. I cancelli sono chiusi quindi entreremo nei tunnel con i montacarichi. Poi dovremo usare una piantina. Non sono mai stato da Patch.
I tunnel a cui si riferiva erano il labirinto sotterraneo di cunicoli intricatissimi che correvano sotto il Delphic, e fungevano da strade e quartieri. Non sapevo che esistessero fino a quando avevo conosciuto Patch. L sotto si estendeva la citt degli angeli caduti che vivevano nel Maine e, fino a poco tempo prima, ci aveva abitato anche Patch.
Scott svolt in una stradina non lontana dall'ingresso principale del parco. Conduceva a una zona di carico e scarico fornita di rampe per i camion e di un magazzino. Entrammo in quest'ultimo da una porta laterale, attraversammo una sala immensa, piena di scatole, e finalmente arrivammo ai montacarichi. Quando fummo all'interno Scott ignor i pulsanti normali che indicavano il primo, secondo e terzo piano, e premette un piccolo pulsante giallo senza indicazioni in fondo al pannello. Sapevo che al Delphic c'erano moltissime entrate che conducevano ai tunnel, ma era la prima volta che usavo quella.
Il montacarichi, grande quasi quanto la mia stanza da letto, scese sempre di pi per poi fermarsi emettendo gemiti e scricchiolii. La pesante porta di acciaio si sollev e Scott e io ci ritrovammo su una specie di pianerottolo. Pavimento e pareti erano di terra battuta; l'unica luce proveniva da una lampadina che oscillava come un pendolo sopra le nostre teste.
Da che parte andiamo? chiesi lanciando un'occhiata al tunnel che si apriva davanti a noi.
Fui grata di avere Scott come guida nelle viscere del Delphic. Capii subito che per lui quei cunicoli erano familiari perch camminava rapido davanti a me, percorrendo quei corridoi bui come se li conoscesse a memoria. Usammo la piantina solo per trovare la direzione giusta sotto l'Arcangelo, la montagna russa pi nuova del posto. Da quel punto fui io a fare strada a Scott, scrutando con attenzione i corridoi fino a quando arrivammo a un'entrata che riconobbi, quella della vecchia casa di Patch.
La porta era chiusa a chiave dall'interno.
Bussai. Pepper, sono Nora Grey, apri. Gli concessi qualche secondo, poi bussai ancora. Se non apri perch avverti la presenza di qualcun altro non temere,  Scott. Non ti far niente. Adesso per apri la porta.
 solo? chiese Scott a bassa voce.
Annuii. S, almeno credo.
Non avverto la presenza di nessuno borbott Scott con una punta di scetticismo, accostando l'orecchio alla porta.
Sbrigati, Pepper chiamai.
Ancora nessuna risposta.
Butteremo gi la porta ordinai a Scott. Al mio tre. Uno, due... tre.
Insieme Scott e io sferrammo una serie di calci poderosi alla porta.
Ancora ansimai.
Continuammo a colpire il legno finch cedette e la porta si spalanc. Corsi in salotto per cercare Pepper.
Il divano era stato pugnalato pi volte, e da ogni taglio fuoriusciva l'imbottitura. Le cornici che avevano decorato le pareti giacevano in frantumi sul pavimento. Il tavolino di vetro davanti al divano era stato rovesciato, con una crepa minacciosa proprio al centro. Gli abiti di Patch erano stati tirati fuori dall'armadio ed erano sparpagliati dappertutto come coriandoli. Non sapevo se fossero le tracce di una lotta recente o il risultato della partenza frettolosa di Patch, che se n'era andato quasi due settimane prima, per l'esattezza quando Pepper aveva assunto della marmaglia per distruggergli la casa.
Sar meglio che telefoni a Pepper sugger Scott. Hai il suo numero?
Lo chiamai con il cellulare, ma lui non rispose. Dove si  cacciato? chiesi a voce alta, rabbiosamente, senza rivolgermi a nessuno in particolare. Dipendeva tutto da Pepper ormai: mi servivano quelle piume, e subito. Cos' questo odore? domandai poi arricciando il naso.
Mi inoltrai nel salotto; l quell'odore disgustoso era pi violento... qualcosa in putrefazione, che ricordava il catrame bollente.
Bruciava qualcosa.
Mi precipitai da una stanza all'altra alla ricerca delle piume. Non c'erano. Spalancai la porta della camera da letto di Patch per venire sopraffatta da un odore penetrante di materiale organico in fiamme.
Senza fermarmi a pensare mi precipitai verso la parete opposta della stanza, quella che si apriva su un passaggio segreto. Quando socchiusi la porta scorrevole una nube di fumo nero invase il locale. La puzza di bruciato, quasi oleosa, era insopportabile.
Tappandomi bocca e naso con la maglia gridai a Scott: Io entro.
Lui era dietro di me, muoveva la mano per scacciare il fumo.
Avevo percorso quel passaggio segreto solo un'altra volta in passato, quando Patch aveva tenuto prigioniero Hank Millar prima che lo uccidessi, ma cercai di ricordare la strada. Mi inginocchiai per evitare il fumo pi denso e proseguii a carponi, tossendo e boccheggiando a ogni respiro. Finalmente le mie mani toccarono una porta. Cercai a tentoni la maniglia e tirai. La porta si apr lentamente, mentre il corridoio veniva invaso da una nuova ondata di fumo.
Poi le fiamme fecero capolino nella cortina scura. Crepitavano e danzavano come in uno spettacolo di magia. Lingue di fuoco d'un vivace color oro o arancioni come il metallo fuso, sormontate da giganteschi pennacchi neri. Un orrendo crepitio accompagnato da una serie di schiocchi mi rombava nelle orecchie, mentre le fiamme divoravano una collina di materiale infiammabile. Scott mi prese per le spalle con un gesto protettivo e si mise davanti a me per ripararmi con il suo corpo. Il calore del fuoco ci arroventava il viso.
Mi ci volle un momento prima di urlare.

38
Scattai in piedi per prima. Incurante del calore mi avventai verso il fuoco mentre le scintille piovevano su di me come fuochi artificiali. Affondai le mani nella gigantesca pila di piume urlando in preda al panico. Rimanevano solo due piume a testimonianza del passato di arcangelo di Patch. Una la conservavamo noi per sicurezza. L'altra era stata presa e meticolosamente archiviata dagli arcangeli quando avevano bandito Patch dal paradiso. Quella piuma era nascosta da qualche parte nel cumulo che mi stava di fronte.
La piuma di Patch poteva essere ovunque in quel mucchio, forse era gi bruciata. Ce n'erano cos tante! E una quantit ancor pi grande di brandelli di cenere simili a carta bruciata aleggiava intorno al fal.
Scott! Aiutami a trovare la piuma di Patch! Concentrarmi. Dovevo concentrarmi. La piuma di Patch... l'avevo gi vista.  nera, tutta nera esclamai. Comincia a cercare. Io vado a prendere delle coperte per spegnere il fuoco!
Tornai correndo in casa di Patch; il fumo formava una cortina davanti ai miei occhi. All'improvviso mi fermai perch avvertii la presenza di qualcun altro nel tunnel proprio di fronte a me. Sbattei le palpebre per proteggere gli occhi dal fumo.
E troppo tardi mormor Marcie. Aveva il viso gonfio per il pianto e gli occhi rossi. Non puoi spegnere il fuoco.
Cos'hai fatto? le urlai in faccia.
Sono la legittima erede di pap, dovrei essere io a guidare i Nephilim.
Legittima erede? Ma ti rendi conto di quello che dici? Vuoi esserlo davvero? Be, io no! Tuo padre mi ha costretto!
Le tremavano le labbra. Voleva pi bene a me. Avrebbe scelto me. Sei stata tu a rubarmi il ruolo che mi spettava.
Non vuoi davvero questa responsabilit, Marcie, credimi. Chi ti ha messo queste idee in testa?
Le lacrime tornarono a rigarle le guance, il suo respiro divent affannoso.  stata mia madre ad avere l'idea di trasferirmi da te. Lei e i suoi amici Nephilim volevano che ti tenessi d'occhio. Ho accettato di farlo perch pensavo tu sapessi qualcosa sulla morte di pap, qualcosa che non mi avevi detto. Se fossimo diventate amiche ero convinta che... forse... Solo in quell'istante notai il pugnale che aveva in mano. Brillava di un bianco come fosse di madreperla, come se sotto la sua superficie fossero intrappolati i raggi pi puri del sole. Poteva essere solo il pugnale magico di Pepper. Quell'idiota si era fatto seguire da Marcie. Poi aveva mollato pugnale e piume ed era scappato, lasciando tutto a disposizione della mia sorellastra.
Tesi una mano verso di lei. Marcie...
Non toccarmi! strill. Dante mi ha detto che sei stata tu a uccidere mio padre. Come hai potuto? Come hai potuto? Ero sicura che fosse stato Patch, e invece... tu, tu! grid isterica.
Nonostante il calore, un brivido di paura mi percorse la schiena.
Io... posso spiegarti. Ma non credevo di poterlo fare davvero. L'espressione stravolta, folle, di Marcie mi fece capire che era sotto shock. Di sicuro non le interessava sapere che suo padre mi aveva forzato la mano, cercando di mandare Patch all'inferno. Dammi il pugnale.
St lontana da me! Si scost barcollando. Dante e io lo diremo a tutti. Cosa ti faranno i Nephilim quando sapranno che sei l'assassina della Mano Nera?
La studiai con attenzione. Dante doveva avere appena saputo che avevo ucciso Hank, altrimenti l'avrebbe rivelato ai Nephilim molto prima. Patch non aveva di certo tradito il mio segreto, quindi poteva averlo fatto solo Pepper. In qualche modo Dante era riuscito ad arrivare a lui.
Dante aveva ragione ringhi Marcie con la voce colma di una rabbia gelida. Mi hai rubato il ruolo che mi spettava. Doveva essere mio. E ora sono riuscita a fare quello in cui tu hai fallito: ho liberato i Nephilim. Quando quel fuoco si spegner, tutti gli angeli caduti della Terra saranno incatenati all'inferno.
Dante lavora per gli angeli caduti sibilai con voce resa dura dall'esasperazione.
No grid Marcie. Per gli angeli caduti lavori tu.
Mi attacc brandendo il pugnale di Pepper. Io feci un balzo indietro e inciampai. Il fumo mi accecava.
Dante lo sa che hai bruciato le piume? gridai a Marcie, ma non mi rispose. Se n'era andata.
Che Dante avesse cambiato strategia? Dopo l'inaspettato colpo di fortuna delle piume di tutti gli angeli caduti, che significava vittoria sicura per i Nephilim, era possibile che avesse deciso di schierarsi con la propria razza?
Non c'era tempo per riflettere. Avevo gi sprecato troppi minuti preziosi. Dovevo aiutare Scott a trovare la piuma di Patch. Tornai alla stanza segreta dove divampava l'incendio, tossendo e ansimando.
La cenere le sta annerendo tutte mi url Scott girandosi appena. Sembrano tutte uguali. Il calore gli aveva imporporato le guance e la brace vorticava intorno a lui, minacciando di dar fuoco ai suoi capelli ormai coperti di fuliggine. Dobbiamo andarcene di qui, se restiamo ancora prenderemo fuoco.
Corsi da lui piegata in due, cercando di proteggermi dal calore che non dava tregua. Prima dobbiamo trovare la piuma di Patch. Mi gettai alle spalle manciate di piume in fiamme scavando pi a fondo nel mucchio. Scott aveva ragione: una fuliggine nera e untuosa aveva insozzato tutte le piume. Mi lasciai sfuggire un grido disperato. Se non la troviamo verr incatenato all'inferno!
Sparsi qua e l qualche manciata di piume, pregando di riconoscere la sua al primo colpo d'occhio. Pregando che non fosse gi bruciata. Non avrei permesso a me stessa di pensare al peggio. Ignorando il fumo che mi irritava gli occhi e i polmoni immersi le mani tra le piume come una furia. Non potevo perdere Patch. Non l'avrei perso. Non cos. Non quando custodire le piume era compito mio.
Mi piangevano gli occhi e le lacrime mi scorrevano sulle guance. Non vedevo quasi nulla. L'aria rovente mi impediva di respirare. Avevo l'impressione che la pelle del mio viso si stesse sciogliendo, di avere il cranio in fiamme. Nonostante tutto affondai le mani nel mucchio, cercando disperatamente una piuma nera.
Non ti permetter di bruciare. L'urlo rauco di Scott fu pi forte del crepitio delle fiamme. Rotol via e mi trascin con s. Gli graffiai ferocemente la mano. Non me ne vado senza la piuma di Patch.
Il fuoco mi rombava nelle orecchie e non riuscivo pi a concentrarmi per la mancanza di ossigeno. Mi passai sugli occhi il dorso della mano, riuscendo solo a sporcarli di pi. Tesi di nuovo le braccia verso le piume, ma ero cos stanca e le sentivo pesanti come se fossero attaccate a pesi di una tonnellata. Vedevo male, in alcuni momenti assolutamente niente. Ma mi rifiutavo di svenire prima di aver trovato la piuma del mio amore.
Patch mormorai nell'istante in cui una favilla mi si pos sulla manica della maglia dandole fuoco. Prima che potessi sollevare l'altra mano per spegnere il piccolo incendio la fiamma divamp fino al gomito. Il calore mi bruciava la pelle, luminoso e dolorosissimo.
Urlai e mi gettai di lato; in quel momento mi resi conto che anche i jeans avevano preso fuoco.
Scott ululava ordini alle mie spalle. Dovevo uscire, mi pareva che dicesse. Voleva chiudere la porta e intrappolare il fuoco all'interno.
Non glielo potevo permettere. Dovevo salvare la piuma di Patch.
Persi l'orientamento e barcollai in avanti alla cieca. Le fiamme incandescenti che mi danzavano di fronte cancellarono tutto di fronte ai miei occhi.
La voce insistente e disperata di Scott si dissolse nel nulla.
Capii di essere a bordo di un'automobile in movimento ancora prima di aprire gli occhi. Sentivo gli scossoni degli pneumatici che sobbalzavano su una serie di buche, il motore mi rombava nelle orecchie. Ero rannicchiata contro la portiera, con la testa appoggiata al finestrino. Avevo in grembo due mani che non conoscevo ed ebbi un sussulto quando vidi che si muovevano ai miei ordini. Le alzai, le girai lentamente fissando la strana carta nera che si arricciava su di esse.
Carne carbonizzata.
Una mano mi strinse il braccio in un gesto consolatorio.
Non preoccuparti disse Scott dal posto di guida della Barracuda. Guarir in fretta.
Scossi la testa per fargli capire che mi aveva fraintesa. Mi leccai le labbra bruciacchiate. Dobbiamo tornare indietro. Gira la macchina, dobbiamo salvare Patch.
Scott non ribatt, ma mi rivolse uno sguardo incerto.
No.
Era una bugia. Una paura immensa, inimmaginabile s'impadron di tutto il mio essere. All'improvviso mi sentii la gola gonfia e bollente. Era una bugia.
So che tenevi moltissimo a lui mormor Scott.
Lo amo! Lo amer sempre! Gli ho promesso che saremmo stati per sempre insieme! Gridai in silenzio, perch le parole mi rimasero conficcate in gola come chiodi.
Guardai fuori dal finestrino. Fissai la notte, il passaggio confuso di alberi e campi e recinti che apparivano per poi svanire subito. Le parole che volevo disperatamente pronunciare si attorcigliarono per formare un urlo fatto di spine e dolore. L'urlo rest dentro di me, sempre pi grande e doloroso, mentre il mio mondo crollava e usciva dalla sua orbita.
Un cumulo di lamiere contorte bloccava la strada.
Scott sterz per scansarlo, rallentando mentre lo sorpassavamo. Non attesi che la macchina si fermasse: mi buttai fuori e cominciai a correre. Era la moto di Patch. Distrutta, a pezzi. La fissai a bocca aperta continuando a sbattere le palpebre, cercando disperatamente di vedere qualcos'altro. Il metallo accartocciato dava l'impressione che il conducente avesse corso a tutta velocit, per poi essere ingoiato dal vento.
Mi coprii gli occhi con le mani, aspettando che quell'immagine orrenda svanisse. Frugai la strada, pensando che doveva essersi schiantato da qualche parte. Di sicuro l'impatto aveva scagliato il suo corpo molto lontano. Corsi pi avanti, ancora pi avanti, frugando il fosso, le erbacce, le ombre proiettate dagli alberi. Forse era ancora un po pi avanti. Lo chiamai. Camminai avanti e indietro sul ciglio della strada, mentre mi passavo tra i capelli le mani tremanti.
Non sentii Scott avvicinarsi dietro di me. Avvertii appena le sue braccia intorno alle spalle. Il dolore e la disperazione mi scuotevano, erano una presenza reale, cos reale e spaventosa. Mi invase un freddo cos intenso che perfino respirare mi faceva male.
Mi dispiace mormor con voce rauca.
Non dirmi che non c' pi gridai. Si  schiantato con la moto e ha proseguito a piedi. Ha detto che ci saremmo trovati a casa sua, al Delphic, e manterr la promessa. Pronunciai quelle parole perch dovevo sentirle.
Stai tremando. Ti accompagno a casa mia, a casa tua, da lui... dove vuoi.
No urlai disperata. Torniamo alla sua vecchia casa, sotto il Delphic. Ci sta aspettando l, vedrai. Mi sciolsi bruscamente dall'abbraccio di Scott, ma faticavo a reggermi in piedi. Le mie gambe intorpidite riuscivano solo a muovere un passo stentato alla volta. Un pensiero folle e imperdonabile si impadron di me. E se Patch non ci fosse pi?
Tornai barcollando verso la moto.
Patch! gridai cadendo in ginocchio. Mi gettai sui rottami della moto, mentre i singhiozzi mi scuotevano il petto. Stavo scivolando verso la bugia.
Patch.
Pensai il suo nome, aspettando e aspettando una sua risposta. Lo pronunciai tra i singhiozzi, sentendo la mia voce che produceva suoni disumani e incontrollabili colmi di angoscia e disperazione.
Le lacrime mi rigarono le guance. Il mio cuore era appeso a un filo. La speranza a cui mi ero aggrappata mi sfugg di mano e scivol via inafferrabile. Sentii la mia anima frantumarsi, lacerarsi in mille brandelli che volarono via, lontano.
La minuscola luce, rimasta accesa dentro di me, si spense con un ultimo guizzo.
39
Mi abbandonai al sonno. I sogni erano l'unico mondo in cui potevo raggiungere Patch. Aggrapparmi al suo fantasma era meglio che vivere senza di lui. Rannicchiata a letto, circondata dal suo inconfondibile profumo, evocai il suo ricordo perch venisse a torturarmi.
Non avrei mai dovuto credere che Pepper mi portasse le piume. Avrei dovuto sapere che avrebbe combinato un casino. Non avrei dovuto sottovalutare Dante. Patch avrebbe detto che i miei sensi di colpa erano assurdi, lo sapevo, ma io mi sentivo ugualmente responsabile per ci che gli era accaduto. Se solo fossi arrivata al Delphic dieci minuti prima. Se solo avessi impedito a Marcie di accendere il fiammifero...
Svegliati, Nora.
Curva su di me, Vee parlava in fretta, con voce nervosa e tesa. Devi prepararti per il duello. Scott mi ha detto tutto. Devi prendere Dante a calci in culo e spedirlo dritto su Giove. Ti ha portato via Patch e adesso vuole il tuo sangue. E sai cosa ti dico? Non ci riuscir, per la miseria. Non se possiamo fare qualcosa per impedirlo.
Duello? Mi venne quasi da ridere. Dante non aveva bisogno di incrociare la spada con me per strapparmi il comando: aveva gi tutti gli argomenti necessari per distruggere la mia credibilit e la mia reputazione. Tutti gli angeli caduti, dal primo all'ultimo, erano stati incatenati all'inferno. I Nephilim avevano vinto la guerra. Dante e Marcie si sarebbero presi tutto il merito dicendo che avevano costretto un arcangelo a consegnargli le piume, e che si erano gustati ogni momento guardandole bruciare.
Il pensiero di Patch imprigionato all'inferno mi frust con una nuova ondata di dolore. Non sapevo come avrei fatto a dominare le mie emozioni, mentre i Nephilim si abbandonavano alla gioia festeggiando il proprio trionfo. Non avrebbero mai saputo che fino all'ultimo Dante aveva aiutato gli angeli caduti. I Nephilim lo avrebbero acclamato come loro capo. Ancora non sapevo cosa avrebbe significato per me. Se l'esercito veniva sciolto, aveva importanza che non fossi pi al comando? Ripensandoci, il mio giuramento era stato troppo vago. Non potevo immaginare di ritrovarmi in una situazione simile.
Eppure, molto probabilmente Dante aveva progetti che riguardavano il mio destino. Come me, sapeva che nel preciso momento in cui mancavo a quel giuramento, la mia vita sarebbe finita. Ma, per coprirsi le spalle, era probabile che mi avrebbe fatta arrestare per l'assassinio della Mano Nera. Prima di sera mi avrebbero giustiziata per tradimento o, nel migliore dei casi, sbattuta a marcire in prigione.
Avrei scommesso sull'esecuzione.
 quasi l'alba, alzati insistette Vee. Non permetterai a Dante di cavarsela.
Mi strinsi contro il viso il cuscino di Patch respirando il profumo di cui era impregnato, il suo odore, prima che scomparisse per sempre. Memorizzai i contorni del suo letto e mi rannicchiai nell'impronta del suo corpo. Chiusi gli occhi e immaginai che fosse l. Accanto a me. Mi toccava. Immaginai i suoi occhi neri addolcirsi, mentre mi accarezzava la guancia con le sue mani calde, forti e reali.
Nora mi ammon Vee.
La ignorai, preferendo rimanere con Patch. Il materasso si inclinava quando lui veniva pi vicino. Sorrideva e insinuava le mani sotto di me, abbracciandomi. Sei fredda, angelo. Lascia che ti scaldi.
Pensavo di averti perduto, Patch.
Sono qui con te. Ho promesso che saremmo stati insieme, ricordi?
Ma la tua piuma...
Sssh, mi mormor all'orecchio. Mi chiuse la bocca con un dito. Voglio stare con te, angelo. Rimani qui con me. Dimentica Dante e il duello. Non gli permetter di farti del male. Ti protegger.
Lacrime cocenti mi punsero gli occhi. Portami via, come mi hai promesso. Portami lontano, solo noi due.
Patch non vorrebbe vederti cos mi rimprover Vee. Stava cercando di fare appello alla mia coscienza.
Mi tirai le coperte sulla testa per creare una specie di baldacchino sopra Patch e me. Io risi e gli mormorai all'orecchio: Non sa che sei qui.
 il nostro segreto.
Non ti lascer, Patch. Con un movimento agile lui cambi posizione e si stese sopra di me, bloccandomi contro il materasso. Si chin su di me. Prova a scappare adesso.
Aggrottai le sopracciglia quando vidi un lampo di azzurro gelido guizzare sotto la superficie dei suoi occhi. Sbattei le palpebre per vedere meglio, ma quando lo rimisi a fuoco quell'alone sovrannaturale gli illuminava le iridi.
Deglutendo mormorai: Devo andare a bere un sorso d'acqua.
Te lo prendo io, insistette Patch. Non muoverti, rimani a letto.
Ci metto solo un secondo, ribattei cercando di divincolarmi.
Patch mi afferr i polsi. Hai detto che non te ne saresti andata.
Vado solo a bere un po d'acqua, obiettai.
Non ti permetter di andartene, Nora. Le sue parole suonarono come un ringhio. I suoi lineamenti si distorsero e si trasformarono fino a quando vidi tracce di un altro uomo in lui. La pelle olivastra di Dante, la sua fossetta sul mento e gli occhi seminascosti dal cappuccio, che in un giorno lontano mi erano sembrati attraenti, comparvero di fronte a me. Rotolai via, ma non abbastanza velocemente. Le dita di Dante mi affondarono nelle spalle ricacciandomi sotto di lui. Sentii sulla guancia il suo respiro bollente.
 finita. Arrenditi. Ho vinto io.
Sta lontano da me sibilai.
Le sue dita si dissolsero, il suo viso indugi un istante sopra il mio come una foschia azzurrognola prima di sparire.
Dell'acqua gelata mi scrosci sul viso e scattai a sedere boccheggiando. Il sogno svan. Vee era in piedi a mezzo metro da me con una caraffa vuota in mano.
 ora di andare annunci brandendo la caraffa come se si preparasse a usarla come arma se fosse stato necessario.
Non voglio brontolai, troppo infelice per arrabbiarmi per quella doccia inaspettata. Mi si strinse la gola ed ebbi paura di scoppiare a piangere. Volevo una sola cosa, e non c'era pi. Patch non sarebbe tornato. Non potevo fare nulla per cambiare le cose. Le convinzioni per cui mi era sembrato giusto combattere, le convinzioni che ardevano dentro di me, perfino l'idea di battere Dante e distruggere l'arte diabolica mi sembravano inutili senza di lui.
E Patch? incalz Vee. Hai rinunciato non solo a te stessa, ma anche a lui?
Patch se n' andato. Mi premetti le mani sugli occhi per dominare il bisogno di piangere.
Se n' andato, non  mica morto!
Non ce la faccio senza Patch mormorai prendendo fiato.
Allora devi cercare il modo di riaverlo.
 all'inferno sbottai.
Meglio all'inferno che nella tomba.
Sollevai le ginocchia e vi appoggiai la fronte. Ho ucciso Hank Millar, Vee. Patch e io lo abbiamo fatto insieme. Dante lo sa e al duello mi far arrestare. Mi accuser di tradimento. Nella mia mente prese vita una scena molto realistica. Dante mi avrebbe umiliata davanti a tutti. Mentre le sue guardie mi trascinavano via dal luogo in cui sarebbe dovuto avvenire il duello, i Nephilim mi avrebbero sputato addosso e urlato contro le ingiurie pi terribili. Per quanto riguardava l'esecuzione, il modo in cui mi avrebbe tolto la vita...
Avrebbe usato la spada. Quella che Blakely aveva stregato per essere sicuro di uccidermi.
Non posso presentarmi al duello, Vee.
Lei rimase a lungo in silenzio, poi disse:  la parola di Dante contro la tua
 proprio questo che mi preoccupa.
Sei ancora il capo dei Nephilim. Godi ancora di una certa credibilit. Se cerca di farti arrestare, sfidalo. I suoi occhi brillavano di granitica convinzione. Combatti fino alla fine. Puoi rendergli le cose facili, oppure puntare i piedi e farlo sudare pi che puoi.
Tirai su col naso e me lo asciugai col dorso della mano. Ho paura, Vee, una paura terribile.
Lo so, tesoro. Ma so anche che se esiste al mondo una persona in grado di farcela, quella sei tu. Non te lo dico spesso, anzi forse non te l'ho mai detto, ma quando divento grande voglio diventare esattamente come te. Te lo dico per l'ultima volta: tirati su da quel letto prima che ti dia un'altra innaffiata. Andrai al cimitero, intesi? E darai a quel Dante una lezione epocale.
Le mie ustioni pi gravi erano guarite, ma mi sentivo ancora debole e svuotata. Non ero una Nephilim da molto tempo e non conoscevo i meccanismi che mi facevano guarire in fretta, ma probabilmente avevo consumato un sacco di energie. Non mi ero guardata allo specchio prima di uscire dalla casa di Patch, per avevo un'idea abbastanza chiara di quanto dovessi apparire infelice e oppressa. A Dante sarebbe bastato posare lo sguardo su di me per cantare vittoria.
Mentre Vee e io svoltavamo con la macchina nel parcheggio che dava sul cimitero, ripercorsi il mio piano punto per punto. Dante avrebbe annunciato di aver confinato gli angeli caduti all'inferno e di aver vinto la guerra, praticamente senza combatterla. Poi, molto probabilmente, mi avrebbe accusata dell'omicidio di Hank e si sarebbe autoproclamato mio successore. A quel punto, io non mi sarei fatta da parte rinunciando alla mia carica. Vee aveva ragione: avrei lottato con le unghie e con i denti. Nonostante tutto avrei combattuto. Dante sarebbe dovuto passare sul mio cadavere, letteralmente, se voleva guidare i Nephilim.
La mano di Vee si chiuse sulla mia. Va a difendere la tua carica. Del resto ci occuperemo dopo.
Ricacciai in gola una risata incredula. Dopo? Non mi importava di cosa sarebbe successo dopo. Provavo una sorta di distacco nei confronti del mio futuro. Non volevo pensare a quello che sarebbe successo tra un'ora. Non volevo pensare al domani. Istante dopo istante, la mia vista si allontanava sempre pi dal sentiero che Patch e io avevamo percorso insieme. Non volevo proseguire, desideravo tornare indietro. A un punto in cui potevo essere di nuovo insieme a lui.
Scott e io saremo laggi, tra la folla mi disse Vee. Mi raccomando, Nora... sta attenta, okay?
Mi si riempirono gli occhi di lacrime. Erano le stesse parole che mi aveva detto Patch. Avevo bisogno di lui, qui, adesso, a rassicurarmi e a dirmi che ce l'avrei fatta.
Il cielo era ancora buio e la luna riversava la sua luce bianca sul paesaggio spettrale. La rugiada gelata faceva scricchiolare l'erba sotto i miei piedi, mentre scendevo lentamente la collina in direzione del cimitero, rimanendo dietro a Vee perch lei potesse arrivare prima di me. Sembrava che le lapidi galleggiassero nella nebbia, bianche croci di pietra e alti obelischi. Un angelo con le ali spezzate tese verso di me le braccia monche. Un aspro singhiozzo mi strinse la gola. Chiusi gli occhi evocando i bellissimi lineamenti di Patch. Faceva male pensare a lui, sapendo che non l'avrei rivisto mai pi. Non osare metter a piangere adesso, ordinai a me stessa. Distolsi lo sguardo. Ero terrorizzata di non farcela, se avessi lasciato entrare nel mio cuore qualsiasi sentimento che non fosse una determinazione glaciale.
Nel cimitero sotto di me si erano riuniti centinaia di Nephilim. Mi bast vedere quanti fossero per accelerare il passo. Visto che i Nephilim smettevano di invecchiare nel giorno in cui giuravano fedelt erano quasi tutti giovani, al massimo avevano dieci anni pi di me, eppure vidi un drappello di uomini e donne anziani in quella folla di ragazzi. I loro volti brillavano di speranza. I bambini scorrazzavano intorno ai genitori giocando a rincorrersi prima che il padre o la madre li prendessero per le spalle e li tenessero fermi. Bambini. Come se ci che doveva accadere quella mattina fosse uno spettacolo per famiglie, un circo o una partita di baseball.
Notai dodici Nephilim incappucciati da neri mantelli, lunghi fino ai piedi. Quella vista m'invest come una folata di vento. Mantelli neri. Avevo provato la stessa sensazione di dj vu la prima volta che avevo visto Baruch. Cercai di collegare le due sensazioni, ma senza riuscirci. Non avevo motivo di credere che fosse importante, anche se il mio istinto mi diceva che in realt era proprio cos.
Uno dei Nephilim si scopr il viso. Lisa Martin. La sua espressione era solenne, gli occhi impazienti. Mi porse un mantello nero. Era pi pesante di quanto pensassi, di velluto spesso e morbido al tatto. Hai visto Dante? mormor.
Indossai il mantello, ma non risposi alla domanda.
I miei occhi si posarono su Scott e Vee e mi rilassai. Feci il mio primo respiro profondo da quando ero uscita dalla casa di Patch. Poi vidi che le maniche dei loro mantelli si sfioravano. Immaginai che si tenessero per mano e mi sentii oppressa da una strana solitudine. Patch non sarebbe venuto. Non avrebbe mai pi, mai pi intrecciato le sue dita alle mie e mi sfugg un gemito.
L'alba.
Una fascia d'oro illumin l'orizzonte. Entro pochi minuti i raggi di luce sarebbero filtrati tra i rami, scacciando la nebbia. Dante sarebbe arrivato, e i Nephilim avrebbero ricevuto la notizia della loro vittoria. La paura di dover prestare giuramento e l'orrore ispirato da Cheshvan si sarebbero trasformati in leggende. Sarebbero stati felici, avrebbero inneggiato a Dante, il loro salvatore. L'avrebbero portato sulle spalle cantando il suo nome. Poi, dopo aver ottenuto l'approvazione unanime della folla, mi avrebbe additata e accusata...
Lisa si mosse per raggiungere il centro dell'assemblea. Alz la voce per annunciare: Sono certa che Dante arriver entro breve. Sa bene che il duello  fissato per l'alba. Essere in ritardo non  da lui, ma forse dovremmo aspettare qualche....
Il suo discorso fu interrotto da un brontolio di tuono che sembrava sollevarsi a ondate dal suolo. Ne avvertii le vibrazioni sotto le scarpe. Erano sempre pi forti. Un disagio istantaneo mi serr lo stomaco, come una mano che si chiude in un pugno. Stava arrivando qualcuno. Non solo qualcuno: una folla di qualcuno.
Gli angeli caduti sussurr una Nephilim con voce tremante.
Aveva ragione. Il loro potere era palpabile, anche a distanza, e fece vibrare di timore ogni mio singolo nervo. Mi si rizzarono i capelli per l'orrore. Dovevano essere centinaia. Ma com'era possibile? Marcie aveva bruciato le loro piume, l'avevo visto con i miei occhi.
Come hanno fatto a trovarci? chiese un'altra Nephilim; anche se aveva il viso stravolto dalla paura ne riconobbi la voce. La guardai in tralice e vidi, sotto le pieghe del cappuccio, una Susanna Millar a bocca spalancata.
Quindi hanno deciso di venire sibil Lisa Martin con occhi illuminati dalla sete di vendetta. Svelti, nascondete i bambini e prendete le armi. Li affronteremo, con o senza Dante.  giunta l'ora della battaglia finale.
Il suo ordine si propag tra la folla come un lampo, seguito da grida che cercavano di mantenere l'ordine. I Nephilim barcollavano e si scontravano tra loro, troppo frettolosi e disorganizzati. Qualcuno sfoder dei coltelli; chi non li aveva raccolse da terra pietre, bottiglie rotte e altri rifiuti che potessero servire da armi. Corsi da Vee e Scott. Senza perdere tempo mi rivolsi subito a lui.
Porta subito Vee via di qui. Va in un posto sicuro. Ci rivedremo quando tutto sar finito.
Ti manca una rotella se pensi che me ne vada senza di te dichiar Vee. Diglielo tu, Scott. Prendila in braccio e portala via di peso se non c' altro modo.
Com' possibile che gli angeli caduti siano qui? mi chiese Scott, fissandomi in cerca di una risposta. Avevamo visto tutti e due il rogo delle piume.
Non lo so, ma ho intenzione di scoprirlo.
Pensi che ci sia anche Patch, vero? Si tratta di questo, non  cosi? chiese Vee guardando nella direzione da cui proveniva il rombo che faceva tremare la terra sotto i piedi.
La guardai dritto negli occhi. Scott e io abbiamo visto Marcie dare fuoco alle piume. O ci hanno ingannato o qualcuno ha aperto i cancelli dell'inferno. L'istinto mi dice che l'ipotesi pi probabile sia la seconda. Se gli angeli caduti stanno fuggendo dall'inferno devo fare in modo che Patch ne esca. Poi devo richiudere i cancelli prima che sia troppo tardi. Se non metto fine a questa situazione adesso, non ci sar un'altra opportunit.  l'ultimo giorno in cui gli angeli caduti possono impadronirsi dei corpi dei Nephilim, ma ho la sensazione che non gliene importi pi. Pensai all'arte diabolica, ai suoi poteri. Credo che abbiano i mezzi per schiavizzarci per sempre, se non ci uccidono subito.
Vee annu. Allora ti aiuteremo. Siamo tutti con te: questa battaglia  mia e di Scott quanto tua.
Vee...
Questa  la battaglia pi importante della mia vita, e io ci sar. Che tu lo voglia o no. Non ho rinunciato a mangiare le ultime due o tre ciambelle per arrivare qui in tempo e poi girare i tacchi. C'era una punta di tenerezza nel modo in cui lo disse, ma io sapevo che la mia amica era seria. Quella battaglia riguardava tutte e due.
Ero troppo commossa per rispondere. D'accordo riuscii a dire dopo qualche istante. Allora andiamo a chiudere quei maledetti cancelli dell'inferno una volta per tutte.

40
Il sole fece capolino all'orizzonte, illuminando una schiera di angeli caduti che sembrava non finire pi. Nella luce obliqua del primo mattino le loro ombre emanavano un alone incandescente, come un'immensa onda che ruggisce correndo verso la spiaggia.
Un uomo - un Nephilim - corse a mettersi alla testa dell'esercito brandendo una spada che splendeva di luce azzurra. Una spada creata per uccidermi. Anche dalla distanza in cui mi trovavo ebbi l'impressione che Dante stesse cercando solo me.
Mi ero chiesta come fosse possibile che i cancelli dell'inferno si fossero aperti, e ora l'avevo capito. L'alone azzurro scuro che aleggiava sopra gli angeli caduti mi disse che Dante si era servito dell'arte diabolica.
Perch aveva permesso a Marcie di bruciare le piume per poi liberare gli angeli caduti? Questo non lo sapevo.
Devo affrontare Dante da solo annunciai a Scott e Vee. Anche lui mi sta cercando. Se riuscite, cercate di indirizzarlo ai parcheggio sopra il cimitero.
Ma non sei armata obiett Scott.
Gli indicai l'esercito che si avvicinava sempre pi. Tutti gli angeli caduti brandivano una spada che sembrava sgorgare dalle loro mani come una fiamma azzurra. Io no, ma loro s. Devo solo convincerne uno a farmi una piccola donazione.
Si stanno sparpagliando not Scott. Uccideranno tutti i Nephilim che si trovano qui per poi invadere Coldwater.
Gli afferrai una mano e con l'altra strinsi quella di Vee. Per un momento formammo un cerchio indistruttibile, e ritrovai il mio coraggio. Sarei stata sola al momento di affrontare Dante, ma Vee e Scott non erano lontani e la loro presenza mi avrebbe infuso coraggio. Qualsiasi cosa accada, non dimenticher mai la vostra amicizia.
Scott attir la mia testa contro il suo petto, avvolgendomi in un abbraccio commovente, poi mi baci la fronte con grande tenerezza. Vee mi gett le braccia al collo e mi strinse a s cos a lungo che ebbi paura di scoppiare a piangere un'altra volta.
Mi costrinsi ad allontanarmi da loro e presi a correre.
Il cimitero offriva molti nascondigli. Scelsi i rami di un sempreverde situato sulla collina che conduceva al parcheggio. Da lass potevo guardarmi intorno a trecentosessanta gradi e osservare uomini e donne Nephilim, disarmati, scagliarsi contro il muro di angeli caduti, nonostante l'inferiorit numerica schiacciante. Per ogni Nephilim c'erano venti angeli caduti. In pochi secondi i nostri nemici si abbatterono su di loro come una nube, falciandoli come se fossero erbacce.
Ai piedi della collina Susanna Millar lottava contro un'avversaria i cui capelli biondi ondeggiavano sulle spalle. All'improvviso Susanna estrasse un pugnale dalle pieghe del mantello e lo scagli contro il petto di Dabria. Con un poderoso ruggito, Dabria brand la propria spada con entrambe le mani e attacc. Scivol sull'erba bagnata, ma non si ferm. Le due donne si scontrarono nel labirinto di lapidi, scomparendo alla vista.
Pi lontano, Vee e Scott combattevano schiena contro schiena usando dei rami per parare i colpi di quattro angeli caduti che li avevano circondati. Nonostante il vantaggio numerico gli avversari si allontanarono da Scott, la cui statura e possanza fisica gli conferivano un vantaggio. Sbaragli i nemici e poi us il ramo come una mazza per colpirli fino a farli svenire.
Scrutai il cimitero alla ricerca di Marcie. Se c'era, non la vidi. Era molto probabile che avesse evitato la battaglia preferendo salvarsi che pensare all'onore. L'erba del cimitero, ormai bagnata di sangue, era diventata scivolosa sia per i Nephilim che per gli altri. Non tutto il sangue era rosso, per. In molti punti splendeva l'alone azzurrognolo dell'arte diabolica.
Lisa Martin e gli altri incappucciati corsero lungo il perimetro del cimitero, inseguiti dalle scie di fumo nero prodotte dalle torce che tenevano in mano. Si mossero in fretta da alberi a cespugli, dando fuoco a tutta la vegetazione che trovavano sul loro cammino. Le fiamme divamparono, divorando le foglie e riducendo le dimensioni del campo di battaglia, creando una barriera intorno agli angeli caduti. Il fumo caliginoso e denso invadeva il cimitero come l'ombra della sera. Lisa non poteva uccidere gli angeli caduti con il fuoco, ma forn una copertura in pi ai Nephilim.
Un angelo caduto emerse dal fumo e si mise a salire faticosamente la collina guardandosi intorno con circospezione. Doveva aver avvertito la mia presenza. Dalla sua spada si irradiava un fuoco azzurro, ma il modo in cui la impugnava mi imped di scorgerne il volto. Vidi per che era magro e forse sarei riuscita a batterlo.
Avanz furtivamente verso l'albero, scrutando con grande attenzione gli spazi oscuri tra ramo e ramo. Dopo cinque secondi era proprio sotto di me. Quattro, tre, due...
Mi lasciai cadere. Gli precipitai addosso e l'impatto del mio peso lo fece cadere in avanti. La spada gli vol via dalle mani prima che potessi impossessarmene. Rotolammo per qualche metro, ma avevo dalla mia il vantaggio della sorpresa. Mi rialzai in un attimo e assestai sulla sua schiena diversi colpi poderosi sulle cicatrici delle ali prima c he calciasse all'indietro facendomi cadere. Scivolai via evitando la lama del coltello che aveva estratto dallo stivale.
Rixon? esclamai sconvolta quando riconobbi il viso pallido e le fattezze da rapace dell'ex migliore amico di Patch, che mi puntava addosso uno sguardo fiammeggiante. Patch aveva incatenato personalmente Rixon all'inferno dopo che lui aveva cercato di sacrificarmi per avere un corpo umano.
Tu! ringhi.
Ci fronteggiammo con le ginocchia flesse, pronti allo scatto. Dov' Patch? osai chiedergli.
I suoi piccoli occhi luminosi si fissarono nei miei, socchiusi, gelidi. Questo nome non mi dice niente. Per quanto mi riguarda  morto.
Visto che non mi si scagliava contro rischiai e gli feci un'altra domanda. Perch gli angeli caduti permettono a Dante di guidarli?
Ci ha costretto a prestargli un giuramento di fedelt mormor socchiudendo ancora di pi gli occhi. Se non avessimo giurato saremmo rimasti all'inferno. Non sono molti quelli che si sono rifiutati di farlo.
Patch non sarebbe stato tra loro, non se quello era l'unico modo per tornare da me. Avrebbe prestato giuramento a Dante anche se avrebbe preferito strappargli la testa dal collo e dilaniarlo un pezzo per volta.
Voglio combattere con Dante spiegai a Rixon.
Scoppi in una risata che gli sibil tra i denti. Ricevo un premio per ogni Nephilim morto che porto a Dante. Non sono riuscito a ucciderti tempo fa, ma ora non fallir.
Nello stesso istante ci gettammo entrambi sulla sua spada che giaceva a un paio di metri di distanza da noi. Rixon la raggiunse per primo, per poi mettersi agilmente in ginocchio e attaccarmi con un fendente. Mi chinai per evitare il colpo e mi scagliai contro di lui prima che potesse sferrarne un altro. Lo ributtai a terra e cadde sulle cicatrici delle ali. Approfittando dei pochi secondi in cui rimase immobile lo disarmai; gli strappai la spada dalla mano destra e il coltello dalla sinistra.
Poi con un calcio lo girai sulla pancia e conficcai il coltello nelle cicatrici. Hai ucciso mio padre gli gridai. Credevi che l'avessi dimenticato?
Salii di corsa la collina verso il parcheggio guardandomi alle spalle di tanto in tanto per accertarmi di non essere seguita. Avevo una spada, ma me ne serviva una pi efficace. Ricordando il mio allenamento con Patch, ripassai tutte le mosse per disarmare l'avversario. Quando Dante mi avesse raggiunta al parcheggio gli avrei rubato la spada. E l'avrei usata per ucciderlo.
Quando arrivai in cima alla collina vidi che mi stava gi aspettando. Rest a osservarmi mentre mi avvicinavo, accarezzando pigramente la punta della spada con un dito.
 bellissima dissi. Ho sentito che te la sei fatta fare apposta per me.
Incresp appena le labbra. Per te solo il meglio.
Hai assassinato Blakely. Bel modo di ringraziarlo.
Tu invece hai assassinato Hank. Il sangue del tuo sangue...  come quando il bue dice cornuto all'asino, non ti pare? ironizz. Ho passato lunghi mesi a infiltrarmi nella societ segreta di Hank e a ottenerne la fiducia. Te lo confesso, ho brindato alla mia fortuna il giorno che  morto. Sarebbe stato molto pi difficile spodestare lui invece di te.
Mi strinsi nelle spalle. Sottovalutami pure, ormai ci sono abituata.
Sono stato io a addestrarti, ricordi? So esattamente di cosa sei capace.
Perch hai liberato gli angeli caduti? gli chiesi a bruciapelo, visto che era in vena di confidenze. Eri riuscito a spedirli all'inferno. Avresti potuto lasciarli al loro destino e metterti alla guida dei Nephilim. Non avrebbero mai saputo che tenevi i piedi in due staffe.
Dante sorrise mostrando i denti bianchi. Sembrava un animale, una fiera nera e selvaggia. Sono andato oltre le razze replic in tono asciutto. Stava dicendo la verit, lo capii subito. Ai Nephilim che sopravviveranno dar una scelta simile a quella che ho imposto agli angeli caduti: giurarmi fedelt o morire. Un unico capo, dotato di poteri assoluti. Ti sarebbe piaciuto avere l'idea per prima?
Tenevo la spada di Rixon vicina al corpo muovendomi appena sui piedi. Oh, in questo momento mi piacerebbero molte cose, ma questa non  nella lista. Perch gli angeli caduti non hanno posseduto i corpi dei Nephilim durante l'ultimo Cheshvan? Secondo me lo sai, e non prenderlo come un complimento.
Ho ordinato loro di non farlo. Ho sempre temuto che Blakely distribuisse ai Nephilim la bevanda stregata e l'avrebbe fatto, se gli angeli caduti avessero attaccato. Sempre quel tono pratico, quell'aria di superiorit. Non aveva paura di niente.
Dov' Patch?
All'inferno. Mi sono assicurato che non oltrepassasse il cancello.  all'inferno e ci rester. Ricever visite solo quando avr voglia di torturarlo.
Lo assalii roteando la spada. La evit e contrattacc sferrando una serie di colpi poderosi. Tutte le volte che bloccavo la sua spada con la mia, la sentivo vibrare fino alle spalle. Strinsi i denti per vincere il dolore. Dante era troppo forte, non sarei riuscita a parare i suoi colpi per sempre. Dovevo trovare il modo di sottrargli la spada e piantargliela nel cuore.
Quando hai bevuto l'arte diabolica per l'ultima volta? mi chiese usando la sua spada come un machete.
Con quella roba ho chiuso. Arrestavo i suoi fendenti ma, se non avessi smesso di giocare in difesa, presto mi sarei ritrovata contro la recinzione. Balzai in avanti, aggressiva, per pugnalargli la coscia. Si fece da parte e la mia spada schizz in aria facendomi quasi perdere l'equilibrio.
Se ti sbilanci in avanti, sar facilissimo per Dante farti cadere. L'avvertimento di Patch mi risuon nelle orecchie con la stessa chiarezza di quando gliel'avevo sentito dire il giorno prima. Annuii. Patch, continua a parlarmi.
Si vede comment Dante. Speravo che ne avessi bevuta abbastanza da mandarti il cervello in pappa; ti avevo dato un prototipo velenoso.
Quindi l'aveva progettato dall'inizio: rendermi dipendente dall'arte diabolica per poi aspettare che mi uccidesse lentamente. Dove tieni il resto dei prototipi?
Dove posso sfruttare il loro potere quando mi pare e piace rispose con aria furba.
Spero che tu li abbia nascosti molto bene, perch se c' una cosa che ho intenzione di fare prima di morire  distruggere il tuo laboratorio.
Il nuovo laboratorio  dentro di me. I prototipi sono qui, Nora, e si riproducono all'infinito. Io sono l'arte diabolica. Hai idea di come ci si senta a essere l'uomo pi potente del pianeta?
Mi abbassai appena in tempo per evitare un colpo letale al collo. Muovendomi pi in fretta e spingendo la spada in avanti puntai al suo stomaco, ma ancora una volta Dante fece un balzo di lato e la lama gli graffi appena la carne sopra il fianco. Dalla ferita sgorg un liquido azzurro che gli macchi la camicia bianca.
Con un gemito gutturale Dante si scagli contro di me. Mi misi a correre e scavalcai il muretto di pietra che circondava il parcheggio.
La rugiada aveva coperto l'erba di minuscole goccioline e faticai a mantenere l'equilibrio. Inciampai e scivolai gi per la collina. Mi rifugiai dietro una lapide, appena in tempo per evitare la spada di Dante. Mi insegu tra le lapidi menando fendenti rabbiosi a ogni occasione; l'acciaio strideva abbattendosi su marmo e pietre.
Mi rifugiai correndo dietro il primo albero che vidi, usandolo come barriera tra me e il mio avversario. Era in fiamme e produceva crepiti e schiocchi mentre il fuoco lo divorava. Feci una finta a sinistra, ma Dante non era dell'umore giusto per scherzare. Mi insegu dietro il tronco tenendo la spada sollevata sopra la testa quasi volesse dividermi a met, dal cranio ai talloni. Scappai di nuovo, sempre con la voce di Patch che mi risuonava nella mente.
Usa la sua statura a tuo vantaggio.  molto alto, quindi le sue gambe saranno pi esposte ai tuoi attacchi. Se lo colpisci con violenza a un ginocchio gli farai perdere l'equilibrio. Appena vacilla, tu attacca.
Mi accovacciai dietro il mausoleo accostandomi al muro. Nell'attimo in cui Dante comparve nel mio campo visivo balzai fuori dal nascondiglio e affondai la spada nei muscoli della coscia. Dalla ferita schizz uno zampillo di acquoso liquido azzurro. Aveva bevuto cos tanta arte diabolica, che ormai gli scorreva nelle vene al posto del sangue.
Prima che riuscissi a ritrarre la spada Dante fece l'atto di colpirmi. Dribblai la sua spada ma quel gesto mi costrinse a lasciare la mia conficcata nella coscia di quel pazzo. L'improvviso vuoto che sentii tra le mani fu un terribile richiamo alla realt. Cercai di non farmi prendere dal panico.
Hai dimenticato qualcosa ringhi Dante stringendo i denti, mentre si strappava la lama dalla coscia. Gett la mia spada sul tetto del mausoleo e avanz.
Scappai come un fulmine, sapendo che la ferita alla gamba l'avrebbe rallentato, ma solo fino a quando non fosse guarita. Non ero arrivata lontano quando un calore bruciante mi azzann la spalla diffondendosi lungo tutto il braccio. Crollai in ginocchio urlando. Lanciai uno sguardo dietro di me e intravidi il pugnale madreperla di Pepper conficcato nella mia spalla. Marcie doveva averlo dato a Dante la sera prima. Quel mostro si avvicin zoppicando.
Il bianco degli occhi brillava di una luce azzurra; la sua fronte era imperlata di sudore livido. Un rivolo di arte diabolica gli sgorgava dalla ferita. I prototipi che aveva rubato a Blakely erano dentro di lui. Li aveva ingeriti tutti, trasformando il suo corpo in un laboratorio vivente. Un piano geniale, a parte un piccolo dettaglio: se fossi riuscita a ucciderlo, tutti i prototipi presenti sulla Terra sarebbero morti con lui.
Se fossi riuscita a ucciderlo.
Quel ciccione di arcangelo che si professa tuo amico ha confessato di avere stregato il pugnale perch mi uccidesse ringhi. Non ci  riuscito, e non ci  riuscito nemmeno Patch. Le sue labbra s'incresparono in un sorriso crudele.
Divelsi una lapide di marmo e gliela scaraventai contro, ma lui la colp scagliandola via, come se stesse giocando a baseball.
Arretrai strisciando, affidandomi al braccio sano. Troppo lenta.
Adottai un'altra tattica: provai a usare un trucco mentale. Getta la spada e rimani immobile! Ordinai alla mente di Dante.
Avvertii un dolore straziante allo zigomo. La sua lama mi aveva colpito cos forte che sentii il sapore del sangue.
Hai perfino il coraggio di usare trucchi mentali con me? Prima che potessi arretrare mi sollev per la collottola e mi scaravent contro un albero. L'impatto mi annebbi la vista e mi tolse il fiato. Cercai di mettermi in ginocchio, ma la terra sotto di me tremava violentemente.
Lasciala andare.
La voce di Scott. Cos'era venuto a fare? La mia preoccupazione dur solo un attimo, ero troppo stordita. Poi gli vidi la spada tra le mani e il panico si diffuse in un baleno in ogni angolo del mio corpo.
Scott gridai. Vattene immediatamente.
Le sue mani ferme impugnavano saldamente l'elsa. Ho giurato a tuo padre di proteggerti spieg senza mai distogliere lo sguardo da Dante.
Lui gett la testa indietro scoppiando a ridere. Un giuramento a un uomo morto? Come funziona?
Tocca Nora, e anche tu sarai morto. Te lo giuro.
Fatti da parte, Scott grid Dante. Tu non c'entri.
 qui che ti sbagli.
Scott si avvent su Dante e i due cominciarono una lotta senza esclusione di colpi. Scott poteva contare sui suoi muscoli e sulle sue capacit atletiche per compensare l'esperienza di Dante e l'abilit che la stregoneria aveva potenziato. Scott attaccava e Dante si faceva agilmente da parte. Un brutale fendente della spada di Scott mozz l'avambraccio di Dante. Scott infilz l'arto con la spada e lo sollev. Come dicevo, ti far a pezzi. Dante imprec, attaccando Scott senza tregua; i suoi colpi, per, erano sempre meno precisi. Il clangore delle spade che si scontravano riempiva l'aria del mattino, assordandomi. A un tratto, per, Dante costrinse Scott a indietreggiare verso una gigantesca croce di pietra. Terrorizzata, urlai il mio avvertimento con il linguaggio della mente.
Hai una lapide dietro!
Scott fece un balzo di lato evitando una brutta caduta, e parando al tempo stesso un altro attacco. Dante grondava di sudore azzurro ma, se se n'era accorto, fece finta di niente. Si scroll i capelli bagnati dagli occhi e continu a menare fendenti. Si vedeva che il braccio sano cominciava ad accusare segni di stanchezza. Capii che avevo l'opportunit di intrappolarlo tra Scott e me: uno di noi due sarebbe riuscito a sferrargli il colpo di grazia.
Poi un grido animalesco mi blocc. Mi voltai appena in tempo per vedere Scott che scivolava sull'erba bagnata, cadendo su un ginocchio. Gli si divaricarono le gambe costringendolo a una posizione innaturale mentre cercava di rimettersi in piedi. Rotol via evitando l'ennesimo attacco di Dante, ma non ebbe il tempo di rialzarsi prima che Dante affondasse ancora e quella volta la lama trapass il petto di Scott.
Le mani del mio amico si strinsero intorno alla spada conficcata nel cuore, cercando senza riuscirci di strapparsela dalla carne. Arte diabolica di un azzurro intenso passava dalla lama al suo corpo. La pelle divenne pi scura, assumendo un'orrenda tonalit innaturale. Scott mormor in un soffio il mio nome. Nora?
Urlai. Impietrita dallo shock e dal dolore, rimasi a guardare mentre Dante finiva Scott mulinando la spada, che gli tagli in due il cuore
Concentrai tutta la mia attenzione su Dante tremando di un odio che non avevo mai conosciuto prima. Un'ondata di violenta repulsione mi travolse. Un furore velenoso mi bruci le vene. Le mie mani si chiusero in pugni di pietra e una voce colma di furia e di vendetta mi rimbomb nel cervello.
Animata da un'ira profonda e incrollabile feci appello ai miei poteri interiori. Senza fretta, con tutta me stessa e fiduciosa. Chiamai a raccolta ogni goccia di coraggio e di determinazione che possedevo e scatenai tutto contro Dante. Non gli avrei permesso di vincere. Non cos. Non grazie all'arte diabolica. Non dopo avere versato il sangue di Scott.
Usando tutta la mia volont gli invasi la mente e feci a pezzi il suo cervello. Contemporaneamente gli impressi nell'anima un ordine inflessibile: Getta la spada, mostro indegno, malvagio e crudele.
Udii il tintinnio dell'acciaio sul marmo.
Fulminai Dante con lo sguardo. Guardava davanti a s, stordito, come se cercasse un tesoro perduto.
Buffo, vero? Sei stato proprio tu a farmi notare che era il mio asso nella manica sibilai imprimendo a ogni parola il disgusto pi profondo.
Avevo giurato che non avrei mai pi usato l'arte diabolica, ma in questa circostanza ero pi che felice di fare uno strappo alla regola. Se mi aiutava a uccidere Dante, l'avrei sfruttata senza esitazione.
La tentazione di rubarla per me stessa mi balen nella mente, ma scacciai quell'idea ripugnante. Ero pi forte di Hank, pi forte di Dante. Addirittura pi forte dell'arte diabolica. L'avrei rispedita all'inferno in nome di Scott, che aveva dato la sua vita per salvare la mia. Avevo appena raccolto la spada di Dante quando la sua gamba scatt e me la fece sfuggire di mano con un calcio.
Si gett su di me, le sue mani mi strinsero il collo in una morsa Gli affondai le unghie negli occhi. Gli artigliai la faccia.
Aprii la bocca. Non riuscivo a respirare.
Il suo sguardo gelido s'illumin di trionfo.
Aprii e chiusi inutilmente la mascella. Il volto spietato di Dante si riemp di pallini scuri, come un vecchio film in bianco e nero. Da dietro la sua spalla un angelo di pietra mi osservava con interesse.
Mi venne da ridere. Mi venne da piangere. Quindi morire era cos. Arrendersi.
Ma io non volevo arrendermi.
Dante mi piant un ginocchio sulla trachea e si sbilanci per raccogliere la spada. Posizion la punta della lama sul mio cuore.
Possieddo. Mi parve che me l'ordinasse tranquillamente l'angelo di pietra. Possiedilo e uccidilo.
Patch? Mi chiesi come in un sogno.
Aggrappandomi alla forza che mi derivava dal pensiero che Patch fosse vicino, a vegliare su di me, smisi di resistere a Dante. Abbassai le mani e rilassai le gambe. Cedetti a lui, anche se mi sembrava una reazione da vigliacca, da vittima. Mi concentrai sui miei pensieri costringendoli a puntare su di lui.
Una freddezza che non mi conoscevo invase il mio corpo come una marea.
Sbattei le palpebre e cominciai a vedere il mondo con gli occhi di Dante. Abbassai lo sguardo. La sua spada era tra le mie mani. Sepolta dentro di me c'era la consapevolezza che Dante stava digrignando i denti, emettendo grida raccapriccianti, ululando come un animale disperato.
Girai la spada verso di me. Me la puntai al cuore, poi feci una cosa incredibile.
Mi lasciai cadere sulla lama.

41
Il corpo di Dante mi espulse cos in fretta che mi sembr di venire scaraventata fuori da un'automobile in corsa. Le mie mani si aggrapparono all'erba per cercare qualcosa di solido in un mondo che girava vorticosamente su se stesso. Quando le vertigini passarono mi guardai intorno alla ricerca del mio nemico, e ne sentii l'odore prima ancora di vederlo.
La sua pelle era diventata scura come un livido e il corpo si stava gonfiando. Il cadavere espelleva i fluidi, il sangue carico di arte diabolica s'infiltrava nella terra come un organismo vivente, come un'entit che si ritirava dalla luce del sole. La carne si stacc dalle ossa trasformandosi in polvere. Dopo qualche secondo, tutto ci che rimaneva di Dante Matterazzi era un mucchietto di ossa perfettamente asciutte.
Era morto. L'arte diabolica era scomparsa insieme a lui.
Mi rialzai lentamente. I miei jeans erano laceri e macchiati, avevo fili d'erba attorcigliati alle caviglie. Mi passai la lingua sulle labbra sentendo il sapore del sangue e quello salato del sudore. Andai da Scott, ogni passo sempre pi pesante, il viso rigato di lacrime, le mani tese verso il suo corpo che si decomponeva rapidamente. Chiusi le palpebre sforzandomi di ricordare il suo sorriso e non i suoi occhi, ormai vuoti. Con la mente riascoltai la sua risata quando mi prendeva in giro. Non i rantoli che erano usciti dalle sue labbra prima di morire. Ricordai il calore che avevo provato quando ci eravamo involontariamente sfiorati e i suoi pugni, amichevoli e scherzosi. Ma sapevo che il suo corpo marciva anche se io mi aggrappavo ai ricordi.
Grazie mormorai con voce strozzata, dicendo a me stessa che da qualche parte, l vicino, lui sentiva ancora la mia voce. Mi hai salvato la vita. Addio, Scott. Non ti dimenticher mai, questo  il giuramento che ti faccio. Mai.
La nebbia che aleggiava sul cimitero si dilegu tra bagliori grigi e dorati quando i raggi del sole la penetrarono. Il fuoco mi morse la spalla quando estrassi il pugnale di Pepper, ma lo ignorai e uscii barcollando dalle lapidi.
Mi ritrovai nello spazio aperto del cimitero.
Strani grumi insozzavano l'erba e solo quando mi avvicinai compresi di che cosa si trattasse. Cadaveri. Di angeli caduti, a giudicare da quel che ne rimaneva. Proprio come era successo a Dante, la loro carne si disfaceva in pochi secondi. Un liquido azzurro fuoriusciva dalle carcasse per venire immediatamente risucchiato dalla terra.
Ce l'hai fatta.
Mi voltai, stringendo istintivamente l'elsa della spada. Il detective Basso, con un cupo sorriso dipinto sulle labbra, si ficc le mani in tasca. Il cane randagio che mi aveva salvato la vita pochi giorni prima gli sedeva accanto ai piedi. Gli occhi gialli del cane si fissarono su di me, pensosi. Basso si chin ad accarezzargli il pelo tra le orecchie.
 un bravo cane mormor Basso. Quando me ne sar andato gli servir una casa.
Feci un passo indietro, allarmata. Cosa sta succedendo?
Ce l'hai fatta ripet. L'arte diabolica  stata cancellata per sempre.
Mi dica che sto sognando.
Sono un arcangelo. Gli angoli della sua bocca s'incresparono in un sorriso quasi - ma non del tutto - timido.
Non so cosa dire.
Lavoro sulla Terra sotto copertura da mesi. Sospettavamo che Chauncey Langeais e Hank Millar stessero trafficando con l'arte diabolica, quindi il mio compito consisteva nel tenere sempre d'occhio Hank, i suoi affari e la sua famiglia, te compresa.
Basso, un arcangelo. Che lavorava sotto copertura. Scossi la testa. Ancora non sono sicura di capire cosa sta succedendo.
Sei riuscita a fare quello che ho cercato di fare io. Hai eliminato l'arte diabolica.
Incassai quella rivelazione in silenzio. Dopo ci che avevo visto in quelle ultime settimane ce ne voleva per sorprendermi, ma senza dubbio il detective Basso c'era riuscito. Buono a sapersi. Ero ancora in grado di provare qualcosa.
Gli angeli caduti sono andati. Non sar cos per sempre, ma godiamoci la loro assenza finch dura, dico bene? grugn. Sto per chiudere il caso e tornare a casa. Congratulazioni.
Il mio cervello faticava a seguirlo. Gli angeli caduti erano andati. Andati. La parola si spalanc dentro di me come un baratro.
Ottimo lavoro, Nora. Oh, un'ultima cosa. Considerala una specie di ringraziamento. Fatti un taglio sul segno che hai sul polso mi disse. Proprio nel centro.
Cosa?
Mi rivolse un sorrisetto furbo. Fidati, per una volta.
E spar.
Mi appoggiai al tronco di un albero cercando di far rallentare il mondo quel tanto che bastava per capire cosa stesse succedendo. Dante era morto. L'arte diabolica sparita per sempre. La guerra finita. Il mio giuramento rispettato. E Scott. Oh, Scott. Come avrei fatto a dirlo a Vee? Come avrei fatto ad aiutarla ad affrontare il lutto, la sofferenza, la disperazione? Come avrei fatto a incoraggiarla ad andare avanti quando non volevo farlo nemmeno io? Cercare di rimpiazzare Patch la semplice idea di cercare un po di felicit, per quanto piccola, con qualcun altro - sarebbe stata una bugia. Ormai ero una Nephilim, benedetta da una vita eterna e condannata a viverla senza Patch.
Davanti a me sentii dei passi frettolosi. Un suono familiare. Mi irrigidii, pronta a combattere, quando una sagoma scura emerse dalla nebbia. Scrutava il terreno alla ricerca di qualcosa. Si inginocchiava accanto a ogni corpo, lo controllava in fretta, impaziente, ansioso, per poi spingerlo via con un'imprecazione.
Patch?
Si immobilizz, chino su un corpo in putrefazione. Alz la testa di scatto socchiudendo gli occhi come se non potesse credere alle sue orecchie. Il suo sguardo si fiss nel mio e qualcosa di indecifrabile comparve nei suoi occhi neri. Sollievo, consolazione? Liberazione.
Percorsi come una pazza i metri che ci separavano e mi buttai tra le sue braccia affondando le dita nella sua T-shirt, nascondendo il mio viso contro il suo petto. Fa che sia vero. Fa che sia proprio tu. Non lasciarmi andare. Non lasciarmi andare mai pi. Cominciai a piangere senza ritegno. Mi sono battuta contro Dante. L'ho ucciso. Ma non sono riuscita a salvare Scott.  morto. L'arte diabolica non esiste pi ma non sono riuscita a salvare Scott.
Patch mi sussurr qualcosa di dolce all'orecchio, ma gli tremavano le mani. Mi condusse verso una panchina. Ci sedemmo, mentre lui continuava a stringermi quasi temesse che potessi scivolargli via, come sabbia tra le dita. I suoi occhi rossi e stanchi mi dissero che aveva pianto.
Continua a parlare, dissi a me stessa. Continua a sognare... qualsiasi cosa, purch rimanga qui con me.
Ho visto Rixon.
 morto disse bruscamente Patch. Insieme a tutti gli altri. Dante ci ha liberato dall'inferno, ma non prima di averci fatto giurare fedelt e averci iniettato una fiala di arte diabolica. Era l'unico modo per uscire. Abbiamo lasciato l'inferno con quella porcheria nelle vene al posto del sangue. Quando hai distrutto l'arte diabolica, tutti gli angeli caduti infettati da quella stregoneria sono morti.
Non pu essere un sogno. Ma deve esserlo, anche se sembra reale. Le sue mani che mi toccavano, cos familiari, mi facevano battere forte il cuore e mi scioglievano il sangue. Un sogno poteva essere cos intenso?
Come sei sopravvissuto?
Non ho giurato fedelt a Dante e non gli ho permesso di iniettarmi l'arte diabolica. Ho posseduto il corpo di Rixon per il tempo necessario a uscire dall'inferno. Non mi fidavo di Dante n delle sue stregonerie. Sapevo che tu avresti sconfitto l'uno e l'altra.
Oh, Patch... sussurrai con un tremito nella voce. Non c'eri pi. Ho visto la tua moto. Non sei pi tornato. Ho pensato... Mi si torse il cuore e il dolore mi strinse il petto in una morsa. Quando non sono riuscita a salvare la tua piuma... Il senso di perdita e la disperazione strisciarono dentro di me come il freddo dell'inverno, spietati e paralizzanti. Mi rannicchiai contro di lui per essergli ancora pi vicina, temendo che potesse svanire mentre ero tra le sue braccia. Gli sedetti in grembo e piansi, il viso contro il suo petto.
Patch mi abbracci, cullandomi. Angelo, mormor. Sono qui con te, siamo insieme. E tutto finito e siamo insieme.
Noi, insieme. Era tornato da me. Stringevo tutto ci che importava veramente nella mia vita. Patch era l con me.
Mi asciugai gli occhi con le maniche della maglia e mi misi a cavalcioni sulle sue gambe. Passai le dita tra i suoi capelli, imprigionai i suoi riccioli e lo attirai a me.
Voglio stare sempre con te gli sussurrai. Ho bisogno di averti vicino, Patch. Ho bisogno di te.
Lo baciai con una passione quasi sfrontata, la mia bocca incollala alla sua. Aprii le labbra per annegare nel suo sapore. Le sue mani si aprirono sulla mia schiena, mi fecero aderire al suo corpo. Accarezzai le sue spalle, le mani, le cosce; sentii il fremito dei suoi muscoli, cos vivi, forti, reali. La sua bocca premeva sulla mia, vorace, assetata.
Voglio svegliarmi accanto a te ogni mattina e addormentarmi al tuo fianco ogni notte dichiar Patch. Voglio prendermi cura di te, adorarti e amarti come nessun altro uomo potrebbe mai fare. Voglio viziarti. Ogni bacio, ogni carezza, ogni pensiero... sono tuoi. Ti render felice. Ti render felice tutti i giorni della tua vita. L'antico anello che teneva tra le dita cattur un raggio di sole e l'argento s'illumin. Ho trovato questo anello poco dopo essere stato bandito dal paradiso. L'ho conservato per ricordare a me stesso che la mia condanna era eterna, che una scelta a prima vista banale pu rivelarsi tragica e imperdonabile. L'ho tenuto al mio dito per molto tempo. Voglio donarlo a te. Hai spezzato la mia sofferenza. Mi hai regalato una nuova eternit. Voglio che tu sia la mia ragazza, Nora. Che tu sia il mio tutto.
Mi morsi il labbro trattenendo un sorriso che minacciava di allargarsi da un orecchio all'altro. Guardai per terra per essere sicura che non stavo galleggiando a mezz'aria. Patch?
Strofin la parte ruvida dell'anello sul palmo ottenendo una sottilissima scia di sangue. Ti giuro, Nora Grey, in questo giorno, adesso e per sempre, di darti tutto me stesso. Sono tuo. Il mio amore, il mio corpo, la mia anima... affido tutto a te perch tu lo possegga e protegga. Mi tese l'anello, il simbolo di una promessa che ci avrebbe legati per sempre.
Patch sussurrai.
Se manco alla promessa, l'infelicit e il rimpianto saranno la mia eterna punizione. I suoi occhi si fissarono nei miei, pieni di una sincerit senza confini. Ma non succeder, angelo. Non ti deluder.
Accettai l'anello e stavo per strofinarmelo sul palmo come aveva fatto lui. Poi ricordai il consiglio sibillino di Basso. Spostai l'anello pi in alto e tagliai il segno all'interno del polso che avevo fin dalla nascita, il marchio della mia condizione di Nephilim. Sulla pelle fiori il sangue, rosso acceso. Accostai la mia incisione a quella sulla mano di Patch avvertendo un caldo formicolio nel punto in cui il nostro sangue si univa.
Ti giuro, Patch, di accettare il tuo amore e di farne tesoro. E, in cambio, di donarti il mio corpo e la mia anima. Tutto ci che  mio lo affido a te. Sono tua. Totalmente. Amami. Proteggimi Completami. Io ti prometto di fare lo stesso.
Mi infil l'anello al dito.
Patch ebbe uno scatto improvviso, come se il suo corpo fosse stato attraversato da una scarica elettrica. La mia mano mormor. La mia mano ...
I suoi occhi incontrarono i miei e un'ombra di confusione gli cal sul volto. Mi pizzica la mano nel punto in cui abbiamo mescolato il nostro sangue.
Lo senti anche tu... gli feci eco, troppo spaventata per credere che fosse vero. Terrorizzata al pensiero di illudermi. Sconvolta all'idea che la sensazione si dissolvesse e che il suo corpo, ancora una volta, chiudesse fuori il mio.
No. Basso mi aveva fatto un regalo.
Patch, un angelo caduto, era in grado di provare sensazioni fisiche. Poteva sentire i miei baci, le mie carezze. Il mio calore, l'intensit con cui il mio corpo rispondeva al suo.
Si lasci sfuggire un suono a met tra una risata e un gemito. C'era incredulit nei suoi occhi. Ti sento. Le sue mani risalirono lungo le mie braccia in una lunga carezza, esplorando con impazienza la mia pelle per poi stringermi il viso. Mi baci con passione, rabbrivid di piacere.
Patch mi prese tra le braccia e io gettai un grido di gioia. Andiamocene mormor con occhi roventi di desiderio.
Gli passai le braccia intorno al collo e posai la testa sulla sua spalla. Il suo corpo mi trasmetteva una sensazione di infinita sicurezza, era un caldo pilastro per me. E adesso anche lui poteva sentirmi. Un brivido di gioiosa aspettativa mi attravers la pelle.
Ce l'avevamo fatta. Insieme. Per sempre. Mentre ci lasciavamo tutto alle spalle il sole mi accarezz la schiena, illuminando il cammino di fronte a noi.
Non avrei potuto immaginare un augurio migliore.

Epilogo
Tre anni dopo Hodder Valley, Lancashire, Inghilterra
Okay, hai vinto tu ammisi alzandomi dalla sedia con gli occhi pieni di ammirazione fissi su Vee, che entrava nella sagrestia della chiesa reggendo l'orlo del suo lungo abito di seta grigio argento. La luce che filtrava dalle vetrate illuminava la stoffa di bagliori metallici. So che ti avevo consigliato di stare sul solito bianco, ma mi sbagliavo. Vee, sei stupenda.
Gir su se stessa per mostrarmi gli anfibi che non vedevo da quando ci eravamo diplomate. Qualcosa di vecchio annunci Vee.
Mi morsi il labbro. Sto per mettermi a piangere, accidenti.
Prendi tu il mio bouquet, d'accordo? Poi ridammelo quando nessuno ci guarda. Lo far incorniciare. Dopodich potrai sfottermi per il resto della vita perch sono una sciocca sentimentale.
Sono una Nephilim. Acchiapper al volo quei fiori prima che il cervello delle tue amiche abbia anche solo notato che l'hai lanciato.
Vee sospir di felicit. Sono cos contenta che tu sia venuta, tesoro.
Ci sarebbe voluto molto pi di cinquemila chilometri per tenermi lontana dal matrimonio della mia migliore amica. Le strizzai l'occhio. Dove andate in luna di miele?
Gavin non vuole dirmelo.  una sorpresa. Ha progettato tutto nei minimi dettagli. Gli ho detto che avevo un solo desiderio: un hotel che serva ciambelle in camera a colazione. Staremo via dieci giorni. Quando torneremo ci metteremo tutti e due a cercare lavoro.
Pensi mai di tornare?
A Coldwater? Brrr, no. Sto benissimo in Inghilterra. Qui vanno pazzi per il mio accento. La prima volta che Gavin mi ha chiesto di uscire l'ha fatto solo per sentirmi parlare. Per sua fortuna  una delle cose che mi vengono meglio. A un tratto il sorriso le scomparve dagli occhi. A Coldwater ci sono troppi ricordi. Tutte le volte che esco di casa mi sembra di vedere Scott. Secondo te esiste l'Aldil? Credi che sia felice?
Mi venne un groppo in gola e non riuscii a parlare. Da quando Scott era morto non passava giorno in cui non mi prendessi un momento di calma per esprimergli tutta la mia gratitudine per il suo sacrificio.
Dovrebbe essere qui. Darei qualsiasi cosa perch fosse qui mormor Vee abbassando la testa e tormentandosi le unghie perfette.
Anch'io. Le strinsi forte le mani.
Tua mamma mi ha detto che Marcie  morta un paio di mesi fa.
 vissuta molto pi a lungo del previsto.
 rimasta una mela marcia fino alla fine?
Mamma  andata al funerale; c'erano cinque persone in tutto contando anche la madre.
Vee si strinse nelle spalle. Questo dimostra che il karma esiste.
La porta ad arco di quercia in fondo alla stanza si apr e mia madre fece capolino. Era venuta in Inghilterra una settimana prima per organizzare il matrimonio insieme alla madre di Vee, e credo che quel ruolo le piacesse da morire. Aveva finalmente accettato che Patch e io - una coppia a cui s'era abituata per gradi nel corso degli anni - avessimo pronunciato i nostri voti davanti al cielo suggellandoli col sangue e non avremmo mai acconsentito a un matrimonio tradizionale, con tanto di abito bianco. Questa era la sua grande occasione per organizzare un matrimonio in grande stile. Non mancai di notare l'ironia della situazione: chi avrebbe mai detto che Vee avrebbe scelto una strada pi tradizionale della mia?
Mamma ci rivolse un sorriso radioso. Asciugatevi gli occhi, care,  quasi ora.
Diedi l'ultimo ritocco all'acconciatura di Vee anche se non ne aveva alcun bisogno, liberando alcune ciocche perch scendessero a incorniciarle il viso, e fissandole fra i capelli dei fiori di gelsomino. Quando ebbi finito Vee mi butt le braccia al collo, mi cull in un abbraccio energico e sentimmo tutte e due uno strappo delle cuciture.
Porca puzzola sbott Vee girandosi per controllare il danno. Me lo sono fatta fare di una misura in meno perch ero sicura che avrei perso cinque chili prima del matrimonio. Non mi definisco grassa, ma potrei liberarmi di qualche rotolo della mia Nephilim- ciccia. Peccato che la mia credenza traboccasse di merendine.
Non ce la feci pi a trattenermi e mi abbandonai a una risata incontrollabile.
Ah, quindi la metti cos? Dovr camminare davanti a tutta quella gente con le mutande al vento, e a te non importa niente? mi rimprover Vee, ma stava ridendo anche lei. Prese un cerotto dalla borsetta e lo piazz sulla stoffa strappata.
Ridevamo cos forte che diventammo cianotiche, non riuscivamo pi a respirare.
La porta si apr una seconda volta. Tutti ai posti di combattimento, avanti! ordin mia madre spingendomi fuori. Dalla cappella arrivava la musica dell'organo. Corsi in fondo alla piccola processione di damigelle d'onore, che indossavano tutte abiti a sirena in taffet giallo, e presi il bouquet di gigli bianchi offertomi dal fratello di Vee, Mike. La sposa prese posto accanto a me e inspir a fondo.
Sei pronta? le chiesi.
Mi fece l'occhiolino. Alla grande.
Gli uscieri fermi ai due lati delle immense porte intagliate le spalancarono. Vee e io entrammo a braccetto nella cappella.
Dopo il matrimonio facemmo le foto all'aperto. Un fulgido sole pomeridiano illuminava in lontananza prati verdi punteggiati di pecore al pascolo: un paesaggio bucolico. Vee splendeva di gioia. Non l'avevo mai vista cos serena e radiosa. Gavin la teneva per mano, le accarezzava la guancia, le sussurrava all'orecchio parole dolci. Vee mi aveva detto che era umano, ma non ce ne sarebbe stato bisogno: me ne accorsi alla prima occhiata. Vee non aveva mai prestato giuramento, quindi sarebbero invecchiati insieme. Non sapevo come sarebbe stato il processo dell'invecchiamento per lei - e neanche per me, a dirla tutta - perch finora non era mai accaduto che un Nephilim vivesse la propria vita senza essere costretto a giurare fedelt. Comunque Vee rimaneva immortale. Un giorno Gavin sarebbe morto senza sapere che la moglie non avrebbe mai potuto raggiungerlo nell'Aldil. Non biasimavo Vee per non averglielo detto, anzi, l'ammiravo perch voleva avere dei ricordi felici, ecco tutto. Avevo conosciuto Gavin solo quel giorno, ma era chiaro che l'amava con tutto se stesso. Cosa potevo desiderare di pi per la mia migliore amica?
Anche il ricevimento era stato organizzato all'aperto, sotto un enorme gazebo bianco. Con i flash ancora all'opera, mi avvicinai al tavolo dove servivano da bere e chiesi un bicchiere d'acqua. Qualche coppia ballava, l'orchestra aveva cominciato a suonare, ma io me ne accorsi a malapena. Tutta la mia attenzione si concentr su Patch.
Per il matrimonio aveva indossato uno smoking nero accompagnato dal suo sorriso pi seducente. Lo smoking faceva risaltare la sua figura atletica e quel sorriso mi trasmise al cuore una scarica di adrenalina. Quando anche lui mi vide, i suoi occhi si accesero di affetto e desiderio. Una vampata di impazienza mi bruci la pelle. Ero stata separata da lui per gran parte della giornata, e adesso lo desideravo. Da morire.
Patch si avvicin sorseggiando un bicchiere di vino. Aveva la giacca dello smoking sulla spalla, l'umidit gli arricciava i capelli dandogli un'aria sbarazzina. C' una locanda in fondo alla strada. E un fienile dietro quegli alberi laggi, se sei in vena di follie mormor senza dubitare per un attimo della piega presa dai miei pensieri.
Hai appena detto follie?
Le mani di Patch si posarono sui miei fianchi, attirandomi a lui. S, l'ho detto. Hai bisogno di una dimostrazione pratica? Mi diede un bacio. Poi un altro, prolungandolo con qualche manovra creativa della lingua. Ti amo.
Non mi stancher mai di sentire queste parole.
Mi scost i ricci dal viso. Non avrei mai creduto che la mia vita potesse essere cos completa. Non avrei mai pensato di ottenere ci che desideravo. Sei tutto per me, angelo.
Quelle frasi mi riempirono il cuore fino all'orlo. Lo amavo in un modo che non sarei mai davvero riuscita a esprimere con le parole. Faceva parte di me. E io di lui. Avvinti l'uno all'altra per il resto dell'eternit. Mi strinsi a lui e lo baciai. Sai che ti dico? Potrei accettare la tua offerta. Una pittoresca locanda di campagna, hai detto?
La Cadillac  parcheggiata qui di fronte, o se preferisci ho la moto sul retro, mi tent Patch nella mente. Partenza tradizionale o fuga romantica?
Personalmente ne avevo avuto abbastanza di tradizioni per quel giorno. Fuga romantica.
Patch mi sollev tra le braccia, e io strillai di gioia mentre mi portava verso il retro della chiesa. Salimmo sulla sua moto e rombammo via, volando verso la locanda, tra le colline verdi.
Nella nostra stanza accogliente e lontana da occhi indiscreti, allungai le mani e gli disfai il nodo del farfallino di seta. Sei uno schianto con questo smoking gli sorrisi con approvazione.
No, angelo. Si chin su di me e mi mordicchi teneramente un orecchio. Sono uno schianto senza.
...
.
...
FINE.